giovedì 27 agosto 2015

Pubblicare: self o con editore, l'importante è l'editing.

C'è ancora gente, là fuori, convinta che tutti gli editori leggano i manoscritti arrivati in redazione, li selezionino, li editino, li pubblichino e infine li promuovano anche.
Sono spesso le stesse persone che credono che autopubblicarsi, di conseguenza, non significhi "pubblicare un libro", ma semplicemente "metterlo in vendita" sulle piattaforme di selfpublishing attuali. 
Credo che questa gente non abbia mai davvero letto libri di esordienti pubblicati con alcune "case editrici" (le virgolette hanno un significato), altrimenti formulerebbe in modo diverso certi concetti. E questo ve lo dice una che compra libri autopubblicati con molta parsimonia e solo se ha letto recensioni positive o se le sono stati consigliati da persone del cui giudizio si fida abbastanza. 
Mettiamo in chiaro una cosa: non sono per niente contro l'autopubblicazione (e infatti ho recensito diversi libri autopubblicati qui sul blog). Sono contro tutti, e ripeto, TUTTI i libri pubblicati che prima non abbiano affrontato un processo di selezione, editing e correzione bozze come si deve
Ed è per questo che oggi sono qui a scrivere questo articolo.
Il fatto che un libro sia stato pubblicato da un editore non implica sempre che questo si sia preso il tempo di leggere, selezionare ed editare a dovere il testo. Conosco diverse piccole realtà editoriali che questo lavoro - che poi, parliamoci chiaro, sarebbe loro dovere fare per ogni manoscritto - non lo fanno nemmeno per sbaglio. Non basta il marchio NoEap a rendere più simpatica una casa editrice, ci vuole molto di più, ci vuole la qualità dei testi, anzi dei prodotti che mettono in vendita. E, purtroppo, proprio questa spesso è insoddisfacente.
Ci sono invece libri autopubblicati che sono passati attraverso le mani di diversi colleghi (quindi spesso gente che capisce qualcosa di scrittura), sono stati modificati, editati, riletti e sistemati fino a essere pronti per la pubblicazione. 
So che la maggior parte dei libri autopubblicati probabilmente fa schifo, perché, siamo onesti, in Italia tutti pensano di saper scrivere, pensano che un manuale di scrittura non serva a niente, che ciò che conta sia solo la passione e il traguardo sia solo la pubblicazione, non la soddisfazione del lettore. Ma a furia di leggere esordienti pubblicati da piccole case editrici mi sono resa conto che anche molti dei loro testi lasciano parecchio a desiderare. Le case editrici non hanno fatto il loro dovere e quindi quei libri non sono "pubblicati", ma semplicemente messi in vendita, proprio come i libri self.
Per non parlare del fatto che gli autori delle piccole CE sono sempre costretti ad autopromuoversi, perché l'editore o fa poco o non fa proprio nulla.
Non voglio dire che tutti gli editori non fanno il loro lavoro. Per fortuna, finora ho conosciuto un paio di realtà editoriali piccole, ma che si impegnano davvero nell'editing e nella promozione, oltre che nel resto. Ma vi dirò la verità: sono due o tre al massimo fra tutte le CE che conosco, e ne ho viste alcune che partono bene e poi peggiorano, prese dalla smania di pubblicare sempre di più.
Proprio qualche tempo fa ho recensito un libro dicendo che l'autore aveva del potenziale e che era un peccato che la CE non avesse svolto il suo dovere, rovinando così un romanzo che avrebbe potuto raggiungere davvero dei bei livelli. 
Sempre pochissimo tempo fa ho scritto una recensione positiva a un libro autopubblicato, ben curato, fatto bene. Ora quale dei due, secondo voi, per me può essere considerato una "pubblicazione" e non un semplice "mettere in vendita"? La risposta la conoscete di sicuro.
 Ma non è solo questo. Il problema che sto notando ultimamente è che molti giovani autori e autrici non hanno le basi minime della scrittura creativa, oppure non sono davvero informati sul lavoro che una casa editrice dovrebbe fare sul testo prima di pubblicarlo. 
Negli ultimi mesi ho notato che ci sono due tipi di giovani autori: 
- quelli che pensano che l'editor debba correggere qualsiasi cosa. Loro non hanno le basi, non si interessano nemmeno dei cambiamenti che vuoi fare sul testo, per loro vanno tutti bene. Tu sei l'editor, è il tuo lavoro, sistema questo testo orrendo e rendilo pubblicabile. 
- quelli che non hanno idea del perché si debba far editare il testo da una persona competente. Quelli che pensano "costa troppo farlo editare, alla fine lo sto rileggendo un paio di volte io stesso, avrò fatto una pulizia del testo accettabile, dai". NO! Non hai fatto una pulizia del testo accettabile, se poi trovo ancora "affianco", "ne" al posto di né, e "da" al posto di "dà"! NO! La tua pulizia del testo non basta mai, perché ci vuole qualcuno che ti faccia presente anche cosa va e cosa non va nella trama, nei personaggi, non solo che ti corregga gli errori di grammatica che ti sono... "sfuggiti"? Diciamo sfuggiti. 
Ripetiamo insieme: l'editing è forse il passaggio più importante che un testo deve affrontare prima di essere pubblicato. 
La pubblicazione viene solo dopo diversi giri di editing, la promozione solo molto dopo. 
Non vale promuoversi in ogni dove e poi presentare ai lettori un lavoro scadente! Non è questo che uno scrittore vuole davvero. Non è solo il "vendere", non è solo il "pubblicare". Lo scopo di uno scrittore è quello di raggiungere il lettore con le sue parole e con le sue storie. Se le parole sono scritte male, se le storie hanno buchi enormi e incongruenze... come potete definirvi scrittori?

