mercoledì 10 febbraio 2016

Catene di Ametista - Enedhil

Titolo: Catene di Ametista 
Autore: Enedhil 
Editore: Triskell Edizioni 
Pagine: 317 
Prezzo: 5,99€ 

Voto 4/5 

Trama: In una Terra in cui la sopravvivenza di ogni individuo è legata ai mutevoli capricci del Fato, il giovane Íron si trova costretto, a causa di una grave ferita, ad abbandonare la sua vita da guerriero per divenire uno dei Maeldir, gli Amatori che dimorano nei Giardini Oltre la Cascata. In questa nuova dimora, Íron apprenderà ogni arte di seduzione per diventare degno di essere scelto dalle Dame Infinite, ma dovrà anche imparare a non ascoltare il cuore. E sarà proprio lì che incontrerà ciò che ha sempre desiderato: l’amore. 

Recensione: In generale il libro mi è piaciuto, ma purtroppo non posso dare un voto totalmente positivo. Per ogni aspetto ben curato ho trovato un piccolo punto vuoto, sul quale si potrebbe sorvolare ma che mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. Ma andiamo con ordine, così posso spiegarmi meglio.

La trama è piuttosto semplice, si sviluppa molto lentamente, con un solo colpo di scena che rappresenta una svolta decisiva negli eventi nell'ultimo terzo del libro. Tuttavia ci sono molti personaggi e noi abbiamo tutto il tempo di gustarli appieno e di conoscere le storie, i turbamenti e le speranze di questi giovani accomunati da un Fato ostinato e spesso crudele. Tutti i ragazzi, che come Íron si trovano a essere Maeldir, sperano in una lunga vita privati dei loro affetti pur di riuscire a evitare i Confini, un luogo dove vengono mandati tutti quelli ritenuti inutili o fallaci in questa società e che è soggetto a continue incursioni da parte delle Creature Ostili. 
Sebbene il racconto scorra bene, e in generale sia abbastanza originale, trovo che per concentrarsi sull'inevitabilità di questo destino, così imponente per lo sviluppo della storia, si creino situazioni un po' forzate e che vengano prese decisioni non condivisibili, che avrebbero una soluzione logica più semplice. In un primo momento, infatti, pare che la società sia divisa in caste più o meno chiuse, ma verso la fine salteranno fuori un paio di opzioni di impiego per evitare di diventare Eglanor, i dimenticati relegati ai Confini, che, nel raccontarci il passato dei personaggi, parevano non poter esistere. 
I Maeldir sono tutti giovani, belli e attraenti, e in forze, però se entro 5 anni dal loro arrivo ai Giardini non vengono scelti da una delle Dame Infinite, vengono condannati ai Confini. Non sarebbe più produttivo per la società impiegarli come servi o sguatteri o farli prostituire?
Questo ovviamente è un mio dubbio, magari ho mal interpretato alcuni passi del racconto, e comunque superato il senso di smarrimento iniziale mi sono potuta immergere nella storia senza problemi.

Per quanto concerne i personaggi, è decisamente ben sviluppato il protagonista, e anche coloro che ruotano attorno a lui sono caratterizzati a puntino. L'esplorazione e lo sviluppo della loro sfera emotiva sono stati molto approfonditi e mi sono ritrovata molto presa da essi. Non infatuarsi dell'innocenza di Cìnnir è stato impossibile. 
Manca, tuttavia, una descrizione esaustiva sia delle Creature Ostili che delle Dame Infinite. Feroci le une, bellissime le altre non sappiamo quasi null'altro di loro, il che lascia un certo vuoto perché queste due razze sono la rappresentazione delle due estremità del capriccio di questo Fato che detta i ritmi della storia.
Infine, arrivando alla narrazione stessa, quindi alla forma, questa è impostata su uno stile quasi poetico. Anche le scene esplicite di sesso sono descritte in maniera molto idilliaca, lontane dal contesto erotico che mi aspettavo di trovare in un racconto che parla di giovani addestrati alla lussuria, e devo dire che ho davvero amato questa scelta stilistica. Sono, inoltre, rimasta piacevolmente sorpresa dall'abilità con cui sono stati gestiti i punti di vista, passando da un personaggio all'altro, senza che però il racconto diventasse pesante o confuso, dandoci modo, invece, di assistere alle scene quasi a 360 gradi, attraverso gli occhi di tutti i personaggi coinvolti. 
Ma anche la forma non manca del suo punto negativo, infatti ho riscontrato periodi resi difficili da quello che mi è sembrato un uso maldestro delle virgole e delle pause, cosa che comunque si è concentrata sulla prima metà dell'opera in modo non eccessivamente ricorrente. 

In conclusione, è stata una lettura che certamente ripeterei con piacere e che consiglio, ma ha qualche piccolo difetto da smussare, che ci lascia con molte vie inesplorate.

