mercoledì 11 maggio 2016

Recensioni inutili

Da sempre noi blogger ci sentiamo ripetere, da chi pensa di saperne di più, che le recensioni che ogni giorno ci impegniamo a scrivere sono inutili. La settimana scorsa qualcuno le ha addirittura definite “tutta fuffa”. A sminuire l’importanza di una recensione spesso sono proprio quelli che si definiscono scrittori. 

Perché questo post, dunque? Per spiegare il mio punto di vista. 

Ora tutti vi aspetterete che io, che le recensioni le scrivo, vi dica quanto invece siano utili. Ma non lo farò, non subito, almeno. 

Prima di tutto bisogna capire in che senso una recensione può essere utile o meno. A cosa potrebbe servire? 

Facciamo brainstorming insieme: 

- all’autore esordiente o emergente per farsi conoscere; 
- all’autore esordiente o emergente per capire se ciò che scrive viene giudicato buono o meno; 
- all’autore esordiente o emergente per aumentare le vendite. 

Agli autori famosi, con tutta probabilità, le recensioni di blog piccoli o medio-grandi non interessano, diciamocelo. Là entra in gioco un altro livello di marketing, organizzato da professionisti (nella maggior parte dei casi, si spera). 
Quando un autore richiede una recensione, infatti, ci troviamo davanti a una persona che gestisce da sé la promozione del proprio libro e che spesso si è auto pubblicata o ha pubblicato con case editrici piccole e/o medie. Alcuni dicono che contattare i blog e richiedere recensioni, rendersi disponibili per un’intervista oppure offrire il proprio libro per un giveaway o un evento su Facebook siano le cose basilari da fare per pubblicizzare un romanzo, e lo penso anch’io. Altri però, come dicevo appunto a inizio articolo, dicono che è tutto inutile, che anche facendo queste cose le vendite del libro non aumenterebbero (ma allora questa gente cosa fa? Pubblica un libro e poi se lo dimentica?) 

Innanzitutto bisogna vedere a cosa si mira sul serio. Tu, scrittore, scrivi per essere letto? O scrivi per diventare ricco? 



Se scrivi per essere letto, una recensione su un blog può: 

- far sì che il tuo nome e il titolo del tuo libro circolino (passaparola); 
- darti indicazioni sulla qualità del tuo libro. 

Sulle vendite no, probabilmente una recensione non influirà granché o influirà solo in minima parte. Dipende anche dalla popolarità del blog in questione e dalla fama che questo blog ha. Quindi se la tua meta è solo vendere, vendere, vendere, forse dovresti concentrarti su blog belli grandi, magari conosciuti da migliaia di persone e non solo nella propria piccola cerchia. 

Parliamoci chiaro: penso che una recensione sul mio blog aiuti a vendere? Non ne sono sicura, probabilmente no o forse un pochino lo fa. Ma non penso che se recensisco bene un libro, quello avrà un’impennata di vendite su Amazon. Né penso che se ne recensisco uno male, quello perderà posti in classifica. 

Se lo scopo di chi contatta un blog è quello di farsi conoscere, di dare il via a un passaparola positivo che poi potrebbe portare a un aumento delle vendite, allora sì, contattando un buon blog, anche se piccolo, queste cose si possono ottenere. 

Se invece si vogliono indicazioni sulla qualità del testo, non tutti i blog vanno bene. Per avere un feedback ragionevole, bisogna contattare blog che non hanno paura di dire la verità. Inviare a blog che regalano sempre e comunque 4 e 5 stelline è come dichiarare di cercare solo lodi. Il che va benissimo: l’illusione di essere bravissimi piace a tutti. Ma per migliorare non basta. Sempre se si vuole migliorare… 



Sto divagando. Torniamo alla domanda principale: le recensioni sono inutili? Sì, se dopo una recensione l’autore si aspetta la grande impennata di vendite. No, se lo scopo è far parlare di sé e del proprio libro. 

È tutta fuffa? Solo se si ha paura del confronto. Allora definire le recensioni “fuffa” può far comodo. 

Ma il meglio deve ancora arrivare. 



E se le recensioni poi sono negative? Sono ancora più inutili di quelle positive? 

