martedì 26 gennaio 2016

Upside down - Lily Carpenetti

Titolo: Upside down
Autore: Lily Carpenetti
Editore: Damster Edizioni
Pagine: 173
Prezzo: 2,99 €

Voto: 3/5


Trama: Felix Callejas è giovane, grintoso e ama il sesso estremo: considera il dolore parte irrinunciabile del piacere. Ma non ha idea di come conciliare i suoi gusti con una relazione rispettabile, magari con un uomo come il suo amato capo, l'avvocato Thomas Aames. 
Di fatto, Felix ha appena realizzato tutti i suoi sogni: laurearsi in legge e iniziare a lavorare per lo studio legale più prestigioso di Boston, sotto la guida del docente che lo ha formato e fatto innamorare. 
Ma dover collaborare con il fratello minore del capo, lo destabilizzerà, confondendo i suoi sentimenti, oltre a trascinarlo in un gioco di potere che rischia di schiacciarlo. 
Parker Aames è bellissimo e maniaco del controllo, ma la quiete apparente nasconde un tormento devastante e distruttivo, pronto a mettere sottosopra la vita di Felix. 
Questo romanzo partecipa al M/M Eroxè contest per il miglior romanzo male to male 2015/2016

Recensione: Lily Carpenetti non è certo un nome nuovo se si parla di narrativa italiana di romance m/m e di autori esordienti e/o emergenti. Facendo una breve ricerca su Amazon si trovano diversi suoi racconti pubblicati con Lite Edition.
Upside down è invece un romanzo, primo di una serie (il secondo e già in vendita qui, il terzo e ultimo è in stesura), pubblicato con Damster Edizioni ed è il primo lavoro che leggo di questa autrice. 
Partiamo dalla trama. Devo dire la verità: non è originalissima. I personaggi sono tutti belli e ricchi, due fratelli intriganti e un protagonista che sa quel che vuole nel sesso ma non in amore. L'autrice ha saputo, però, gestire bene la bilancia che ora pende verso uno dei due avvocati, ora verso l'altro, mantenendo alta nel lettore la curiosità riguardo a un possibile ma forse improbabile triangolo amoroso o la scelta di uno dei due fratelli. 
Trovo inoltre che inserire il compagno di università del protagonista, lo “scopamico” per intenderci, sia stata davvero una mossa coraggiosa e sicuramente ottima. Ha infatti contribuito a rendere più realistico il tutto, anche se probabilmente ad alcune lettrici di romance m/m potrebbe non piacere. Per me è stata, invece, una scelta azzeccata. 
I personaggi sono delineati abbastanza bene, tenendo presente che si tratta solo del primo volume di una serie. Devo dire che al meglio sono stati caratterizzati i due fratelli Aames. Attraverso sguardi e dialoghi vengono messi in risalto i loro caratteri e il loro modo di agire (almeno finora). Il protagonista invece, dopo una prima parte abbastanza buona, in cui ci viene presentato come un giovane avvocato che vuole fare del suo meglio nel lavoro, insomma una persona adulta con qualche vizietto e qualche debolezza (come è giusto che sia), diventa poi, nella seconda parte, una sorta di ragazzino in preda agli ormoni, quasi paragonabile a un sedicenne alla prima cotta. Questo cambiamento mi ha lasciata molto perplessa e mi ha fatto storcere il naso, soprattutto negli scambi di sms fra lui e i fratelli Aames. 
In generale, però, come storia l'ho trovata molto carina, se non fosse per il finale che mi ha ricordato un po' troppo le 50 sfumature, pur senza giochetti bdsm. 
Passiamo alla forma. Lo stile di Lily Carpenetti è abbastanza scorrevole, l'autrice riesce a mantenere alto l'interesse nonostante le pecche elencate sopra. Sono sicura che possa fare di più: il potenziale, a quanto posso dire dalla lettura di Upside Down, c'è.
Il testo presenta un certo abuso di virgole. Purtroppo ne ho trovate alcune anche fra soggetto e verbo. Sono sfuggiti, inoltre, diversi refusi. Trattandosi, però, di una pubblicazione con casa editrice, mi chiedo, a questo punto, se questa abbia davvero svolto il suo lavoro. A me sembra di no. 
Per giorni sono stata indecisa sul voto da dare a Upside Down. Nonostante i vari appunti fatti, devo dire che una volta iniziato a leggere, si vuole continuare per scoprire di più sui fratelli Aames. Inoltre la parte in cui parlo del finale è una questione di gusti, ad altri potrebbe piacere. Per questo motivo do 3 stelline.

giovedì 21 gennaio 2016

Un bugiardo di talento – Sage Marlowe

Titolo: Un bugiardo di talento (SERIE: Romeo & Julian #2)
Autore: Sage Marlowe
Traduttrice: Phoenix Skyler
Casa editrice: Me and the Muse Publishing
Prezzo: € 3,99
Numero pagine:  113

Voto: 4/5


Trama:
L’agente dell’FBI Julian Harris si rende conto che, quando si tratta del suo nuovo consulente Romeo, stare vicino a qualcuno e conoscerlo sono due cose completamente diverse.

Due settimane dopo l’inizio del loro nuovo rapporto lavorativo, Romeo e Julian affrontano il primo caso insieme. Un dipinto rubato non solo richiede le competenze dell’ex ladro di opere d’arte Romeo, ma dà anche l’opportunità a Julian di apprendere di più sull’uomo con cui condivide il letto, sebbene non gli abbia ancora rivelato il suo vero nome. Mentre si avvicinano alla risoluzione del caso, Julian si rende conto che Romeo ha molti più segreti di quanto pensasse, e che potrebbe anche sfruttare il suo nuovo status all’interno della squadra dell’FBI per perseguire i propri obiettivi.