5 commenti:

  1. Ciao ^_^
    Ti ringrazio per la bella recensione e sono davvero contenta di leggere che hai apprezzato lo stile delle descrizioni e soprattutto i diversi punti di vista perché è un aspetto su cui mi soffermo spesso e a cui tengo moltissimo (e immagino si sia notato :P )
    Mi prendo un piccolo spazietto per risponderti a quei due aspetti che ai citato ^_^
    Per quanto riguarda il fatto che invece dei Confini, alcuni giovani potrebbero essere messi a svolgere altre mansioni, in realtà hai ragione, potrebbe succedere. Ai Confini ci finisci se non sei più in grado di sostenerti da solo e lì puoi trovare un tetto (più o meno) e (sempre più o meno) qualcosa per sopravvivere se ti va bene (certo poi rischi di venire attaccato e divorato ma... eheh). Se invece riesci a trovare un modo per sopravvivere diverso è sicuramente meglio ma è una possibilità. Chiunque potrebbe essere fortunato e trovare da fare il servo in qualche casa... beh, un po' meno a lavorare in una casa di piacere, probabilmente, ma vale comunque. Però appunto: in quanti?
    Anche le famiglie più facoltose guardano a loro stesse e a non cadere in disgrazia, più bocche da sfamare hanno, più soldi escono, quindi tengono in casa lo stretto indispensabile (tranne magari delle eccezioni come, appunto, è successo alla madre di Duvain). Penso sia un po' come nella nostra società: purtroppo ci sono molti senza tetto, anche giovani, che potrebbero svolgere dei compiti più o meno utili ma stanno comunque per strada per tanti motivi. Non è proprio la stessa cosa ma per dare un'idea.
    Poi c'è anche il lato cruento della situazione in cui gran parte della gente può pensare "finché le Creature hanno da mangiare ai Confini, non arrivano a noi" e quindi ben venga la gente in quel posto.
    Mentre per quanto riguarda il poco approfondimento sulle Dame e sulle Creature posso dirti che avevo pensato al romanzo come autoconclusivo all'inizio e ho preferito soffermarmi particolarmente sulle caratterizzazioni dei personaggi e sulle loro emozioni in quanto, essenzialmente, storia d'amore, e quindi ho dato molto spazio ai legami e ad altri aspetti più emotivi. Non sono entrata troppo nel dettaglio su questi aspetti che hai citato perché pensavo che avrebbero allontanato un po' troppo l'attenzione dagli eventi principali che comunque riguardavano i personaggi in quella Corte.
    Mi fa piacere l'interesse che c'è stato verso anche gli altri fattori più esterni e non strettamente legati alle storie d'amore e il possibile/probabile seguito che già mi frullava in mente, sicuramente prenderà forma nel prossimo futuro ^_^ Quindi ci saranno tutti gli approfondimenti del caso visto che l'ambientazione cambierà radicalmente e si andrà a esplorare la vita più “reale” al di fuori della prigione dorata che era la Corte di Nemîr.
    Per le virgole... ah, infide virgole! Spero proprio di aver modo di migliorarmi anche su questo :)
    Grazie ancora ^__^
    Enedhil

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    1. *a quei due aspetti che HAI citato
      (mi perdo le H -_- )

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    2. Cara Enedhil, grazie mille per esserti interessata alla mia recensione e ancora di più per avermi risposto così presto :)
      Sono entusiasta di sapere che intendi scrivere un seguito in cui mostrare tutto quel mondo tagliato fuori dalla Corte, e spero di poter vedere la vita nei Confini, fosse anche solo uno scorcio.
      Inoltre permettimi di approfittare della tua disponibilità per un'ultima curiosità che non ha trovato spazio nella recensione. Nella domanda di Duvain "Resti o te ne vai? O resti, ti unisci a noi... e poi te ne vai?" è tutta una mia fantasia o c'è proprio un velato omaggio a Brian Kinney?
      Sono sulle spine da tanto!

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    3. Sììì è proprio così! ^o^ L'hai riconosciuto! Ovviamente adoro Queer As Folk e amo Brian :p M'è venuta naturale questa battuta per Duvain perché lui è ispirato vagamente a un altro mio personaggio originale che si chiama Lanthir. Lanthir è un elfo nelle mie fanfic su Il Signore degli Anelli e, inizialmente, era un pò il Brian Kinney della Terra di Mezzo nelle mie storie eheh E quindi visto che Duvain è molto simile a lui su certi aspetti, ecco che m'è uscita la battuta alla Brian :p
      Grazie ancora e sicuramente ci sarà un bel po' di azione anche ai Confini nel seguito se riuscirò a fare quello che ho in mente ^_^
      A presto!
      Ene

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  2. Ecco, lo sapevo! Brian regna! Grazie a te per la tua disponibilità. Ti auguro di conoronare presto questo tuo nuovo progetto, anche perché sono curiosa di leggerlo. =)
    A presto.

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