Spesso gli scrittori rispondono che se si ricevono critiche costruttive sono comunque utili, anche se ovviamente ci restano male. E in fondo è comprensibile: a esser criticato è il frutto del loro lavoro. Ma purtroppo quello che spesso si vede in giro sono autori che le critiche in realtà non le accettano e che insultano i blogger pubblicamente. 



Quindi rivolgo la stessa domanda ai blogger, questa volta: scrivere recensioni è inutile, visto che spesso invece di un grazie si ricevono bastonate nei denti? Vale la pena continuare a farlo? 

Facciamo brainstorming. 

A cosa serve una recensione negativa? 

- a far sì che l’autore abbia un feedback (che era poi quello che aveva richiesto); 
- a far sapere ai lettori del blog che un determinato libro non viene consigliato e perché; 
- a dire la verità, perché ci sono troppi blog che, per amicizia o per poca professionalità, danno cinque stelline a tutto, e altri ancora che le danno a pagamento. 

L’ho sempre detto e lo ripeterò all’infinito: io, blogger, devo essere onesta e leale prima di tutto verso i miei lettori. Se un libro non mi piace non posso dire il contrario per far contento un autore o un editore. Non posso tradire la fiducia dei miei lettori, che si aspettano da me la nuda e cruda verità. Un libro non mi ha convinta? Lo dico. E secondo me è così che deve essere. Senza offendere nessuno, senza giudicare l’autore, ma solo parlando del testo letto, un blogger ha il dovere di dire la verità, allo stesso modo per cui uno che si vuol far chiamare “scrittore” deve padroneggiare la lingua italiana e le tecniche della narrativa. 

Quindi una recensione negativa è utile perché aiuta i lettori a fare le proprie scelte di lettura, ed è utile perché dà un feedback agli autori che, prendendo quello che ritengono valido di tutte le critiche ricevute, hanno qualcosa su cui poter lavorare. 

E poi sì, lo dico, tanto sto antipatica a prescindere: servono perché girano troppi libri spazzatura che tendono a soffocare quei pochi ma buoni autori che cercano di stare a galla come possono. 

E attenzione, anche autori bravi possono sbagliare un racconto o un romanzo, ciò non significa che se ricevono una recensione negativa li si voglia “affossare” (questo termine sembra andar di moda). Significa solo che, da esseri umani quali sono, ogni tanto qualche errore lo fanno. E non dimentichiamo che, tolta la parte oggettiva di una recensione, il resto è spesso gusto. 

E ora ditemi di nuovo che le recensioni (positive o negative) sono inutili.


14 commenti:

  1. Sai che c'è? Che sono proprio d'accordo con te. Ma proprio su tutto.
    L'unica cosa che vorrei precisare è che non credo che un blog che pubblica solo recensioni positive sia poco sincero. Ad esempio io scrivo molto raramente recensioni negative perché se un libro non mi piace lo mollo senza pietà, che sia a pagina 10 o a pagina 100.
    Per me la lettura è un piacere e, visto che non faccio la giornalista critica di professione e nessuno mi paga per farlo, perché farmi del male leggendo qualcosa che non mi piace? E' come prendersi a martellate sulle dita volontariamente. Anche no.
    Poi comunque il feedback all'autore lo lascio in privato, dicendo che il libro non l'ho terminato per questo, questo e quest'altro motivo.
    Detto ciò, bell'articolo! :)

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    1. Ciao Alice! Se leggo per me e trovo un libro brutto lo chiudo prima di finirlo e via. Ma se la rece mi è stata richiesta proprio dall'autore o dall'editore, allora devo terminarlo e se lo termino e mi gioco il mio tempo, allora la recensione esce di sicuro. Distinguo la lettura personale da quella per il blog, ecco. Grazie per aver letto e grazie per il commmento!

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    2. Hai più resistenza di me. Anche se mi è stato chiesto dall'autore o dall'editore, ma il libro non mi piace, lo mollo, spiegando il perché al diretto interessato. Per me non c'è distinzione tra letture personali o letture per il blog, perché il blog è personale. O almeno, io lo vivo così. :D

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  2. Da incorniciare, Silver Lu!!!

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  3. Onestamente credo che nessuna recensione sia inutile, proprio perché aumenta la visibilità. È anche vero però che se una recensione non entra nel merito spesso si limita a offrire giudizi che possono apparire superficiali e poco competenti, quindi infastidire.
    Quasi sempre i giudizi non sono del tutto oggettivi, ma spesso, troppo spesso, non sono supportati da analisi approfondite. E questo crea conflitto.