Ancora una volta, Julian segue un percorso ricco di inaspettati colpi di scena nella sua ricerca della vera identità di Romeo: ma come mai ogni volta che si avvicina alla soluzione, la sua stessa vita è in pericolo?

Recensione:
Ecco finalmente tra le mie mani l’atteso secondo volume di questa avvincente saga.
Avevamo lasciato alla fine del primo libro i nostri protagonisti con un colpo di scena: Romeo creduto morto e Julian incredulo alla vista del vivo e vegeto ladro che all’improvviso passa dalla parte dei buoni. Li ritroviamo all’inizio di questa inusuale collaborazione, con Julian sempre pieno di domande senza risposte.

“Tu mi hai chiesto se c’è qualcosa che non so fare. C’è. A quanto pare non riesco a fare in modo che tu ti fidi di me.”
Julian gemette. “Questo non è giusto. Io so chi sei. Sei un criminale. Menti e imbrogli per vivere e…”
“Non ti ho mai mentito, Jules, e non ti ho mai tradito.”
“No?”
“No.”
“Beh, forse non ti ho mai fatto una domanda tale da spingerti a farlo.”
“Anche se lo avessi fatto, non ti avrei mentito.”
“Oh, davvero?” sbuffò Julian. “Allora, forse, dovrei iniziare a fare le domande che ho in mente. Che te ne pare di questo: non mi hai mai detto come sei riuscito a uscire dagli archivi, come sei sopravvissuto allo sparo o alla caduta. Oh, e poi, naturalmente, c’è ancora quell’insignificante faccenda del tuo vero nome.”

Ancora una volta Sage ci tiene incollati al libro con la curiosità continua di scoprire il fitto mistero di Romeo e mostrandoci allo stesso tempo l’evoluzione del rapporto con Julian.
Romeo è sempre più accattivante e misterioso e stupisce come riesca a mostrare il suo amore per Julian nonostante abbia ancora tanti segreti. In alcuni momenti, invece, vorrei ancora poter mollare qualche bel ceffone al nostro poliziotto dall’umore mutevole.
Ovviamente le difficoltà sembrano essere molte, perché l’istinto naturale di Julian lo spinge a voler scoprire la verità dietro all’uomo che ama. Il fatto che non gli venga data nemmeno la semplice possibilità di conoscere il vero nome della persona di cui non può più fare a meno lo ferisce, spingendolo a porsi continue domande senza risposta che mineranno un amore instabile.

“Ti amo, Jules. Non dimenticarlo mai.” Spalancò la porta, lasciando Julian con il batticuore e con una mente confusa. 
Non era la prima volta che Romeo diceva quelle tre parole. Le aveva pronunciate molto presto nella loro potenziale relazione, prima ancora che Julian avesse ammesso a se stesso ciò che provava per il bel ladro che aveva rubato il suo cuore, insieme al resto delle cose che stava cercando. Ciò che lo spaventò questa volta fu la strana urgenza nella sua voce. Per non parlare della parte “non dimenticarlo mai”. Suonava definitivo. Come una condanna. Come se Romeo si aspettasse di non tornare.
Julian si scrollò di dosso il pensiero. Romeo sarebbe tornato, come faceva sempre. Come doveva. Doveva, perché la vita senza di lui non sarebbe stata più una possibilità. Doveva, perché Julian sapeva che non sarebbe stato mai in grado di rintracciarlo, se ci avesse provato.

L’ulteriore colpo di scena finale ci porta al desiderio di conoscere la prossima mossa e scoprire se i nostri moderni “Romeo e Giullietta” supereranno le nuove prove a cui saranno esposti.

Siete curiosi quanto me? Allora vi consiglio di proseguire la lettura di questa intrigante saga.

lunedì 18 gennaio 2016

Clowns Vs Zombies - Luigi Bonaro e Daniele Picciuti

Titolo: Clowns Vs Zombies
Autore: Luigi Bonaro e Daniele Picciuti
Editore: Nero Press Edizioni
Pagine: 77
Prezzo:1,99 €
Voto: 4,5/5 

Trama: 
Apocalisse zombie in atto. Lo Zingaro è un ex–clown degradato a factotum di un circo, è un solitario, un ubriacone che si porta dietro ricordi e rimpianti da reduce cinico e testardo. Quando la città viene invasa dai morti viventi decide che è giunto il momento per tornare a combattere. Insieme a un manipolo di clowns in fuga – una ragazza sui trampoli, un nano codardo e un pagliaccio sarcastico – si cimenta nell’arduo tentativo di salvare la pelle a se stesso e agli altri. L’incontro con una enigmatica scienziata porterà alla luce la verità sull’origine del contagio e la possibilità che quella donna abbia nelle sue mani la salvezza o la distruzione dell’intera razza umana. Elefanti e iene zombie, un alano arlecchino dal morso facile, un sassofono che risuona malinconico tra le labbra di un clown morto, la comicità nera su tristi facce dipinte di bianco, un vaccino che diventa una maledizione, un varco verso una dimensione parallela. Sono gli ingredienti di questo horror a sfondo fantascientifico, irriverente e spietato.

