mercoledì 30 settembre 2015

Come ululare alla Luna - Eli Easton

Titolo: Come ululare alla Luna
Autore: Eli Easton
Traduttore: Deborah Tessari
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 202
Prezzo: 4,99 €

Voto: 3/5


Trama:  
Lo sceriffo Lance Beaufort non permetterà che arrivino dei guai nella sua città, nossignore. Rintanata nelle montagne della California, Mad Creek ha dei segreti da mantenere, come il fatto che metà della sua popolazione sia composta da “mutevoli”, cani che hanno acquisito la capacità di diventare umani. Discendente dai Border Collie sia da parte di madre che di padre, non esiste un protettore migliore di lui.
Tim Weston è alla ricerca di un rifugio. Dopo aver scoperto che il suo capo ha brevettato a proprio nome tutto il lavoro che lui aveva svolto sugli ibridi vegetali, Tim decide di lasciare il suo vecchio lavoro. Una cliente gli propone di usare il suo chalet a Mad Creek, e Tim ci vede l'occasione per un nuovo inizio. Ma il timido giardiniere ha la tendenza a impappinarsi con gli sconosciuti e a sembrare un bugiardo, particolarmente con uomini alfa stupendi come lo sceriffo Beaufort.
Di sicuro il giovane straniero allampanato fa saltare i nervi a Lance. È preoccupato per i coltivatori di marijuana che si stanno trasferendo a Mad Creek, e non è soddisfatto della storia che gli racconta il giovane. Lance decide che c'è bisogno di un po' di lavoro sotto copertura.
Quando Tim investe con la sua auto un bellissimo collie dal pelo nero e lo adotta, è amore a prima vista sia per Tim che per il cane interiore di Lance. Fingere di essere un animale domestico metterà in grossi guai lo sceriffo Beaufort.


Recensione:  
Lance è lo sceriffo di un paese tra le montagne quasi sconosciuto, una cittadina che nasconde un segreto: i suoi abitanti sono nella maggioranza “Mutevoli”, cani diventati uomini di nascita o semplicemente perché hanno ricevuto la scintilla derivata da un grande rapporto d’amore e fiducia con il proprio padrone.
Un giorno arriva in città Tim e subito qualcosa nel ragazzo attira l’attenzione dello sceriffo. Il suo comportamento guardingo e la palese paura che dimostra di avere portano Lance a credere che abbia qualcosa di losco da nascondere, e così comincia a tenerlo sotto controllo.
Ma sarà davvero questo il motivo che lo spinge a far visite al ragazzo, tanto da arrivare a fingersi un cane randagio per farsi accogliere in casa sua? Oppure quel barlume di attrazione che nega fortemente lo sta spingendo sempre più verso Tim?
Lance stava ancora elaborando quello che era appena successo. Il ricco profumo dell’alito del ragazzo indugiava nel suo naso, nessun sentore di fumo di qualsiasi tipo ma il gusto del toast al formaggio e burro e, sotto, qualcosa di umano e dolce, come l’odore di un bambino che gioca nel fango. Quel profumo era un’incredibile distrazione. Il suo naso voleva fiutarlo ancora, voleva sporgersi in avanti e seppellirsi nella bocca del ragazzo. Scacciò quella reazione, istinto puro del suo cane, nel tentativo di elaborare logicamente quello che stava facendo lo straniero.
L'autrice ha reso i personaggi adorabilmente carini. Tim fa molta tenerezza e mette in evidenza il cambiamento di Lance, all'inizio diffidente e indurito, un uomo che pensa solo al suo lavoro e non vuole legami affettivi. Da notare che Lance chiama “Madre” sua mamma e questo vi dà un'idea di quanto sia freddo nei rapporti umani, ma soprattutto fa vedere come dentro di lui spunti l’accettazione dell’amore. Questo mi è piaciuto tanto.
Tim, d’altro canto, è la palese dimostrazione che, nonostante si venga feriti nella vita, si può ancora amare e dare tanto.
Altri personaggi spuntano nella storia e credo che si denotino le basi per il prossimo libro della serie in fase di uscita. Io ho già individuato i due possibili protagonisti, come vedete voi l'accoppiata  pastore tedesco con un giovane agente DEA? Io molto stuzzicante, concordate con me?
«Sono così felice che tu stia bene. Mi sarei odiato se ti avessi fatto molto male.»
  Oddio.
  Tim lo sciolse dall’abbraccio e gli rivolse un sorriso smagliante. «Adesso dobbiamo trovarti un nome. Non credo ti voglia accontentare di sentiti chiamare ‘Amico’, no?»
  No. Niente nome. Va bene così. Davvero.
  Tim pareva pensieroso. «Che ne dici di Chance? Il Dr McGurver ha detto che non avrei dovuto toccarti ma io mi sono concesso una chance con te. Magari tu sei la possibilità di qualcosa di nuovo per me. E forse io sarò una possibilità anche per te. Che ne pensi, Chance? Ti piace?»
  Lance appoggiò la testa sulla spalla di Tim con un sospiro. Ora si trovava in guai seri.
Una lettura carina e semplice nel perfetto stile di quest’autrice che conosciamo già per altre sue storie pubblicate nella nostra lingua.
Niente di impegnativo, anche se ammetto di aver faticato un poco a visualizzare nella mia mente tutta questa cosa dei cani che diventano umani, mettono su famiglia e via dicendo. Continuavo a pormi domande su cose come la lunghezza della vita dell’animale che in teoria è un quinto di quella di un essere umano e così via, ma essendo una fantasia ho dovuto mettere da parte il mio lato razionale e godermi  la lettura per quello che è.

