lunedì 2 novembre 2015

Mio - Mary Calmes

Titolo: Mio 
Autore: Mary Calmes
Editore: Dreamspinner Press
Numero pagine: 273
Traduttore: Livin Deverel
Prezzo: $6,99

Voto: 3/5



Trama:
Trevan Bean ha un lavoro che da illegale sta diventando spaventoso, un ragazzo che potrebbe non essere sano di mente, un angelo custode che in realtà potrebbe essere l’incarnazione del male. A questo si aggiunge la ricomparsa della famiglia che aveva allontanato il suo ragazzo, minacce di morte, un rapimento e il tentativo di mettere soldi da parte per realizzare un sogno. Trevan ha davvero molte gatte da pelare, ma si sente all’altezza della sfida: ha promesso a Landry un lieto fine e Landry lo avrà, sempre che qualcuno non lo uccida!

E potrebbe accadere.

Landry Carter era una bambola rotta quando si erano conosciuti due anni prima, ma è diventato un compagno in grado di stare accanto a Trevan… almeno per la maggior parte del tempo. Ora che la vita di Trevan ha preso una piega spaventosa – e Landry viene rapito – Trevan deve continuare a sperare che l’amore di Landry rimanga saldo di fronte a questa nuova sfida, perché non ci sarà lieto fine se Trevan dovrà proseguire da solo.


Recensione:
Mi piace molto Mary Calmes, come avrete sicuramente intuito dalle mie precedenti recensioni dei suoi libri, ovviamente questo non vuol dire che tutto quello che scrive sia bello e perfetto.
Questo libro in particolare spiazza un po’; chi è abituato alla sua solita coppia dove l’attivo è l’uomo rude che dà sicurezza e lega a sé il passivo libertino e irresistibile, che tutti anelano e amano, si prepari a ritrovarsi ribaltate le cose, e posso dirvi che questa è solo la prima delle sue storie in cui inverte i ruoli.
Ma veniamo a Mio.
Tanto per cominciare non c’è un personaggio che sia normale, a partire dai protagonisti.
Trevan è un esattore di scommesse e, innamoratosi di Landry - un ragazzo stupendo ma instabile emotivamente - inizia con lui una relazione che dura ormai da due anni, ma che deve sempre essere tenuta sotto controllo dagli scatti emotivi dell'altro, che richiede continue sicurezze sul loro rapporto.
Un giorno si presenta alla loro porta il fratello di Landry chiedendogli di tornare a casa perché la madre sta male e questo, unito a un grave problema lavorativo di Trevan, li spinge a partire sballando tutto l’equilibrio raggiunto a fatica in due anni di relazione.

“Domani,” ero riuscito a dire. “Andrò a metterlo sul mio cuore per
sempre.”
I suoi occhi mi erano sembrati persi e felicissimi al tempo stesso.
“Giuro,” gli avevo detto, una mano sul mio pettorale sinistro. “Una
elle proprio qui, in modo che tutti possano vederla. La elle di Landry.”
“Sul tuo corpo.”
“Sì.”
“Come un marchio.”

Il titolo rispecchia perfettamente la trama, il bisogno di possessività di Landry arriva a livelli incalcolabili, il suo bisogno di amore e di sicurezza è talmente alto che il minimo cambiamento lo destabilizza e a Trevan tocca sempre riportare alla normalità la sua instabilità.
Vi avviso che in questo libro c’è parecchio sesso, ogni qualvolta Landry vacilla sente il bisogno di unione come a voler segnare il suo uomo come sua proprietà con il suo odore.
Il rapporto tra Trevan e Landry è ambiguo e contorto, non sono sicura ma pare che Trevan abbia 24 anni e la cosa mi lascia perplessa perché  dà l’impressione di essere un uomo e non un ragazzo. Gli darei almeno 30 anni anche se comprendo che ha dovuto crescere in fretta.
L’autrice ha creato un personaggio che a tratti sembra il classico omone forte e tutto d’un pezzo, in altri è in balia della situazione e a sua volta ha bisogno di appoggiarsi  a qualcuno più forte di lui.
Come sempre Mary ha voluto inserire un po’ di giallo e azione, ma ho faticato davvero a seguire tutto perché ha voluto strafare mettendo due distinte storie contemporaneamente e, secondo me, così non le ha ben sviluppate.
Il libro di per sé è complesso e la traduzione ha complicato di più le cose, alcuni dialoghi erano privi di coerenza, i tempi verbali sono inesistenti,  dovevo rileggere intere parti per seguire la situazione e in alcuni punti ho dovuto prendere la versione inglese per capire i dialoghi.

Forse il libro poteva non prendermi anche con una traduzione migliore, ma di certo a causa di questo, per la prima volta, mi trovo a non apprezzare come vorrei un libro della Calmes.

“Posso farti una domanda?” mi aveva detto con un sorriso, mentre
camminavamo.
“Certo.”
“Tu mi ami, eh?”
Avevo brontolato perché era una domanda stupida.
“Hai mai amato nessuno prima di me?”
“No.”
“E se muoio, amerai qualcuno, dopo?”
“Tu non morirai,” avevo risposto secco.
“Ma se succedesse.”
“Solo te, Lan.”
Lui aveva annuito, soddisfatto della risposta. “Hai promesso la notte
che ci siamo incontrati. Mi amerai per sempre.”
“Sì, ho promesso.”

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