Recensione: 
Non sapevo bene cosa aspettarmi quando ho iniziato questo libro. Il titolo potrebbe lasciare un po' perplessi. Il primo pensiero, lo ammetto, è andato a quei film di serie B con il Vs. in mezzo che fanno presagire scontri un po' strani.
In effetti, cosa c'è di più bizzarro di uno scontro tra zombie e clown?
Credo sia proprio in questo il gioco di questo libro, che nella sua non eccessiva lunghezza racconta eventi che si susseguono nel giro di pochissimo tempo e che sono un piccolo spaccato di una vera e propria apocalisse.
Non c'è la classica missione per i protagonisti, se non quella di cercare di sopravvivere il più a lungo possibile, anche se riusciranno a trovare quella che sarà una spiegazione a quello che accade.
Ma parliamone un po' più tecnicamente.
I protagonisti sono davvero cazzuti (scusate il termine, ma quando ci vuole ci vuole). Hanno dei caratteri forti, a volte anche un po' stereotipati forse, ma adattissimi al genere e al lavoro che devono compiere per sopravvivere. Mi sono piaciuti e ho tifato e sofferto con loro, esattamente come bisognerebbe fare in un libro del genere.
Gli zombie sono tanti, davvero tanti, ma perlopiù sono i bei classici morti viventi dei film e dei racconti più famosi, anche se ce ne sono alcuni “insoliti” che animano molto il tutto, come quello che crea una sorta di "colonna sonora" lungo la storia. Davvero da brividi lungo la schiena. Fantastico.
Grande merito va poi dato per l'aggiunta degli animali. Raramente questi ultimi si trovano nei racconti o film zombie e io ho adorato che li abbiano inseriti. Sono una scelta particolare, che, secondo me, dona un qualcosa in più al tutto, nonché una strana poesia.
Le reazioni umane negli ambienti apocalittici sono davvero difficili da gestire, le emozioni si intensificano e le priorità cambiano, ma gli autori hanno fatto un bel lavoro, rendendo i loro protagonisti ancora più apprezzabili.
Le scene d'azione, poi, regnano sovrane, come è giusto che sia. Sono veloci, crude, forti ed energiche. Catturano il lettore che sente quasi di combattere insieme a loro e scansare i morsi fatali, col fiato corto e il dolore fisico e mentale sempre più presente.
Lo stile è perfetto per il genere. La lettura, infatti, è molto piacevole e prosegue veloce, in un incalzare di eventi che sembra seguire il ritmo della corsa alla sopravvivenza, fino alla fine, che ha l'unica “pecca” di lasciarci un po' a bocca asciutta, con un finale aperto che potrà restare soggetto alla volontà e all'immaginazione dei lettori oppure, come io spero, sarà solo un punto di partenza per un seguito.
In attesa proprio di un proseguimento della storia (che voglio assolutamente), consiglio caldamente la lettura di questo libro per gli amanti del genere che vogliono una lotta agli zombie un po' diversa dai soliti canoni ma allo stesso tempo capace di soddisfare la loro passione.

giovedì 14 gennaio 2016

Se non fosse per te - Mary Calmes


Titolo: Se non fosse per te (seguito di "A prova di proiettile"), serie Questione di tempo
Autrice: Mary Calmes
Editore: Dreamspinner Press
Traduttrice: NAM
Numero pagine: 231
Prezzo: $6,99

Voto: 3,5/5


TRAMA:
Jory Harcourt sta finalmente vivendo la vita che ha sempre sognato, essere sposato con un vice sceriffo federale lo ha cambiato: ha calmato i tumulti del passato e trasformato Jory da un ragazzo che se la dava a gambe al primo segno di pericolo in un uomo che affronta le situazioni difficili. Lui e Sam hanno due bambini, una casa in periferia e un mitico minivan. I giorni disastrosi sono finiti, la vita domestica è tranquilla e pacifica.

Il che significa che è il momento giusto per un po’ di azione: l’ex fiamma di Sam si rifà inaspettatamente vivo, e un sicario cerca di ucciderli mentre sono a una riunione di famiglia. Forse entrambe le cose sono ricollegabili a un testimone scomparso un anno prima. La sua vita familiare viene scossa, ma Jory non permetterà a nessuno di allontanarlo dai suoi cari. Prima di sapere cosa volesse dire avere una famiglia sua, sarebbe fuggito, ma ora non più. Sa che lui e Sam dovranno risolvere le cose insieme, perché sarà l’unico modo in cui riusciranno a farcela.