Riflettete, ragazzi, riflettete. 

Mi sento Mister Miyagi. Per fortuna non scrivo molti articoli del genere.

N. B.: questo articolo è stato editato prima della pubblicazione. Non da me, da un'altra persona che reputo competente.

giovedì 20 agosto 2015

Spettabile Demone - Anonima Strega

Titolo: Spettabile Demone
Autore: Anonima Strega
Editore: autopubblicato 
Pagine: 208 (edizione Kindle)
Prezzo: 1,99 €

Voto: 4/5

Trama: Accetteresti tre milioni di euro in cambio di un lavoro di due settimane segregata in una villa abitata da demoni?

Nessuno rifiuterebbe tre milioni di euro per quindici giorni di lavoro, ma se il compito prevedesse di essere rinchiusi in una villa sperduta, abitata da cinque demoni, la faccenda si farebbe complicata. A Iris quei soldi fanno gola, tuttavia non crede alla storia di dannazione e caduta raccontatale dai suoi coinquilini o presunti demoni che siano. Se cede alla proposta di scrivere per conto loro una richiesta di redenzione, è solo perché la fuga le è preclusa. Il maggiordomo Damien, l’autista Nadir, il cuoco Zaccaria, il giardiniere Theo e il Guardiano Sebastian sono gli uomini più affascinanti che Iris abbia mai incontrato, ma anche i più irrazionali, dunque è bene non pensare troppo all’algido Sebastian, meglio assecondare le sue follie e sperare nel pagamento. Ma è difficile spiegarsi alcuni strani illusionismi. E ancora di più addormentarsi sotto lo stesso tetto di cinque splendide furie che per espiare passioni e colpe affermano di non sfogare gli istinti sessuali da trecento anni. 

