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Visualizzazione dei post con l'etichetta Scrittura

ESCrivere - Bestie, di Nerina Codamozza e Lucia C. Silver

È da tanto che non scrivo un articolo, lo so, ma davvero non ho avuto tempo.  Gli ultimi due anni hanno portato molti cambiamenti nella mia vita. Cambiamenti importanti anche a livello lavorativo. Ciò ha fatto sì che io abbia avuto molto meno tempo per il blog e di questo me ne dispiace. Cercherò di tenerlo più attivo in futuro. Oggi, però, voglio scrivere questo post perché, dopo tanti anni, è uscita una pubblicazione con un mio racconto. La bestia e l'uomo  non è nuovo, quindi per me questa rappresenta una ripubblicazione, ma ricordo che quando lo scrissi mi piacque molto come idea. Spero piaccia anche a voi e spero che questa volta siate proprio voi a dire la vostra su un mio scritto (che dire... sbizzarritevi XD).  Sono comunque in ottima compagnia, in questo ebook: il racconto slipstream di Nerina Codamozza è davvero bello, ve lo consiglio (dite che sono di parte? Uhm... può essere, ma giusto un pochino XD).  Un grazie speciale a Luna aka Lia Winchester...

Dichiara sempre gli interessi in gioco! - Di blogger e di copie omaggio

Articolo e traduzione di Martina Nealli Qualche mese fa, girando sul web, mi sono imbattuta in un articolo della scrittrice inglese KJ Charles, specializzata in M/M storici (e autrice di un blog che, se capite anche solo in minima dose l’inglese, vi consiglio di seguire: parla del mondo editoriale e lo fa in modo sempre interessante). Il tema dell’articolo era l’onestà dei blogger/recensori, soprattutto di quelli che utilizzano il sistema delle cosiddette ARC (le copie che autori e/o editori inviano gratuitamente ai blog del settore in cambio di una recensione); perché – si chiedeva KJ Charles – chi riceve una copia omaggio non dovrebbe dichiararlo nella recensione? Non sarebbe scorretto se non lo facesse? Non è un diritto del lettore sapere se chi recensisce ha pagato o meno per avere quella copia?  Portare l’argomento in Italia – e soprattutto nel mercato dei romanzi M/M, all’interno del quale lavoro – è come spiegare l’astrofisica al mio gatto. Nel mondo anglosassone ...

Il diritto di tacere

Lo avrete visto anche voi. Se vi piacciono i libri, se seguite autori su Facebook (soprattutto autori di letteratura di genere), è impossibile che non vi siate mai trovati di fronte a esortazioni di questo tipo, accompagnate spesso e volentieri da hashtag:  TI È PIACIUTO UN LIBRO?  Allora lascia un commento! Sostieni il tuo autore preferito: recensisci il romanzo su Amazon! Confesso che a me, in genere, queste cose scivolano addosso. Occasionalmente ho provato un lieve fastidio, comunque sanabile tramite utilizzo della rotellina del mouse (scroll down). Ma se invece di scappare, per una volta, mi fermo e provo ad analizzare il fenomeno… beh, accipicchia. Il martellamento pare essere dilagante. Ci sono un sacco di motivi per cui l’Internet del “Condividi!” mi inquieta, ma non voglio entrare nel merito (a chi fosse interessato ad approfondire, però, consiglio la lettura de Il cerchio , di Dave Eggers); voglio esprimere un disagio. Io non recensisco. No...

Scrittura: leggere, leggere, leggere... ma cosa?

La scorsa settimana abbiamo parlato dei manuali di scrittura. Una delle cose più ripetute in questi testi è quella più ovvia: per scrivere bisogna leggere, leggere, leggere. Ma cosa ? E soprattutto come ? Leggere per migliorare nella scrittura non è la stessa cosa che leggere per solo piacere. E chi sa di cosa parlo potrà confermare che una volta imparato a leggere per scrivere non si potrà più tornare indietro. Mi viene spesso criticato come recensisco i libri  perché, anche quando le recensioni sono positive, ci sono alcuni difetti che metto in evidenza. Questo è dovuto al fatto che leggo in modo differente, forse più attento, rispetto al lettore medio. E ho imparato a farlo negli anni. Leggere per scrivere (un romanzo, un racconto, ma anche semplicemente un articolo di blog o una recensione) significa andare a scovare tutti i punti forti e tutti quelli deboli di un romanzo. Significa anche cercare di riconoscere le tecniche narrative usate dall’...