RECENSIONE:
Nuovo libro della Calmes sui nostri amati Jory e Sam.
Siete pronti a vedere i nostri  passionali e ardenti protagonisti nella veste di genitori?
Ebbene sono passati 14 anni da quella fatidica notte in cui Sam posò gli occhi su quel bellissimo ragazzo biondo steso sul pavimento con un cane, e da allora i suoi occhi sono rimasti incollati a lui.
La nostra turbolenta coppia finalmente ha raggiunto la normalità,  lo stesso Jory si rende conto che è diventato un adulto e che ora è lui a dover prendersi cura dei suoi bambini e non gli altri, come prima. Bambini adorabili e particolari, esattamente come i loro genitori.
Hanna è identica a Jory e per Sam si preannuncia una vita da montagne russe, mentre Kola è in adorazione di Sam e cerca di emularlo. Insomma, preparatevi a due piccoli cuccioli d’uomo intelligenti e sfrenati.
Ovviamente Jory continua a essere una calamita per i guai e non passa quasi giorno senza che si ritrovi tra sparatorie, inseguimenti, rapimenti e aggressioni e il nostro Sam, che ormai ci ha fatto l’abitudine, è più protettivo del solito, vuole difendere la pace che ha ottenuto con le unghie e con i denti.
“Tornerò sempre a casa, capisci?”
Annuii.
“Tu sei mio, i miei figli sono miei, e nulla e nessuno mi terrà lontano da voi. Mai.”
“Non te lo dimenticare.”
“Non lo farò.”
Tremai violentemente. “Non posso perderti.”
“No,” sussurrò.
Cosa posso dire di questo quarto libro? Sicuramente non mi ha preso come i precedenti ma questo succede spesso quando una storia viene protratta troppo a lungo e l’idea che avevamo dei personaggi, ovviamente, cambia con l’età  che matura.
L’autrice però, come sempre, ha aggiunto il giusto tocco di giallo che ha mantenuto la storia più interessante, dopo lunghi punti descrittivi che sinceramente avrei ristretto un po’.
Ha reso chiaramente la trasformazione del loro modo di vivere, mostrandoci la quotidianità di una famiglia piena d’amore ma costantemente nella paura causata dal lavoro di Sam, che lo porta a rischiare spesso la vita.
Jory vuole dimostrare al suo uomo che non è più un tesoro da proteggere costantemente, ma che può essere un sostegno per il suo compagno e che l’avere dei figli lo ha portato finalmente a ragionare un po’ di più e ad agire meno d’istinto.
“E io gli ho risposto che ero sposato, che avevo una famiglia, e che lui non faceva più parte della mia vita. Gli ho augurato buona fortuna e me ne sono andato.”
Era una cosa così fredda, così definitiva; se fossi stato nei panni di Kevin mi avrebbe distrutto. “Quando sei tornato nella mia vita – dopo essere stato via per tre anni – ti avevo detto la stessa cosa.”
“No,” mi assicurò lui. “Mi avevi detto che non credevi che avrebbe funzionato, ma solo perché avevi paura che ti avrei ferito di nuovo. Non avevi ancora una vita tua, eri senza marito e senza bambini. C’è una bella differenza.”
Sì, era vero.
“E ho sempre saputo che ero quello giusto per te, sempre. Non ho mai avuto nessun dubbio.”
“No?”
“No.” Scosse la testa. “È stato per quel motivo che non potevo essere l’uomo di cui avevano bisogno tutti gli altri, perché ero già quello di cui avevi bisogno tu.”
Mi sentii come se il mio cuore potesse esplodere da un momento l’altro.
Come spesso capita con le serie di Mary, veniamo accompagnati nella vita dei suoi personaggi e ne seguiamo il cambiamento e la crescita, così da darci l’illusione che queste persone non esistano solo nella sua mente ma che siano reali.
Inoltre l’autrice ha gettato il prologo per il prossimo libro che vede come protagonista Aaron, l’ex fidanzato di Jory che non si rassegnava all’idea di lasciarlo a Sam e che sembra finalmente trovare l’amore in Duncan – personaggio ricollegato a un altro libro, ancora inedito in Italia, “Acrobat” – che viene inserito nella storia per diventarne il prossimo protagonista.

In conclusione, anche se non all’altezza degli altri libri della serie, questo volume completa una storia a cui in molti ci siamo appassionati e da cui molti di noi faticano ad allontanarsi.

“Non m’importa chi tu abbia amato prima o chi abbia amato te. Non sono geloso perché guarda dove sei: hai scelto me e la tua vita, e non andrai da nessuna parte senza di me e i bambini.”
“No,” promise lui sollevando la testa e mi prese il viso fra le mani. Lo vidi nei suoi occhi: quell’emozione che stava affiorando da dentro di lui, poi cominciò a baciarmi violentemente, completamente, senza perdersi nulla mentre divorava la mia bocca. “Mai…” mi baciò più forte, più a fondo, la sua bocca era così calda e umida, “non ti lascerò mai, sei mio, con te tutto va come deve andare.”
Nulla avrebbe potuto rendermi più felice.

martedì 12 gennaio 2016

Libri in lingua: Speciale Amy Jo Cousins


Recensioni di Annemarie De Carlo

Amy Jo Cousins è un’autrice americana prolifica e inarrestabile sia di Male/Male che romance erotico tradizionali. È conosciuta al pubblico italiano perché in passato è stata tradotta e pubblicata dalla Harlequin Mondadori. I tre romanzi, tutti M/M, che analizzerò di seguito sono la sua produzione letteraria più recente.


Titolo: Five Dates 
Autore: Amy Jo Cousins 
Editore: autopubblicato 
Pagine: 91 
Prezzo: gratuito

Voto: 4/5

Trama in italiano e recensione: Il protagonista, Devin, è un giovane uomo solitario e casalingo, impossibilitato a vivere una vita sentimentale piena in quanto occupato a crescere il nipotino, figlio di sua sorella Lucy, ragazza madre. La giovane, preoccupata per la vita troppo ritirata del fratello, gli organizza attraverso un sito di incontri cinque appuntamenti al buio, usando per il profilo una foto di Devin vecchia di tredici anni. Il primo appuntamento a cui Devin deve partecipare è con Jay, ragazzo alla ricerca di una storia sentimentale con qualcuno della sua età, avendo avuto in passato una grossa delusione da uomini più grandi di lui. E sebbene tra i due scorra immediatamente una elettrizzante attrazione, il ragazzo declina l’invito a continuare la conoscenza ma accetta di fare da fashion advisor a Devin per i successivi quattro incontri al buio.
Storia divertente, in cui i colpi di scena si susseguono insieme a dialoghi divertenti e situazioni a volte imbarazzanti a volte romantiche e delicate. Il racconto è ben scritto, i personaggi sono davvero molto a fuoco e la crescita del rapporto tra i due protagonisti è ben calibrata tra tira e molla e gelosie, che conducono il lettore verso il finale non scontato, attraverso una sapiente dose di intrigo e passionalità.