Recensione: Sono venuta a conoscenza della pubblicazione di questo libro per puro caso, su Facebook, quando ho visto linkate sue recensioni. Il titolo e la trama mi ispiravano, ma ancora non ero davvero convinta se comprarlo o meno. Poi ho leggiucchiato qualche frase delle recensioni che aveva ricevuto. Ok, era scritto bene, aggiudicato.
L'ho comprato, ho iniziato a leggerlo e... non sono più riuscita a staccarmene. Era da tantissimo tempo che non mi capitava una cosa del genere con un libro. Non mi ha preso da subito, anzi ho trovato l'inizio interessante, ma niente di eccezionale. Però più leggevo e più volevo sapere di Damien. Poi ho incontrato Sebastian e dovevo capire perché era così come si presentava. Volevo anche scoprire cosa si celava dietro il comportamento dei cinque demoni e il motivo per cui tutti ubbidivano al loro guardiano.
Azzeccatissimo il titolo, fluida la scrittura di Anonima Strega, che riesce a intrigare il lettore e a coinvolgerlo, tanto che quando dovevo smettere di leggere per fare altro, la mia mente continuava a pensare alla storia, a come sarebbe proseguita. Mi sono piaciute molto le scene sensuali, ben scritte, mai volgari, capaci di far crescere l'attesa nel lettore verso l'incontro definitivo fra la protagonista e colui di cui si innamorerà.
Ben definiti i personaggi dei cinque demoni, ognuno con la sua personalità e con il suo modo di agire e di pensare.
Non è comunque un romanzo privo di difetti. A volte ho trovato alcune espressioni che immagino siano regionali, perché in italiano non si usano. Non nego che un po' mi hanno fatto storcere il naso. C'è anche qualche refuso. Il personaggio dell'amica di Iris, inoltre, è piuttosto sbiadito, non mi ha lasciato tanto, mi è sembrato solo una figura di contorno, di cui si sarebbe fatto a meno senza problemi. E infine mi sono chiesta perché si parla di "demoni" quando a me sembrano più che altro creature diverse (non dico cosa per non spoilerare, ma se leggete nella trama che sono in cerca di redenzione e ora sono sulla terra, ci arriverete da soli, immagino). 
Eppure Anonima Strega non resta nel tradizionale. Inventa una nuova dimensione, la chiama in modo diverso dal solito e fa che non sia perfetta come si pensa debba essere.
Il finale non sorprende, anzi è proprio ciò che ci si aspetta, quindi anche se previsto non delude. E va benissimo così.
Libro consigliato! Inoltre sarei curiosa di leggere la storia del demone rimasto solo. Se mi stai leggendo, Anonima Strega, sai a quale dei cinque mi riferisco!


Sull'autrice: ANONIMA STREGA si occupa da sempre di tematiche legate all’occulto. Preferendo tutto quanto concerne l’universo femminile neopagano, è di conseguenza al contempo molto romantica, anche se l’oggetto dei suoi desideri esce spesso dalle righe, così come i personaggi delle sue storie. Crede fermamente che gli elementi del creato siano guida e strumento, sia per le streghe, sia per i protagonisti di avventure d’amore paranormali, come quelli di “Killer di cuori”, racconto pubblicato da “La mia biblioteca romantica” per la rassegna “Christmas in Love 2014” e “La fame del ghoul”, nello “Scrigno delle emozioni” di “Romanticamente Fantasy.” Il suo antro è situato in un luogo nascosto, custodito da una gatta nera d’angora e una coppia di anziani troll norvegesi. Dispensa consigli magici su anonimastrega.blogspot.it

lunedì 17 agosto 2015

Numero estivo di È Magazine!

È online e scaricabile gratuitamente il numero estivo di È Magazine, rivista digitale firmata È scrivere, di cui sono co-redattrice! 