Una semplice e dolce storia d’amore con il suo lieto fine.

lunedì 28 settembre 2015

Il suono dell’amore - Susan Laine


Titolo: Il suono dell’amore
Autore: Susan Laine
Editore: Dreamspinner Press
Numero pagine: 248
Traduttore: Ernesto Pavan
Prezzo: 6,99 $ (+iva)

Voto: 2,5/5

Trama:
Qual è il suono dell’amore? E chi può sentirlo risponderà al suo richiamo?

Per riprendersi da una ferita ricevuta in seguito a una sparatoria, l’agente di polizia Jordan Waters ha cambiato città e lavoro. In altre parole, è solo. Il suo primo istinto è quello di alleviare l’ansia tramite il sesso senza impegno – fino a quando non conosce un uomo così diverso da lui e dagli altri che ha incontrato da farlo vacillare per la prima volta.

Il poliziotto volontario Sebastian Sumner sarà anche sordo, ma la sua forza d’animo, la sua sincerità e il suo senso dell’umorismo gli danno la forza per superare ogni difficoltà – persino le barriere che Jordan Waters ha eretto attorno al proprio cuore. Ma la sfida più grande viene dalla sua famiglia. Riuscirà a fidarsi di Jordan e dargli il suo cuore, oppure il modo in cui è stato cresciuto gli impedirà di sentire il suono dell’amore?

Recensione:
Jordan non ha propriamente l’aspetto di un poliziotto: tatuato e trasandato vanta una reputazione da libertino e tutti sanno che non si apre facilmente con le persone.
Durante una partita a poker con dei colleghi conosce Sebastian, poliziotto volontario all’apparenza fragile e con tratti femminili, quasi una bambola di porcellana.
Scatta subito l’attrazione e la scoperta della sordità di quest’ultimo spinge Jordan a stuzzicare il ragazzo.
Ed ecco che Sebastian mostra una forza notevole e una capacità di controbattere che il rude Jordan non si sarebbe aspettato.
Convinto più che mai a volerlo conquistare nonostante la sua reputazione non aiuti, Jordan comincia a invitare il ragazzo andando anche contro chi lo sprona a desistere per non ferire quello che, oramai ha capito, non è poi la persona fragile che tutti pensano.
Ammetto che questo libro mi ha lasciato un senso di delusione, la trama mi era parsa molto buona, ero curiosa di vedere come l’autrice avrebbe mostrato le barriere che la sordità poteva creare in un rapporto e sono partita con la lettura convinta di poter leggere una storia emozionante che mi avrebbe a tratti commossa e che magari avrebbe lasciato una piccola traccia nel mio cuore.
Ma così non è stato.
Il personaggio di Jordan è poco credibile, all’inizio appare come un personaggio forte, cosa che viene presto smentita mostrando un lato sensibile che, detta tutta, ci starebbe anche ma l’autrice, nel tentativo di mostrare un animo sensibile dietro una maschera di finta forza, ha creato una persona incostante e squilibrata. Non ne ha definito bene la personalità, mi sono ritrovata a leggere di un personaggio che passa da momenti di dolcezza a scatti d’ira senza senso, ad altri attimi di forza e sostegno, e viene da chiederti: ma è schizofrenico?
Tutta la parte sulle rispettive famiglie è stata imbastita in mondo inconcludente, le idee erano buone ma forse troppe, così troviamo un accenno qui e là senza un vero e proprio sviluppo e non si riesce a collegare bene i rapporti.
Ho seriamente faticato a immedesimarmi, questi scatti di dramma mal sviluppati e le uscite infelici di Jordan mi hanno più volte spinto a posare il libro.
Credo che l’autrice avrebbe dovuto concentrarsi su pochi punti focali della storia e non voler strafare come ha fatto. Sicuramente con una simile trama sarebbe stata una storia molto più scorrevole e più coinvolgente.