 
Titolo: Full exposure
Autore: Amy Jo Cousins
Editore: autopubblicato
Pagine: 78
Prezzo: gratuito

Voto: 5/5

Trama in italiano e recensione: Evan è un giovane sud-coreano “secchione”, con tanto di lavoro che può testimoniarlo, casalingo e solitario, dedito quasi solo alla cura dell’anziano genitore non troppo in salute. Riley Flood invece è una rock star piena di sé e ben consapevole della propria avvenenza. Possono due persone così diverse iniziare una relazione e addirittura innamorarsi? Secondo Amy Jo Cousins pare proprio di sì.
Succede tutto durante una sessione fotografica nella quale Riley Flood deve posare per le foto della cover del suo prossimo album. E quando lo stesso Riley chiede che Evan posi completamente nudo insieme a lui, il giovane asiatico accetta senza pensarci due volte: al ritorno alla normalità della sua vita monotona avrà qualcosa da raccontare agli amici del bar. Durante le pose l’atmosfera si fa molto hot e tra i due scatta la scintilla dell’attrazione fatale; al termine dello shooting Evan accetta di seguire Riley in albergo e trascorrere con lui un week-end di passione sfrenata.
Resterà tutto solo un ricordo da raccontare agli amici al bar oppure ci sarà spazio per qualcosa di più duraturo?
Bella la storia, originale e divertente al momento dell’incontro tra i due, diversissimi tra loro e le cui scaramucce intrattengono e fanno sorridere. Molto ardenti le scene di passionale carnalità, malinconico e struggente il finale carico di angst e lirismo. Amy Jo Cousins si conferma abile e sapiente autrice e molto capace nell’approfondimento introspettivo in entrambi i personaggi principali.



Titolo: Off Campus (Bend or Break, #1)
Autore: Amy Jo Cousins
Editore: Samhain Publishing, Ltd.
Pagine: 314
Prezzo: 3,49 €

Voto: 4/5


Trama in italiano e recensione: Tim Worthington aveva tutto, una vita agiatissima, amici con cui perdere tempo oziando al circolo di tennis o ai party universitari, ma il crack finanziario del padre e lo scandalo per corruzione che ne comporta l’arresto e la vendita di tutte le proprietà di famiglia lasciano il giovane senza possibilità di finire gli studi universitari se non l’improvvisarsi taxista non autorizzato e lottare con le sue sole forze per pagarsi la retta e il campus. Stremato da lunghe ore di guida insonne, si ritrova a dividere la stanza del dormitorio con Reese, un giovane scorbutico e asociale che afferma di avere diritto a utilizzare quella stanza da solo e, pur di indurre il compagno ad abbandonare la camera, si intrattiene in lunghe sessioni sessuali durante il giorno e spesso anche di notte. Tim non può permettersi di perdere l’unico rifugio che gli è concesso dal campus e pertanto sopporta fino a riuscire, lentamente, a fare breccia nel cuore e nei segreti di Reese, scoprendo una realtà che forse non avrebbe mai immaginato, se non fosse anch’egli in condizioni di estrema indigenza.
Il romanzo è molto interessante e fino a un certo punto nella narrazione estremamente coinvolgente: tutta la prima parte è descritta con sapiente maestria e capacità di introspezione psicologica notevole. Le provocazioni di Reese sono micidiali e le reazioni di Tim affascinano e commuovono. Ma a un certo punto la figura di Reese diventa ingombrante nelle sue pretese e nei capricci che in qualche modo fa, in virtù delle esperienze terribili subite in passato. Le incomprensioni da parte del giovane nei confronti del compagno, che pur gli dimostra in tutti i modi di amarlo, diventano molto poco comprensibili e alla fine lo rendono antipatico. Di sicuro la Cousins riesce a descrivere i personaggi con realismo estremo, e probabilmente questo realismo si sposa male in un romance che vorrebbe un completo e totale lieto fine. Lieto fine che c’è ma che mette a dura prova il lettore prima di palesarsi.

giovedì 7 gennaio 2016

Libri in lingua: Jonathan's Hope - Hans H. Hirshi

Recensione di Annemarie De Carlo 


Titolo: Jonathan’s hope
Autore: Hans H. Hirshi 
Editore: Beaten Track Publishing
Pagine:  183
Prezzo: 1,08 $

Voto: 1/5

Trama (in inglese, da Goodreads): Abandoned to freeze to death in a winter forest by his father because of his homosexuality, Jonathan desperately struggles to survive, until he accidentally stumbles upon Dan, who owns a cabin in the woods.

Dan has been fighting his own demons since the death of his lover Sean. Having retreated from big city life, he is content to live in solitude, but he never counted on meeting Jonathan.

Given the dire circumstances, Dan must set his own needs aside to help Jonathan reclaim his life, but he soon finds that the ghosts of both their pasts won’t die so easily.


Attenzione: spoiler! 