In questo numero troverete un articolo dedicato alla scrittura: parleremo delle varie tecniche narrative, dei vantaggi e degli svantaggi dell’uso della seconda e terza persona. Bee ci consiglierà i posti da visitare durante le vacanze, accompagnandoci con i miglior film estivi di sempre.
A seguire l’intervista fatta a due bravissimi scrittori horror: D.L. Snell e Thom Brannan, autori di “Pavlov’s Dogs”, edito Dunwich Edizioni (recensione qui, intervista in lingua originale qui). Una chiacchierata fra amici, in cui si parla di zombie, licantropi e riflessi condizionati. Assolutamente da non perdere, e non lo dico solo perché conosco bene l'autrice dell'intervista!
Alessandro Capuzzo ci illuminerà, poi, sulle varie peripezie che un autore deve affrontare per autopubblicarsi. Una testimonianza in prima persona, con analisi dei pro e contro da lui esaminati.
L’highlight di questo numero è sicuramente il bellissimo reportage fotografico di Michele D’Angelo che ci conduce, attraverso immagini attuali, in un viaggio alla scoperta del Giappone.
Non potevano mancare i racconti a tema estivo e vacanziero inviati alla redazione di È scrivere proprio da voi!
E per concludere un reportage dettagliatissimo sull’evento letterario Chronicae, festival dedicato al romanzo storico.

Insomma, un È Magazine di agosto ricchissimo!
Che altro dire? Iniziate a sfogliarlo!

Vi basta cliccare sull'immagine e potrete scaricarlo subito!

http://escrivere.com/wp-content/uploads/2015/08/%C3%88-magazine-estaten41.pdf


giovedì 13 agosto 2015

Nessun'altra strada - Viola Lodato

Titolo: Nessun'altra strada
Autore: Viola Lodato
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 209
Prezzo: 4,99 € (ebook)

Voto: 3,5/5

Trama (dal sito dell'editore): Victoria è una ragazza di ventitré anni che vive in una società angloamericana dai tratti quasi post-apocalittici e orwelliani. Il suo passato è costellato di eventi negativi che l’hanno segnata e che le hanno portato via ogni cosa. Dopo aver perso tutto, finalmente riesce a trovare qualcuno disposto ad aiutarla, un lavoro, l’amore.
Da un giorno all’altro, però, si trova nuovamente da sola e decide di rischiare la vita pur di salvare Clay, l’uomo che ama. Victoria mette in atto il suo piano e cerca di fuggire oltre la Manica, verso la libertà, ma il viaggio non sarà facile come crede. Arrivata finalmente in Francia, ciò che trova la sconvolge: riaffiorano volti del passato, personaggi nuovi estremamente significativi e l’odio di Clay.
A un passo dal riappropriarsi della sua vita, Victoria si troverà costretta ad affrontare i fantasmi di un passato che credeva ormai sepolto, per salvare se stessa e chi ama.
Recensione: Quando esce un romanzo di Viola Lodato, io lo devo leggere. E quindi anche Nessun'altra strada è arrivato fra le mie mani e devo dire che mi ha piacevolmente sorpresa. In effetti non sono molto esperta di distopici, però conosco un po' le dinamiche e direi che questo romanzo va a inserirsi bene nel filone di libri di fantascienza a fondo distopico/post-apocalittico degli ultimi tempi. 
Il romanzo è diviso in due parti, è scritto in prima persona e al presente. Nella prima parte, Viola Lodato ci presenta i personaggi e ci descrive l'ambiente in cui vivono, un'Inghilterra angloamericana, in cui regna un governo totalitario, in cui la gente fatica a vivere e i pasti, quando va bene, sono delle barrette nutrizionali che sostituiscono le pietanze vere e che lasciano molto a desiderare. Ho trovato questa prima parte molto interessante, ma un po' lenta. Ho faticato ad abituarmi alla prima persona, tempo presente, ma è un mio limite, mi succede quasi sempre in questi casi. Credo, comunque, che la lentezza del primo terzo di romanzo sia dovuta anche alle tante informazioni che vengono riferite al lettore. Sono necessarie, ovvio, per capire il resto della storia, ma a mio parere le si sarebbe potute spargere meglio nell'intero testo. 
La seconda parte, invece... la seconda parte è una lettura da cui non ci si può più staccare. Finalmente le cose iniziano a muoversi e Victoria entra in azione. Non solo, ma vediamo proprio come il suo personaggio si sviluppa e cresce, come ciò che credeva nella prima parte si frantuma e rinasce con un nuovo pensiero, sotto un nuovo punto di vista. Victoria, abituata a pensare solo a se stessa, ora allarga le vedute, torna a capire certe cose che aveva dimenticato per colpa delle brutte esperienze che la vita le aveva riservato. 
In questa seconda parte mi ha convinta poco la facilità con cui sono riusciti a scappare dal "programma" (un gioco televisivo in cui per vincere bisogna ammazzare tutti gli altri concorrenti e in premio si avrà ricchezza) ma il resto mi ha davvero colpita.
Soprattutto molto ben elaborata è la relazione fra Victoria e Clay. Non è la solita storia d'amore che deve affrontare tante avversità prima di trovare il lieto fine. No, questa storia, prima di svilupparsi, finisce e si trasforma in odio. Odio che Victoria prova a combattere con tutte le forze. Non sarà per niente facile per lei fare in modo che Clay la guardi di nuovo con occhi dolci, perché Clay stesso dovrà affrontare una realtà che lo distruggerà, che lo ridurrà a pezzi. 
Amore di coppia e amore verso la famiglia si scontrano più volte in questo romanzo, facendo riflettere il lettore insieme a Victoria. Quale è più forte? E c'è un modo di farli convivere, quando uno potrebbe escludere l'altro?
Consigliato!  