venerdì 11 settembre 2015

Ben & Howard - Pietro Gandolfi

Titolo: Ben & Howard
Autore: Pietro Gandolfi
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 90
Prezzo: 0,99 € (ebook)
Voto: 2,5/5


Trama:
Quella di Benjamin Falkner è una bella vita. Abita con la sua famiglia in una splendida casa nei boschi di Little Wood e per lui tutto è ancora magico. Possiede una grande passione per la lettura e la gioia tipica di un’età spensiera­ta. Poi può contare su un compagno di giochi come Howard. A legarli c’è un’amicizia grande e sincera, più forte di tutto il resto, ma conterà ancora qualcosa quando l’esistenza del picco­lo Ben vedrà incombere una temibile minaccia esterna? Cosa potrà contro un terrore tanto profondo da scon­volgere lui e la sua famiglia?

Recensione:
Il libro Ben & Howard di Pietro Gandolfi fa parte della serie Cthulhu Apocalypse di Dunwich Edizioni. Terzo libro della serie, non mi ha entusiasmato troppo, anzi.
Questo autore, a quanto mi è parso di capire, ama molto le scene di violenza gratuita e, sebbene possa sembrare così, non è tanto per questo che il mio punteggio è basso. Non disprezzo il genere in sé ma, in questo caso, la violenza presente nel libro oltre che gratuita è anche davvero eccessiva. Ad avermi un po' fatto storcere il naso è stata proprio la sua tipologia, decisamente improntata più sul sesso che su altro.
Ed ecco uno dei punti focali della storia. Può non sembrarlo, data la tematica del libro, ma il sesso è presente in ogni singola parte, a cominciare dal modo in cui il cugino di Ben guarda la sorella, fino all'ultima scena. Una concezione del sesso che è, dato il tema del libro, malata.
Fare polemica su questo punto, tuttavia, non porterebbe a molto. In fondo si potrebbe dire che è anche una questione di gusti e poi non mi ha nemmeno troppo sconvolta.
Restano, comunque, gli altri motivi per cui questo libro non mi è per niente piaciuto.
Prima di tutto il protagonista, Ben. Ragazzino che all'apparenza è normalissimo, con una vita alle spalle tranquilla e agiata, ma che nell'avvincendarsi degli eventi diventa sempre meno credibile, umanamente parlando. Tralasciando le sue reazioni iniziali alla violenza degli aguzzini, reazioni che ho cercato di comprendere e giustificare con la paura e la sua giovane età, è quando appare finalmente Howard (la cui natura e la cui localizzazione erano ovvie dall'inizio del romanzo, nonostante il tentativo di ammantarle di un leggero velo di mistero) che le azioni di Ben diventano bizzarre.
Dalla storia, infatti, non sembra che Ben abbia problemi con i suoi familiari, al contrario sembra voler loro bene. Eppure non esita a sacrificare la sorella, nei confronti della quale dovrebbe provare almeno un senso di colpa schiacciante, per salvare il suo amico. Per quanto unico e speciale sia il rapporto con Howard mi è sembrato comunque un comportamento fuori contesto.
Per non parlare del finale, in cui in Ben si rianimano sentimenti di vendetta per via di qualcosa successo a Howard, quando invece finché si trattava della famiglia, non aveva nessun proposito di fare giustizia.
Passiamo poi a quelli che per me sono buchi nella trama e qui, purtroppo, dovrò fare degli spoiler o non potrei chiarire alcuni punti. Se non volete rovinarvi il finale non leggete oltre questo punto. 