Recensione:  La ragione per cui un lettore di romance si appassiona ai romanzi Male/Male è, per la maggior parte dei casi, dovuta al fatto che questi ultimi sono intrisi di una drammaticità latente e le tematiche in essi descritte sono spesso molto intense e importanti: razzismo, omofobia, accettazione di sé, bullismo, rifiuto e abbandono da parte della famiglia di origine, violenza domestica a scopo “curativo”, senso di colpa per esser diverso.
Tutti temi trattati in questo romanzo di Hirshi, Jonathan’s Hope.
Dan è un giornalista di successo che ha subito una grave perdita. Sean, il suo amato compagno è morto un anno prima in seguito a un incidente di caccia. Disperato e depresso, Dan ha venduto tutto in città e si è ritirato a vivere come un eremita nella foresta vicino a un lago dove, in un piccolo cottage costruito insieme all’amato, trascorre le sue giornate in pieno isolamento con il cane Rascal.
Jonathan è un ragazzino di 17 anni e mezzo, abbandonato nei boschi dai genitori una volta scoperto che è gay, e che una notte, dopo aver vagato per giorni infreddolito e senza cibo, approda al cottage di Dan a chiedere aiuto al giornalista per non morire assiderato.
Nasce tra loro un rapporto sentimentale che durerà nel tempo.
Ora, un romanzo, qualunque sia il genere, deve avere almeno una caratteristica: essere credibile. Deve insomma riuscire a convincere il lettore quel tanto che basta per permettergli di affidarsi all’autore e di farsi condurre fiducioso per mano. In Jonathan’s Hope questo “click” tra lettore e testo non avviene, non agli inizi e neppure scatta più avanti. E tutto a causa di piccoli particolari che comunque sono assai importanti per l’economia del racconto.
Il secondo protagonista, Jonathan, racconta di esser stato abbandonato nella foresta due settimane prima, alla fine del mese di novembre, di aver vissuto per tutto quel tempo nei boschi e aver dormito nelle caverne e nelle tane abbandonate, di non aver mangiato se non bacche e bevuto neve e acqua ghiacciata dei ruscelli. Inoltre dice di aver iniziato ad aver problemi di assideramento “soltanto due giorni prima”. Immaginiamo un ragazzo adolescente, abituato a vivere in città, sicuramente abituato a escursioni in montagna ma non tali da permettergli un livello di sopravvivenza degno del marine più addestrato, per giunta seminudo, che vive all’addiaccio per due settimane e che cammina circa cinquanta chilometri a piedi (sempre dato del romanzo) prima di arrivare alla capanna dell'altro protagonista. È sicuramente un’esagerazione poco realistica che incrina fin da subito quel rapporto di fiducia tra autore e lettore che, invece, dovrebbe instaurarsi all’inizio della lettura.
Successivamente Jonathan racconta di aver subito ogni sorta di abuso fisico fin dalla tenera età da parte di un padre violento che prima della sua nascita rivolgeva la sua rabbia verso la madre. Tutto questo passa sotto silenzio e omertà di vicini, amici, personale scolastico. Jonathan appare come un giovane timido ma molto dolce, fin troppo sereno e “normale” nella sua gestualità per esser stato sottoposto a violenza per anni.
Quando la migliore amica di Jonathan scopre lividi e cicatrici sul corpo del ragazzo, ne parla con i propri genitori. Eppure, essendo stato messo a conoscenza di una possibile realtà grave, il padre della ragazza non si premura di scoprire con diplomazia e delicatezza se tali violenze siano veritiere, magari consultandosi prima con il ragazzo, ma addirittura denuncia l’omosessualità del giovane al padre senza neppure considerare le possibili conseguenze di quella rivelazione così, oltre tutto, privata. E nessuno dopo si degna di indagare, quando il padre ritorna a casa senza il figlio. Tutti si bevono addirittura la scusa del trasferimento in una struttura correzionale del ragazzo e, quando la madre muore e il figlio non appare al funerale, nessuno si pone domanda alcuna.
Il lettore perde fiducia nella narrazione che, da questo momento, diventa irrealistica e inattendibile. Si finisce così per non provare alcuna empatia con gli avvenimenti successivi.
Il libro è molto lungo, gli avvenimenti si susseguono uno dopo l’altro in un narrare frettoloso: il giornalista depresso e devastato dal dolore alla vista improvvisa di Jonathan ha un immediato risveglio dei sensi, e incurante delle sfortune e della situazione drammatica in cui versa il giovane, ha invece attacchi di lussuria continui nei confronti del ragazzino. Riesce però a tenerli a freno fino al compimento del diciottesimo anno d’età del giovane (il compleanno, guarda caso, cade proprio da lì a qualche giorno: quando si dice poi la coincidenza!) che permette a entrambi di non incappare in situazioni illegali. E subito dopo il raggiungimento dell’età legale, inizia il giovane alle gioie del sesso. Alla faccia della depressione e della devastazione per un amore perduto e immortale.
I due innamorati (perché dopo qualche amplesso si ritrovano improvvisamente pazzi l’uno per l’altro senza soluzione di continuità), ritornano poi in città e, per cause fortuite e improvvise, il più giovane scopre di aver ereditato una somma mostruosa di denaro da parte della madre defunta. Questa, quando era ancora in vita, aveva nascosto il denaro per non farlo cadere nelle grinfie del padre. E il lettore si domanda perché una donna, soggetta a violenze e spettatrice di altrettanti abusi verso il figlio, disponendo di tanti mezzi non abbia lasciato il marito, ma addirittura abbia permesso e successivamente coperto l’abbandono del figlio nella foresta.
Il romanzo continua di questo passo fino al “e vissero tutti felici e contenti” con un epilogo datato circa sessant’anni dopo (nel 2075? Perché nel romanzo si parla di google, facebook, cellulari e quant’altro, quindi la storia si svolge ai giorni nostri) dove si ritrovano Jonathan ormai decrepito con figli e nipoti a seppellire l’urna funeraria dell’amato Dan accanto al precedente compagno Sean.
Una storia scritta molto in fretta, con moltissime imprecisioni e situazioni irreali e poco ponderate che non spiccano, non coinvolgono e non sono credibili. Una prova, purtroppo, non riuscita.