martedì 11 agosto 2015

La prova del fato - Mary Calmes


Titolo: La prova del fato (Quarto della serie Scelta del cuore)
Autore: Mary Calmes
Numero Pagine:288
Traduttore: Cornelia Grey
Editore: Dreamspinner press
Prezzo: 6,99$

Voto: 4/5


TRAMA:
Nella città segreta di Sobek, Domin Thorne sta cercando la sua strada come nuovo semel-aten, il capo del mondo delle pantere mannare. Aspira a grandi cambiamenti: ha degli obiettivi per se stesso e per le persone che ha scelto di portare con sé, e vuole cambiare il suo regno sul modello di quello del suo amico Logan Church. Ma Domin potrebbe aver stabilito un obiettivo troppo difficile: il suo solito stile di comando non sta funzionando.

Dovendo occuparsi di Crane e la sua nostalgia di casa, Mikhail e il suo malumore, Taj e la sua frusta, servitori con intenti omicidi, un ex in visita e un compagno in una pericolosa missione diplomatica, Domin deve affrontare da solo il suo nuovo ruolo. Deve anche decidere come gestire una cospirazione, mentre si sta innamorando profondamente di un uomo che, per la prima volta nella vita di Domin, ricambia quell’amore. Che Domin sia pronto o meno, il fato ha deciso di insegnargli una lezione: le minacce interne sono pericolose proprio come quelle esterne.