ALLERTA SPOILER!

Tutto prosegue in modo lineare fino alla comparsa di Howard. A quel punto, infatti, subentrano altri personaggi, gli agenti di qualche gruppo governativo o meno che cercano la creatura nascosta da Ben.
Non ci è noto da quanto sappiano dove si trovi Howard, né il perché, se ne erano a conoscenza da tempo, non siano intervenuti anche un solo giorno prima, magari uccidendo i criminali e salvando la povera famiglia di Ben da una sorte terribile.
La domanda, però, che mi ha infastidito di più è quella nata dall'ultimo avvenimento violento del libro: Ben trova la sorella nel furgoncino dei tizi mentre viene violentata dal membro di una delle creature lovecraftiane animato da una macchina. La ragazza rimane incinta e, a questo punto, Ben la uccide. La mia domanda, dunque, è: perché?
Non era un macchinario che serviva per il loro scopo iniziale, ovvero recuperare Howard. Quindi perchè portarsi dietro questo aggeggio per ingravidare donne umane allo scopo di creare... ibridi? Andavano (molto implausibile) sempre in giro con quel macchinario? Sapevano di trovare una donna in casa? Se lo sapevano allora erano indifferenti a quanto accaduto alla famiglia di Ben o, al contrario, magari lo volevano? Ma anche il giorno prima avrebbero trovato una donna in casa, la criminale, se quello era il loro scopo. Boh!
E poi vogliono creare degli ibridi o è solo un modo per oltraggiare ulteriormente quella povera ragazza che ha sopportato già di tutto in questo libro? Non si capisce. Sembra una scena (l'ennesima) messa un po' a caso solo per poter aggiungere altra violenza e sesso.

FINE SPOILER
Tirando le somme, il libro non mi è piaciuto granché e mi ha lasciato un senso di insoddisfazione, non per le scene di violenza, che, seppur frequenti, non mi hanno disturbato più di tanto (ho letto cose peggiori), ma per la storia e quelli che mi sono sembrati buchi nella trama.
È la presenza della creatura di lovecraftiana memoria a far tirare un respiro di aria buona alla storia, anche se speravo che la sua apparizione fosse meno breve e più intensa. Mi aspettavo un po' di più, a essere onesti.
Il mio voto quindi è basso questa volta. Spero che Dunwich Edizioni mi faccia riprendere presto da questa delusione.

martedì 1 settembre 2015

Cannibal Corpse, M/C - Tim Curran

Titolo: Cannibal Corpse, M/C
Autore: Tim Curran
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 270
Prezzo: 3,99 € (ebook), 9,90 € (cartaceo)

Voto: 4/5

Trama:
Dopo una violenta pandemia, il Paese è in rovina. A ovest del Mississippi c’è una zona infernale conosciuta come le Deadlands. Qui, i vermi della resurrezione cadono dal cielo rossastro, rianimando i morti. E qui le armi atomiche hanno creato legioni di mutanti, mostri primordiali e bizzarri eventi atmosferici. 
John Slaughter, motociclista fuorilegge e membro dei Devil’s Disciples, viene catturato. I federali vogliono che guidi la sua vecchia banda oltre il Mississippi, tra i rifiuti nucleari delle Deadlands con l’obiettivo di recuperare una biologa che è tenuta prigioniera in una vecchia fortezza dell’esercito da un gruppo di terroristi. Ciò significherà compiere un’incursione in un territorio pieno di morti viventi, mutanti, sette di sopravvissuti impazziti... e la gang dei Cannibal Corpses, acerrimi nemici dei Devil’s Disciples. Come incentivo c’è la promessa della salvezza di suo fratello, al momento nel braccio della morte. Se Slaughter non riporterà indietro la biologa, l’esecuzione avrà luogo. 
Come se non bastasse, su tutto aleggia una presenza antica e diabolica che ha rivendicato le Deadlands. E, a meno che Slaughter non riesca a fermarla, si pulirà i denti con le ultime ossa della razza umana. 

