giovedì 19 novembre 2015

This is not a Love Story - Suki Fleet

Titolo: This is not a Love Story
Autore: Suki Fleet
Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 207
Prezzo: 6,99 $ (al momento 5,24 $)

Lingua: inglese

Voto: 4/5


Trama: Il quindicenne Romeo si ritrova a vivere per strada dopo che un giorno la madre, uscita di casa per andare al lavoro, non vi fa più ritorno. Da allora è costretto a sopravvivere in una giungla di asfalto e palazzi e stazioni abbandonate. Muto e terrorizzato, il suo silenzio lo rende vulnerabile e una notte viene picchiato a sangue da una gang di altri giovani homeless, per poi essere salvato da un ragazzo che da quel momento si impone di prendersi cura di lui.
Julian è appena più grande di Romeo di due anni. Scappato da una famiglia abusiva, ha dovuto fare scelte molto difficili e si vende sulle strade per sopravvivere. Prendersi cura di Romeo lo cambia, gli dona uno scopo nella vita, gli rende speranza e cerca di esser forte e lasciarsi alle spalle i problemi di droga solo per Romeo. Ma vivere come vivono loro lo sta lentamente distruggendo e inizia a dubitare di esser forte abbastanza.
Questa è la storia della loro lotta per cercare una vita fuori dalla strada e il restare comunque uniti a tutti i costi. Ma quando gli eventi minacciano di separarli, è Romeo che deve raccogliere in sé tutta la forza per aiutare se stesso e Julian e non lasciare che il loro amore diventi una tragedia shakespiriana.

Recensione: I romanzi M/M hanno tutti una trama similare e canoni precisi, simili a quelli del romance tradizionale ed etero. Niente di più falso. Non è vero. Molti romance M/M sono crudi, sgarbati, poco romantici e sicuramente non melensi come parecchia narrativa sentimentale e rosa ci ha abituati a credere.
This is not a love story (tradotto: Questa non è una storia d’amore), è esattamente questo tipo di romanzo. È un M/M perché racconta la storia di un amore fra due maschi, certo, quello inizialmente forte e devoto di Romeo - un ragazzino di quindici anni, affetto da mutismo, abbandonato dalla madre improvvisamente e costretto a vivere in strada di espedienti - nei confronti di Julian - scappato da casa e da un padre e una madre abusivi - che è diventato il suo scudo, la sua protezione dopo che quest’ultimo lo ha salvato da un pestaggio a opera di altri ragazzi senzatetto come loro.
Siccome Romeo non può parlare, neppure urlare o emettere alcun suono dalla bocca e quindi è indifeso e non può chiedere aiuto, a molti teppisti violenti può sembrare divertente picchiarlo e violentarlo. Questo è ciò da cui Romeo è fuggito fino a quando non ha incontrato Julian. Ma Julian per prendersi cura di entrambi deve prostituirsi, e lo fa andando con altri uomini pur essendo, almeno all’apparenza, etero.
Romeo lo ama, e questo amore crescerà così tanto e in maniera così prepotente che impedirà al quindicenne muto di accettare l’accoglienza in strutture specializzate per ragazzi abbandonati come loro e vivere in maniera più confortevole. Il bisogno e la determinazione di entrambi a non lasciarsi separare sarà la base di una lotta senza esclusione di colpi.
È un romanzo molto forte, questo, anche attraverso descrizioni che spesso trasmettono raccapriccio. Una storia che ti devasta e ti scardina da ciò che hai di certo e sicuro; la vita in strada di questi due ragazzi è così vera e vivida da farti quasi sentire in colpa di essere al caldo a casa a leggere il libro, e non per le strade a cercare di salvare qualcuno di questi giovanissimi senzatetto. L'amore tra i due fanciulli – quindici e diciassette anni sono un’età ancora ascrivibile alla fanciullezza - è forte e totalizzante. È descritto come un crescendo di intensità e appartenenza l'uno all'altro in modo così viscerale e sublime da emozionarti a ogni parola. I loro distacchi e ritrovarsi sono devastanti e commoventi fino alle lacrime.
C’è, da parte dell’autrice, Suki Fleet, una cura particolare nel descrivere con estremo dettaglio la vita all’addiaccio dei due protagonisti e degli altri personaggi che gravitano attorno a loro, alcuni davvero degni di nota e di estrema bellezza.
Il clima che permea tutta la narrazione è di dolore e devastazione ma, stranamente, non di sconfitta. Molte sono le vicende che i due giovani senzatetto saranno costretti a vivere, alcune di estrema violenza e paura, ma quel legame che li unisce e che cresce tra loro è così ben descritto in un crescendo di azioni, gesti, sensazioni e pensieri, che renderà ogni prova da loro sostenuta un modo per cementarlo ancor di più e trasmetterà al lettore un sentimento di speranza sempre più vasta, nonostante le tragedie, le separazioni, i momenti di estremo dolore.
L’unica nota negativa o, se vogliamo, deludente di questo romanzo è il finale affrettato. Come se l’autrice, dopo essersi soffermata a lungo a far soffrire i due protagonisti di ogni sorta di patimento, non riuscisse più a sopportare la pressione narrativa della trama e avesse fretta di risolvere le cose, di far scoppiare il lieto fine. E così passiamo quasi con una sorta di brutale interruzione da un momento drammatico nel quale i due cercano di fuggire da tutto il male che si portano addosso e Julian tenta di recuperarsi dopo un’ennesima devastante ricaduta nella droga, a un epilogo dove li ritroviamo tutti, più o meno felici e contenti, con gran parte dei loro problemi ormai alle spalle, perché risolti, e un radioso futuro insieme.
Se lieto fine doveva esserci, perché non arrivarci con la stessa lentezza e precisione dei primi tre quarti di romanzo? Perché non dare altrettanta pignola attenzione alla fase del riscatto, della salvezza, invece di rendere il finale frettoloso e buttato via? Avrei gradito che l'autrice mi facesse vedere la lenta e testarda ripresa di Julian, in nome dell’amore per Romeo, la fatica del giorno per giorno, la vittoria dopo le tante sconfitte, le difficoltà da affrontare per raggiungere una normalità che probabilmente è ancor più difficile da accettare rispetto alla precarietà di una vita vagabonda. E invece niente.
Capirei un finale troncato a metà, per permettere all'autore un sequel a riguardo. Ma non mi sembra vi sia in progetto qualcosa del genere. Quindi peccato. Ma il libro merita. 
Questa recensione è stata scritta da Annemarie De Carlo

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