Recensione:
Eccoci giunti al quarto volume della saga delle pantere e devo dire che ho faticato non poco a leggere questo libro.
Tanto per cominciare è il primo della serie incentrato su un'altra coppia, anche se potete stare tranquilli, la nostra amata coppia principale è presente anche se in modo secondario.
Forse è questo il motivo per cui la storia mi ha coinvolto di meno, ma principalmente credo sia stato a causa dell’inserimento eccessivo di leggi e gerarchie che erano seriamente difficili da seguire. Non invidio chi ha dovuto tradurlo.
Ma veniamo alla storia, come avrete intuito dalla trama i protagonisti sono i nostri due nuovi compagni Domin e Yuri, coppia che sicuramente, alla fine del terzo libro, aveva lasciato parecchie bocche aperte (alza la mano) perché credo - ne converrete con me - uno Yuri gay e innamorato da sempre di Domin nessuno lo avrebbe sospettato.
Ed eccoli, sei mesi dopo il loro arrivo a Sobek, con nuovi ruoli e vecchi compagni totalmente cambiati, in un ambiente ostile dove Domin, da sempre un carattere forte e sfrontato, si ritrova per la prima volta - a mio dire - insicuro delle sue scelte e del suo operato.
Niente gli sembra andare come dovrebbe e la sicurezza che Logan gli aveva dato sembra vacillare. Egli stesso sta mettendo in dubbio le sue capacità di semel, perdendo fiducia anche nelle capacità di chi gli sta intorno e sfogandosi sulle persone amate.
Ma in modo paradossale tutta la situazione e l’arrivo inatteso e poco gradito di Koren gli fanno capire che quello che all’inizio sapeva non essere amore per Yuri ora lo è nel modo da lui sempre sognato, un amore vero, sincero e dove l’uno vede solo l’altro, proprio come l’amore che aveva sempre invidiato a Jin e Logan.
“Dimmi,” dissi, guardandolo, “sei mai stato davvero innamorato?”
“È la più…”
“No.” Alzai la mano per fermarlo. “Sul serio, Koren, pensaci.”
“Sì.” Studiò il mio volto prima che i suoi occhi, di un verde oliva scuro, si fermassero sulla mia bocca. “Di te.”
“Koren.”
“Mi sei mancato.”
Ma quando capii che aveva intenzione di baciarmi, feci un rapido passo indietro.
“Io…”
“Tu vivi con Jin e Logan.”
Lui strinse gli occhi. “Sì. E allora?”
“Non vuoi che qualcuno ti guardi come Jin guarda Logan, e viceversa?”
“Jin è il vero compagno di Logan, non è che uno esce e trova…”
“Per favore. È semplicemente amore.”

Questa scoperta di se stesso mi è piaciuta molto, lo ammetto, e capisco che la Calmes abbia a suo modo voluto mostrarci il vero funzionamento delle tribù. E quale posto migliore di dove le leggi vengono custodite e rispettate a menadito? Ma ammetto che leggere pagine e pagine di termini e leggi e fustigazioni, punizioni, sfide e quant’altro è stato sfiancante, la metà delle cose non le ho comprese, figuriamoci tutti quei termini. Comunque è notevole che la mente dell’autrice abbia creato un simile mondo perfettamente realistico senza tralasciare mai la componente romantica che, come sempre quando porta la sua firma, non delude mai regalandoci scene d'amore che ti toccano il cuore.

“Domin,” sussurrò lui, e io mi arresi.
“Ti amo.”
“Sì?”
“Sì. Più di quanto dovrei.”
“E?”
“Sei il mio compagno.”
“Sei sicuro? Vedo Koren là in piedi.”
Leccai la sua gola, e lo sentii tremare. “Sì, Yuri Kosa, ne sono sicuro. Sei mio.”
“E?”
“Io sono tuo.”
“Sempre.”
“Sempre,” gli feci eco.
Non ero mai stato abbracciato così forte.

Sicuramente ha buttato le basi per il prossimo libro che, posso assicurarvi, stravolgerà un po’ tutto quello che è stato finora (lo dico perché l’ho già letto). Per ora vi consiglio di concentrarvi su questa lettura e come me di esultare nel vostro cuore per la scoperta del vero Domin che la nostra Mary ci ha voluto finalmente mostrare, personaggio che mi ha sempre intrigato e che ora amo tanto quanto gli altri.

giovedì 6 agosto 2015

Bruto - Kim Fielding

Titolo: Bruto
Autore: Kim Fielding
Traduttore: Stella Mattioli 
Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 327
Prezzo: 6,99 $ (ebook)
Voto: 5/5

Trama:
Bruto conduce una vita solitaria in un mondo dove la magia è all’ordine del giorno. È un gigante di due metri e trenta di bruttezza e dai natali ignobili. Nessuno, incluso Bruto, si aspetta che lui sia più di un operaio. Ma gli eroi si presentano in tutte le forme e dimensioni e, dopo aver subito una mutilazione per salvare il principe, la vita di Bruto cambia bruscamente: è chiamato a servire al palazzo di Tellomer come guardia per un singolo detenuto. Sembra facile, ma si rivela essere la sfida della sua vita.
Le voci di palazzo dicono che il prigioniero, Gray Leynham, sia uno stregone e un traditore. Quel che è certo è che ha trascorso anni nello squallore: cieco, incatenato, reso quasi muto da una balbuzie estrema. Sogna la morte della gente, e quei sogni si avverano.
Mentre Bruto si abitua alla vita di palazzo e comincia a conoscere Gray, scopre anche il proprio valore, in primo luogo come amico e uomo, poi come amante. Ma Bruto impara anche che gli eroi, a volte, devono affrontare scelte difficili e che fare ciò che è giusto può portare nuovi pericoli.