Manuali di scrittura

Era da un po’ di tempo che volevo scrivere questo articolo. Si parla spesso di manuali di scrittura, ma molti esordienti ancora non sanno quale prendere e perché leggere proprio quello e non un altro. Alcuni non sanno nemmeno che esistono manuali di scrittura! Non vi nascondo che questo articolo è nato proprio perché mi sono accorta che molti autori (self e non) si buttano nella pubblicazione senza nemmeno sapere cosa sia un “punto di vista” o come evitare un “infodump”. Alcuni (tanti, troppi, a dire il vero) perfino senza conoscere la grammatica italiana. Di manuali di scrittura ne ho letti diversi. Qui vi elencherò, però, solo quelli che in qualche modo ho ritenuto utili. Siete liberissimi di aggiungere nei commenti altri titoli che pensate dovrebbero essere in questa lista, spiegando brevemente perché . Nuova edizione Frassinelli On Writing. Autobiografia di un mestiere , di Stephen King Più che un manuale di scrittura, ci troviamo davanti a un saggio in cui Steph...

Recensioni inutili

Da sempre noi blogger ci sentiamo ripetere, da chi pensa di saperne di più, che le recensioni che ogni giorno ci impegniamo a scrivere sono inutili. La settimana scorsa qualcuno le ha addirittura definite “tutta fuffa”. A sminuire l’importanza di una recensione spesso sono proprio quelli che si definiscono scrittori.  Perché questo post, dunque? Per spiegare il mio punto di vista.  Ora tutti vi aspetterete che io, che le recensioni le scrivo, vi dica quanto invece siano utili. Ma non lo farò, non subito, almeno.  Prima di tutto bisogna capire in che senso una recensione può essere utile o meno. A cosa potrebbe servire?  Facciamo brainstorming insieme:  - all’autore esordiente o emergente per farsi conoscere;  - all’autore esordiente o emergente per capire se ciò che scrive viene giudicato buono o meno;  - all’autore esordiente o emergente per aumentare le vendite.  Agli autori famosi, con tutta probabilità, le recensi...

Norme ortografiche editoriali: le virgolette caporali

Continuiamo il nostro viaggetto attraverso le norme ortografiche editoriali per andare a occuparci oggi delle virgolette caporali per rappresentare i dialoghi .  Dei trattini ne avevamo già ampiamente discusso QUI .  Delle virgolette alte non ne parlerò affatto perché non implicano alcun problema e sono facilissime da digitare con la tastiera. L’unica cosa a cui bisogna far attenzione è che se vengono usate per i dialoghi, non potranno essere usate per evidenziare altre cose, come per esempio i pensieri (che quindi andranno messi in corsivo).  In questo articolo, dunque, ci concentreremo sulle virgolette caporali (dette anche solo le/i “caporali”). Cosa sono?  Sono queste:    «   »  Come si usano?   In generale basta sapere che dopo le caporali di apertura e prima di quelle di chiusura non si lasciano spazi vuoti. «Dove stai andando?» «A comprare il pane.»  Se dopo la battuta, però, scrivete ancora u...

Sinossi, quarta di copertina e trama: cos'è cosa?

Da un paio d'anni a questa parte (o forse più?) ho assistito a come l'utilizzo di questi tre termini sia andato cambiando e soprattutto sia diventato sempre più confuso.  Ho deciso, per questo motivo e dopo aver letto per l'ennesima volta "sinossi" al posto di "trama", di scrivere questo brevissimo articolo in cui chiarirò cosa è cosa.  Sinossi La sinossi è un riassunto complessivo dell'opera scritta. Quando inviate un manoscritto a un editore, questi vi chiederà di inviare una sinossi. La sinossi comprende i punti principali della trama ma, a differenza di questa, deve essere completa anche del finale.  Se inviate una sinossi incompleta a un editore, state ben tranquilli che non ne sarà felice. La sinossi non serve ad attirare un possibile lettore, ma a presentare l'opera nel suo insieme, dal primo all'ultimo capitolo, senza frasi che vogliano intrigare chi legge lasciando aperte questioni importanti che si sveleranno solo...

Norme ortografiche editoriali: i trattini

Nell'articolo riguardante i dieci errori più ricorrenti nei libri autopubblicati (ovviamente non in tutti) vi ho parlato dei trattini.  Vi ho spiegato che per i dialoghi vanno usati quelli lunghi e non quelli corti.  In realtà ce ne sono tre, diversi per lunghezza e per uso: il trattino breve per unire due parole o per dividere le sillabe, la lineetta (o trattino medio) per gli incisi e il trattino lungo per i dialoghi. Eccomi qui, dunque, a dedicare un intero post a loro, questi segni che non si accontentano di essere semplici tratti orizzontali, ma che cambiano e si allungano o accorciano in base a come vengono usati e che, per questo, creano tanta confusione. Di solito, per scrivere i trattini medi e lunghi, ci sono codici da inserire. Si può semplificare tutto creando una combinazione di tasti automatica, così che ogni volta che la premete di seguito, apparirà per magia il trattino che desiderate. In questo articolo ho cercato di elencarvi i modi più sempl...