domenica 3 gennaio 2016

Sul lato oscuro della luna - Francesca Masante

Titolo: Sul lato oscuro della luna
Autore: Francesca Masante
Editore: Paola Caramella Editrice
Pagine: 163
Prezzo: 3,33 €

Voto: 4,5/5

Trama: Giulio vive a Torino, a casa della nonna materna, ha quindici anni e frequenta il liceo scientifico. Secondo sua nonna deve "necessariamente diventare un uomo libero" perché è nato nel 1989, anno della caduta del muro di Berlino. Peccato che la nonna, amatissima, si sia ammalata e che Giulio sia stato costretto ad andare a vivere con la madre,il suo secondo marito e la sua famiglia, presso i quali si sente poco più che un estraneo. Tra cattive compagnie, gesti assurdamente feroci ed esasperata ribellione, Giulio deve imparare a superare i suoi silenzi, le sue arie da finto duro e l'assurda determinazione di tenersi per sé ogni più piccolo segreto e di non farsi raggiungere mai.
Un periodo di lavoro volontario in un canile, l'amicizia forte di due compagni di scuola con cui intraprenderà un memorabile viaggio a Roma nei giorni dell'agonia di Giovanni Paolo II, e soprattutto il rapporto con Tai, un cane di razza pit-bull, reduce da un'allucinante vita di combattimenti clandestini, lo aiuteranno a crescere e a maturare.
Al canile Giulio incontra anche Chris, un giovane studente universitario, che si occupa del recupero e della rieducazione dei cani traumatizzati. Chris è bello, ironico ed enigmatico: con lui Giulio affronta e vive i primi turbamenti sentimentali e prende coscienza della sua omosessualità.
"Sul lato oscuro della luna" è la descrizione del viaggio introspettivo nell'animo di un adolescente alla ricerca di se stesso. In una Torino apparentemente aperta e moderna, ma nelle cui pieghe cova ancora il pregiudizio.
Il punto di vista sul mondo, sull'amicizia e sull'amore di un adolescente tenero e spavaldo, sarcastico e lucido che dice di sé "non sono alla ricerca di una definizione, ma di me stesso, solo di me stesso".

Recensione: Quello che si stringe tra le mani, quando si legge Sul lato oscuro della luna, è da definire come un romanzo di formazione. Quindi mettiamo subito in chiaro una cosa: non è un romance M/M, anche se il protagonista scopre la sua sessualità (al massimo sarebbe un LGBT, ma mai un M/M) e non è nemmeno un romanzo leggero da finire in poco tempo e passare avanti.
Per goderne a pieno le note, le sfumature, bisogna prendersi del tempo, leggere con calma, attendere che le cose succedano. Perché né Giulio, né il lettore sanno bene cosa succederà da lì a breve.
Dopo questa premessa, veniamo al dunque.
La trama è molto ben costruita, si svolge in un arco di tempo abbastanza lungo da permetterci di conoscere Giulio, il ragazzino quindicenne che si ribella alla vita a causa di ciò che essa gli ha tolto, e quindi assume comportamenti decisamente poco civili, si allontana dalla realtà, si isola, frequenta cattive compagnie e fa un errore dopo l'altro. Quello peggiore, la tortura di un piccolo cane, lo porta però a una sentenza che lo condanna a un anno di lavoro civile presso un canile.
Da qui ha inizio la parte più bella del romanzo. Da qui si comincia a notare la crescita del ragazzo, il prendere coscienza del comportamento avuto fino ad allora, il suo goffo tentativo di migliorare, anche solo un poco, spesso senza nemmeno rendersene conto. Arriva il pentimento verso l'atto compiuto e arriva il voler rimediare. Da qui la bellissima e commovente storia del suo rapporto con Tai, molto ben gestita, molto realistica, e che vi strapperà sicuramente qualche lacrima.
Ma non tutto va come deve e i rapporti umani sono molto complicati, soprattutto quando sono stati la causa di tante delusioni e sofferenze per un bambino. Si aggiunga il fatto che Giulio si trova in quel momento della vita in cui deve riconoscere la propria sessualità, deve accettarla o rifiutarla. Si tenga presente che, come per tutti e forse peggio, non è facile farlo quando si nota di essere "diversi", e nel mentre si va a tentoni.
Sommate tutto, mescolate per bene ed avrete la trama perfetta.
La stile di Francesca Masante mi ha colpita davvero molto. Nonostante sia solo il suo secondo libro pubblicato, dimostra una maturità linguistica e tecnica non da poco, tanto che leggendola non si penserebbe mai che si tratti di un'autrice esordiente. Secondo me non sfigurerebbe per niente in una libreria accanto a nomi noti della narrativa moderna (e farebbe impallidire tanti autori che oggi hanno successo e non mi spiego perché, a essere sincera). Ha una scrittura fluida, che coinvolge il lettore e lo spinge a riflettere. Accosta periodi di ribellione del ragazzo a quelli di introspezione dello stesso, attirando il lettore nel mondo del romanzo e facendogli rivivere momenti della propria adolescenza, quando tutto era incerto, il futuro un'incognita e l'attimo l'unico tanto importante da essere vissuto.
Mi è piaciuto molto come l'autrice ha gestito e trattato temi non facili, come la mancanza di vero affetto da parte dei genitori, la scoperta della sessualità, il confronto con la religione. Ecco, sempre presente anche quest'ultima durante tutta la storia, ma sotto aspetti diversi: l'amica credente, il viaggio a Roma, il prete amico ma forse non troppo. E la ricerca dell'umanità, nel bene e nel male, dietro ogni riferimento religioso.
Passiamo dunque all'editing del testo. Qui c'è da fare un piccolo (ma neanche tanto piccolo, alla fine) appunto alla casa editrice che ha lasciato diversi refusi nel testo, ha usato i trattini brevi per gli incisi, dimenticato di togliere le d eufoniche e soprattutto, soprattutto, ha lasciato la E' (voce del verbo essere, indicativo presente, terza persona singolare, maiuscolo) con apostrofo, invece di scrivere È con accento, come sarebbe stato corretto.
In generale, Sul lato oscuro della luna resta per me un ottimo romanzo, tolgo mezza stellina per l'editing, solo mezza perché comunque non ci sono strafalcioni grammaticali. E il resto, di cui vi ho parlato sopra, compensa molto.
Un romanzo che consiglio caldamente a tutti.