Recensione:
I fantasy non mi hanno mai attratto particolarmente ma, dando uno sguardo alla trama di Bruto, qualcosa, non so definire bene cosa, mi aveva convinta a leggerlo.
Devo ammettere che Bruto mi ha stupito piacevolmente. 
Trovo sia un'ottima opera, mi ha legato alle pagine fino alla fine e mi ha lasciato un bel ricordo.
Cominciamo analizzando quello che credo sia il cardine di ogni fantasy: l'ambientazione.
Il mondo creato da Kim Fielding mi è piaciuto nella sua totalità, dalle classi sociali, la gerarchia, i paesaggi, agli ambienti chiusi... tutto. Mi ha davvero preso come libro. XD
Le descrizioni dei paesaggi così come dei  luoghi chiusi (castello, case, locande ecc.) non sono complesse ma sono efficaci, riescono a far immergere nella scena e a far sentire sia gli ambienti poveri che quelli molto ricchi.
I personaggi sono davvero fantastici, sono realistici, ben descritti, ben caratterizzati già dai primi tratti e non banali. Mi è molto piaciuto che ognuno di loro abbia una sua personalità ben definita, anche se descritta in poche righe e se il personaggio stesso appare per una o due pagine. Ognuno è importante nel suo piccolo e questo l'ho apprezzato molto.
I due protagonisti sono bellissimi, li ho adorati davvero. Ovviamente molto più Bruto di Gray.
Ho amato che non fossero i classici eroi, né nell'aspetto fisico né nella caratterizzazione. Gray non ha enormi poteri, non è forte, sicuro, bellissimo (bé bellissimo lo è ma purtroppo è cieco quindi non "perfetto") ma è fantastico, dolce e molto affascinante. Ho adorato anche il suo... modo di parlare.
Purtroppo non posso dire altro per non fare spoiler.
Per quanto riguarda Bruto, è fantastico. Ho amato ogni cosa di lui, il suo carattere dolcissimo, il suo spirito altruistico, il suo essere un eroe completamente fuori dagli schemi classici (principalmente nel fisico) e ho adorato particolarmente la sua evoluzione. Bruto cresce, matura. Nonostante tutto il libro copra l'arco temporale di un solo anno, l'evoluzione di Bruto è enorme ed è davvero molto realistica e appassionante. Si crea subito un grande affezione per il protagonista e questa cresce sempre più fino alla fine. Il cambiamento lo coinvolge nel modo di essere, di porsi, di vedere se stesso; assistervi è bellissimo perché si desidera un miglioramento per Bruto ed è quello che poi accade. Credo ci sia un momento di svolta in cui lo stesso Bruto si rende conto di cambiare, ma avviene comunque lentamente, naturalmente.
Fantastiche le piccole scene, i contorni alla storia principale che danno una visione quotidiana o realistica (a volte nella loro crudezza), così come quelle più importanti.
La storia è interessante, il finale (intendo l'ultima pagina non le precedenti) forse è un po' banale e prevedibile, ma è piacevole e lascia con un bel sorriso sulle labbra.
I refusi sono pochissimi, quasi assenti. Ottimo anche il lavoro di traduzione.
In definitiva mi è piaciuto tantissimo e lo consiglio caldamente a tutti. 
I personaggi vi coinvolgeranno e si faranno amare, la trama vi farà sembrare le sue oltre 300 pagine troppo poche e il mondo creato da Fielding sarà una fantastica seconda casa per tutta la durata della lettura.
Leggetelo e amatelo, io l'ho fatto e già il giorno dopo volevo tornare in quel mondo.