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    1. Kapello, non lo metto in dubbio. Ma qui davvero dipende da blog a blog. Sai anche tu che ci sono cose che oggettivamente possono andare bene o meno in un libro e poi ci sono quelle che vanno a gusti. Basta essere chiari. Per questo ho sempre detto e sempre ripeterò agli autori che prima di chiedere la recensione a un blog, bisogna sfogliarlo, leggere le recensioni che ha già postato e farsi un'idea. Vale per tutti i blog, compreso il mio, ovviamente. Io lavoro in un certo modo, se mi chiedi una recensione, sai cosa aspettarti da me, ecco.

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    2. Il mio commento non si riferiva a te, era generale, però è vero: se un autore chiede una recensione senza avere prima verificato come lavora un blogger, poi non può certo prendersela, e se lo fa è un idiota.

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    3. Sì, tranquillo, avevo capito :)

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  4. Accettare tutto, per noi autori, è difficile. Ma il recensore ci viene in aiuto quando la stroncatura è motivata. E la motivazione è valida. Dire che "pensavo scrivesse diversamente" non aiuta nessuno, nemmeno il lettore che cerca giudizi sul libro, perché è come dire che "il pane è la rosetta, ma pensavo che il panettiere facesse sfilatini".

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    1. Luca, esatto. Nessuno pretende che un autore accetti tutto. Come dicevo, un autore prende poi quello che ritiene utile di una rece negativa (ma anche di una positiva con un paio di indicazioni su possibili difetti del testo) e ci lavora su, il resto ha tutto il diritto di non tenerlo in considerazione se non lo vuole. Sono fatti suoi (sia in positivo che in negativo XD). Certo dire "pensavo scrivesse diversamente" non è nemmeno un'opinione, non aiuta, non è un bel niente, in pratica. Come non aiutano nemmeno quelle recensioni che altro non sono che riassunti con un giudizio finale tipo: bellissimo!
      Grazie per il commento!

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  5. Ti ho seguita volentieri nel tuo ragionamento, su cui mi trovo molto d'accordo. Chi chiede di essere recensito accetta il rischio di non incontrare soltanto complimenti, fa parte delle regole del gioco. In molti casi la recensione serve a poco perché è troppo edulcorata - gli scrittori non sono tutti bravi, anche se fanno del loro meglio, "poverini" - ma c'è blog e blog. Il blogger, secondo me, ha come suo primo dovere essere onesto nei confronti dei lettori. Poi anche la recensione favolosa non può produrre miracoli, ma questo mi sembra normale, come mi sembra normale che quello dell'autore emergente sia un cammino in salita. Il discorso vale per l'arte in generale, ma per noi scrittori è peggiorato dal fatto che tutti vogliamo vedere pubblicato ciò che scriviamo. E' un po' come se tutti quelli che dipingono quadri volessero trovare un posto al museo. ;)

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    1. Ciao, Grazia! Concordo. E trovo bellissimo il paragone che hai fatto perché ci azzecca perfettamente. Sai che proprio qualche giorno fa si parlava di arte, sul gruppo Facebook di È scrivere (https://www.facebook.com/groups/536668809830366/)? E io leggevo e mi chiedevo: a partire da quando, nel caso di uno scrittore esordiente, si può parlare di Arte riferendosi ai suoi scritti? Anch'io ho scritto qualche racconto anni e anni fa, ma non mi sognerei mai (né allora mi sarei mai sognata) di definirli "arte". Chissà, magari un giorno scriverò un articolo anche su questo. Si accettano spunti di riflessione!
      Grazie per aver letto e commentato :)

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  6. a partire da quando, nel caso di uno scrittore esordiente, si può parlare di Arte riferendosi ai suoi scritti?

    Non capisco: non si tratta di anzianità di servizio, qui. Chi è un artista lo sarà già agli esordi, anche nel caso non produca subito un capolavoro; altri, la maggior parte, non lo saranno nemmeno al ventesimo libro pubblicato. Non è che Balzac non fosse artista alla pubblicazione di Sarrasine e lo fosse diventato all'epoca di Eugénie Grandet solo perché erano trascorsi degli anni…

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