venerdì 1 gennaio 2016

Tops and flops 2015 - Daniela

Anche il 2015 è finito e si tirano un po' le somme di quello che si è fatto e letto (nel caso di noi lettori).
Non ho letto quanto avrei voluto, lo ammetto; programmo di leggere molto di più nei prossimi mesi.
Detto questo ho comunque qualche titolo da mettere tra i libri che mi hanno colpita nel corso di quest'anno, in positivo e in negativo.
Iniziamo subito con alcuni dei libri più belli.

- L'impeccabile, di Keigo Higashino, edito da Giunti Editore. Fantastico intreccio creato dalla mente di un grande giallista giapponese. Mi ha fatto riscoprire l'amore per i gialli che ha caratterizzato la mia giovinezza e che avevo un filino perso. Una meravigliosa trama per un investigatore unico e affascinante. Comprato per pura curiosità è stato uno di quegli acquisti che non si fanno rimpiangere. Ottima anche l'edizione che ho preso, cartonata con sovraccoperta, con carta dello spessore giusto e una rilegatura che ho adorato. Può sembrare un'inezia, ma avere un bel contenuto all'interno di un "contenitore" fatto con cura è una cosa che secondo me dà un piacere alla lettura che non può non dare valore in più al libro.


- Il sospettato X, di Keigo Higashino, edito da Giunti Editore.
Ops. Credo di avere un nuovo autore nella mia top 5. Non so so si è capito ma ho adorato così tanto il libro comprato per puro caso che sto iniziando a cercare gli altri, anche in inglese. Anche questo libro è fantastico ovviamente. Adoro lo stile di questo autore, amo i casi che crea e i personaggi che agiscono nei suoi libri.
La psicologia e la scienza si fondono dando vita a trame fantastiche, secondo me. Ve lo consiglio caldamente.
Esistono anche diverse serie tv giapponesi (drama) ispirate dai suoi scritti, compreso Galileo, tratto dall'omonimo protagonista di questa serie.


13504055Interview with the vampire: Claudia's Story, di Anna Rice e adattato e illustrato da Ashley Marie Witter.
Non il classico libro, in quanto si tratta di una graphic novel di eccezionale qualità.
Purtroppo non esiste in italiano, ma solo in inglese, la consiglio a tutti gli amanti della Rice e della sua serie di libri sui vampiri.
Come si intuisce dal titolo è la storia di Intervista col Vampiro dal punto di vista della piccola Claudia.
La storia è ben conosciuta, ma è stato bello poterla vedere da un'altra prospettiva. I disegni, poi, sono meravigliosi e completamente fedeli a come li ho sempre immaginati. Sono innamorata di questo libro.

Refusi. Diario di un editore incorreggibile- Refusi. diario di un editore incorreggibile, di Marco Cassini, edito da Laterza.
Libro un po' insolito e di sicuro non conosciutissimo fuori dal settore, tuttavia io trovo sia simpatico e affascinante. Descrive il mondo editoriale dal punto di vista di un editore e in modo molto leggero e ironico.
Consigliata la lettura a chi è interessato al mondo dell'editoria. Non è un manuale ma solo il racconto di un editore di un po' della sua vita lavorativa e privata.
Mi ha divertito e fatto scoprire alcune particolarità di questa attività. Da leggere.


- Ombre fatali, di Josh Lanyon, edito da Triskell Edizioni.
Eh sì! Quest'anno sono davvero tornata al giallo e meglio ancora alle serie di romanzi gialli.
Questo è il primo della serie (di cui recensirò a breve anche il secondo) e mi ha subito affascinato.
Trovate qui la mia recensione, quindi non mi dilungo troppo.
Dico solo che merita molto e spero che la serie continui tutta su questa linea.




Arriviamo ora ai libri che non mi hanno lasciato un bel ricordo. Quest'anno devo dire di aver scelto con cura le mie letture in modo che rispondessero di più ai miei gusti, quindi ne ho solo uno da mettere in elenco.

- Ben & Howard, di Pietro Gandolfi, edito Dunwich Edizioni.
Purtroppo questo libro fa parte di una serie da cui mi aspettavo un po' di più. La delusione c'è stata ed è stata parecchio forte.
Per chi volesse saperne di più qui potrete leggere la mia recensione, in cui spiego il perché non mi è piaciuto.






E voi? Conoscete qualcuno di questi titoli? Li avete trovati belli/brutti come me o pensate sia nel torto più completo? Ne avete altri da citare fra i libri belli o brutti letti nel 2015? Fatemi sapere, sono davvero curiosa!
Vi saluto e auguro a tutti un anno pieno di bei libri e di tanti momenti felici!