venerdì 11 settembre 2015

Ben & Howard - Pietro Gandolfi

Titolo: Ben & Howard
Autore: Pietro Gandolfi
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 90
Prezzo: 0,99 € (ebook)
Voto: 2,5/5


Trama:
Quella di Benjamin Falkner è una bella vita. Abita con la sua famiglia in una splendida casa nei boschi di Little Wood e per lui tutto è ancora magico. Possiede una grande passione per la lettura e la gioia tipica di un’età spensiera­ta. Poi può contare su un compagno di giochi come Howard. A legarli c’è un’amicizia grande e sincera, più forte di tutto il resto, ma conterà ancora qualcosa quando l’esistenza del picco­lo Ben vedrà incombere una temibile minaccia esterna? Cosa potrà contro un terrore tanto profondo da scon­volgere lui e la sua famiglia?

Recensione:
Il libro Ben & Howard di Pietro Gandolfi fa parte della serie Cthulhu Apocalypse di Dunwich Edizioni. Terzo libro della serie, non mi ha entusiasmato troppo, anzi.
Questo autore, a quanto mi è parso di capire, ama molto le scene di violenza gratuita e, sebbene possa sembrare così, non è tanto per questo che il mio punteggio è basso. Non disprezzo il genere in sé ma, in questo caso, la violenza presente nel libro oltre che gratuita è anche davvero eccessiva. Ad avermi un po' fatto storcere il naso è stata proprio la sua tipologia, decisamente improntata più sul sesso che su altro.
Ed ecco uno dei punti focali della storia. Può non sembrarlo, data la tematica del libro, ma il sesso è presente in ogni singola parte, a cominciare dal modo in cui il cugino di Ben guarda la sorella, fino all'ultima scena. Una concezione del sesso che è, dato il tema del libro, malata.
Fare polemica su questo punto, tuttavia, non porterebbe a molto. In fondo si potrebbe dire che è anche una questione di gusti e poi non mi ha nemmeno troppo sconvolta.
Restano, comunque, gli altri motivi per cui questo libro non mi è per niente piaciuto.
Prima di tutto il protagonista, Ben. Ragazzino che all'apparenza è normalissimo, con una vita alle spalle tranquilla e agiata, ma che nell'avvincendarsi degli eventi diventa sempre meno credibile, umanamente parlando. Tralasciando le sue reazioni iniziali alla violenza degli aguzzini, reazioni che ho cercato di comprendere e giustificare con la paura e la sua giovane età, è quando appare finalmente Howard (la cui natura e la cui localizzazione erano ovvie dall'inizio del romanzo, nonostante il tentativo di ammantarle di un leggero velo di mistero) che le azioni di Ben diventano bizzarre.
Dalla storia, infatti, non sembra che Ben abbia problemi con i suoi familiari, al contrario sembra voler loro bene. Eppure non esita a sacrificare la sorella, nei confronti della quale dovrebbe provare almeno un senso di colpa schiacciante, per salvare il suo amico. Per quanto unico e speciale sia il rapporto con Howard mi è sembrato comunque un comportamento fuori contesto.
Per non parlare del finale, in cui in Ben si rianimano sentimenti di vendetta per via di qualcosa successo a Howard, quando invece finché si trattava della famiglia, non aveva nessun proposito di fare giustizia.
Passiamo poi a quelli che per me sono buchi nella trama e qui, purtroppo, dovrò fare degli spoiler o non potrei chiarire alcuni punti. Se non volete rovinarvi il finale non leggete oltre questo punto. 

ALLERTA SPOILER!

Tutto prosegue in modo lineare fino alla comparsa di Howard. A quel punto, infatti, subentrano altri personaggi, gli agenti di qualche gruppo governativo o meno che cercano la creatura nascosta da Ben.
Non ci è noto da quanto sappiano dove si trovi Howard, né il perché, se ne erano a conoscenza da tempo, non siano intervenuti anche un solo giorno prima, magari uccidendo i criminali e salvando la povera famiglia di Ben da una sorte terribile.
La domanda, però, che mi ha infastidito di più è quella nata dall'ultimo avvenimento violento del libro: Ben trova la sorella nel furgoncino dei tizi mentre viene violentata dal membro di una delle creature lovecraftiane animato da una macchina. La ragazza rimane incinta e, a questo punto, Ben la uccide. La mia domanda, dunque, è: perché?
Non era un macchinario che serviva per il loro scopo iniziale, ovvero recuperare Howard. Quindi perchè portarsi dietro questo aggeggio per ingravidare donne umane allo scopo di creare... ibridi? Andavano (molto implausibile) sempre in giro con quel macchinario? Sapevano di trovare una donna in casa? Se lo sapevano allora erano indifferenti a quanto accaduto alla famiglia di Ben o, al contrario, magari lo volevano? Ma anche il giorno prima avrebbero trovato una donna in casa, la criminale, se quello era il loro scopo. Boh!
E poi vogliono creare degli ibridi o è solo un modo per oltraggiare ulteriormente quella povera ragazza che ha sopportato già di tutto in questo libro? Non si capisce. Sembra una scena (l'ennesima) messa un po' a caso solo per poter aggiungere altra violenza e sesso.

FINE SPOILER
Tirando le somme, il libro non mi è piaciuto granché e mi ha lasciato un senso di insoddisfazione, non per le scene di violenza, che, seppur frequenti, non mi hanno disturbato più di tanto (ho letto cose peggiori), ma per la storia e quelli che mi sono sembrati buchi nella trama.
È la presenza della creatura di lovecraftiana memoria a far tirare un respiro di aria buona alla storia, anche se speravo che la sua apparizione fosse meno breve e più intensa. Mi aspettavo un po' di più, a essere onesti.
Il mio voto quindi è basso questa volta. Spero che Dunwich Edizioni mi faccia riprendere presto da questa delusione.

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