Recensione: Non sono sicura del perché, ma scrivere questa recensione non mi riesce facile.
Consiglierei questo libro agli amanti del genere? Assolutamente!
Mi piace così tanto da dargli cinque stelline? Ecco, no, è un buon libro, quasi ottimo, ma in qualche modo non riesce a convincermi al cento per cento.
Cerco di spiegare il motivo. Non amo gli zombie, ma ciò non significa che non apprezzi un buon libro anche con la loro presenza come co-protagonisti. È stato il caso di Pavlov's Dogs, romanzo horror che mi è piaciuto tantissimo e che ho consigliato a molta gente.
Ero stata avvisata che in Cannibal Corpse avrei trovato tanta carne putrida, tanta roba puzzolente, tante cose che mi avrebbero disgustata. E ci sono, quindi non è sicuramente un libro per chi è debole di stomaco. Non solo ci sono e all'inizio ti fanno immaginare cose poco piacevoli, azzeccatissime al contesto, ma vengono ripetute costantemente per tutto il libro, tanto che alla fine pensavo: ma questi zombie, a furia di perdere tutto quel liquame, non si seccheranno mica? 
Questo discorso del ripetere troppe volte un certo concetto vale anche per il fatto che il protagonista, John Slaughter, sia un motociclista dei peggiori (o dei migliori, dipende dai punti di vista!), un Onepercenter addirittura. Sarò sincera, quando ho letto la trama, ho pensato "lo voglio!". Volevo leggere la storia di questo motociclista, uno dei peggiori delinquenti in giro, che affronta zombie, sparatorie e perfino una presenza diabolica per salvare suo fratello o semplicemente perché si sente di farlo.
Ma poi, pagina dopo pagina, sentirsi sempre ripetere che è un motociclista, che la strada è la sua vita, che fa parte dei Onepercenters, che è un Devil's Disciple, che la strada è la sua vita, che è un Onepercenter, che è un motociclista, che fa parte dei Devil's Disciples... mi spiego? 
Credo che queste due cose mi abbiano un po' rovinato la lettura. Perché ho davvero apprezzato quasi tutto il resto.
Ho parlato di alcuni punti negativi, passiamo quindi a quelli positivi. Perché leggere Cannibal Corpse?
Perché è un romanzo che intriga, che coinvolge il lettore. Perché non parla solo di zombie, ma include tantissime altre cose.
Avete mai visto The Mist?  Ecco, Slaughter e i suoi compagni dei Devil's Disciples accompagnano il lettore attraverso scenari a dir poco terrificanti, lo portano a provare una forte tensione, un'ansia verso l'ignoto, a voler tifare e gridare ai ragazzi: "Muovete quel fottuto blindato e toglietevi di lì, datevi una mossa!" (visto il romanzo, il francesismo ci sta, passatemelo!)
La paura dei protagonisti, in certi momenti, è quasi palpabile e di libri così ce ne sono pochi, diciamocelo.
E ancora: perché dovete leggere questo romanzo? Perché la presenza diabolica, pur assumendo sembianze poco originali, accompagna il lettore e Slaughter lungo tutto il viaggio, svelandosi poco a poco, nella giusta misura.
Ecco, questo è un altro punto a favore del romanzo di Tim Curran: ha saputo gestire bene i tempi e il ritmo della storia.
Nonostante sia un tantino infodumposo, il romanzo si legge in modo scorrevole.
Originale l'idea dei vermi, mi è piaciuto come Curran ha inserito la milizia e il colpo di scena poco prima del finale, sono rimasta piacevolmente impressionata dalla capacità dell'autore di includere così tante storie in un unico contenitore e da come poi è stato in grado di gestire i vari personaggi. 
Il finale mi ha un pochino delusa, l'ho trovato quasi telefonato, mi aspettavo di più, viste le buone premesse. 

Tirando le somme, mi sento di dare a questo romanzo ben 4 stelline su 5. Non è privo di difetti, ma ha tanti altri buoni motivi che permettono al lettore di godersi il buono che c'è  (che non è certo il liquame che scola sempre da qualche buco in faccia a uno zombie!)

Sicuramente consigliato!