martedì 4 agosto 2015

Un ladro alla Vigilia di Natale - Sage Marlowe

Titolo: Un ladro alla Vigilia di Natale (Romeo e Julian Vol. 1)
Autore: Sage Marlowe
Editore: Me and the Muse Publishing; 1 edizione (31 luglio 2015)
Pagine: 117
Traduttrice: Phoenix Skyler
Prezzo amazon: 2,99

Voto: 5/5 

Trama:
Quando, finalmente, l’agente dell’FBI Julian Harris riesce a mettere all’angolo il ladro di opere d’arte e abile scassinatore Romeo, egli è intenzionato ad ammanettarlo prima, e metterlo dietro le sbarre, dopo. Invece, l’uomo si ritrova prima intrappolato in una casa isolata in montagna a causa di una bufera di neve, e dopo ammaliato dal fascino di Romeo. Una cosa tira l’altra e dopo una notte trascorsa insieme Julian si risveglia da solo, con l’orgoglio ferito e il cuore rubato.
Quasi un anno dopo, uno scherzo del destino li fa rincontrare e l’attrazione fisica che sentono l’uno per l’altro rinasce immediatamente, ma gli eventi prenderanno una piega tale che potrebbe portare alla morte di almeno uno di loro. Ritrovatosi in una situazione dove viene ricattato per eseguire un rischioso furto con scasso, Romeo deve scegliere tra la vita di Julian e la sua stessa sicurezza, mentre Julian non fa altro che porsi due domande: chi è veramente questo ladro inafferrabile e sexy? E dove giace la sua vera lealtà?

Recensione:
Quando lessi la notizia dell’uscita in italiano di questa serie per me è stato come un fulmine a ciel sereno.
Conoscevo già l'autore, avendo letto la serie in lingua, ma ovviamente averlo nella mia è tutto un altro paio di maniche, quindi potete immaginare la mia gioia e la conseguente lettura in sole tre ore del primo sospirato libro che solo nei miei sogni potevo sperare di poter leggere.
Veniamo alla storia, preparatevi a vere e proprie scintille perché questa coppia potrebbe far divampare un incendio.
Come già enunciato dalla trama, i nostri protagonisti sono un ladro d’arte inafferrabile e un agente dell’FBI che da 3 anni gli dà la caccia con scarso successo. Ma finalmente, dopo anni di indagini e studio del profilo, sembra che il nostro Julian possa mettere finalmente le manette al fantomatico ladro. Peccato che alla vista del bellissimo, seducente e sexy furfante il nostro agente vada in brodo di giuggiole ed ecco che scatta qualcosa, palpabile, si sente da subito l’alchimia tra i due e la forte attrazione, a tal punto che Julian vaga spesso con la fantasia e perde la sua integrità, cedendo alle avances del nostro ladro e finendo con il passare con lui un'infuocata notte di passione, con conseguente e scontata fuga del nostro Romeo.
“Beh, tu hai detto che se le circostanze fossero state diverse…”
 “Avrei fatto di tutto per non lasciarti andare,” concluse Romeo per lui. “Sì, me lo ricordo, e dicevo sul serio.” Inclinando il capo da un lato, guardò Julian attentamente. “E ancora dico sul serio, sai?”
 “Ma le circostanze non sono diverse. Sono quelle che sono. Tu sei un ladro ed io sono colui che ti sta dando la caccia, ed uno di questi giorni verrai beccato. Se non lo farò io, lo farà una delle guardie in archivio.”
 “Lo so.” annuì Romeo. “Ma quello è un qualcosa che non mi interessa in questo momento.”
  “No? A che cosa stai pensando, allora?”
 Cancellando gli ultimi centimetri di distanza tra loro, Romeo portò entrambe le mani ad afferrare il viso di Julian. “Voglio pensare a te. Non voglio fare altro che pensare al tuo sapore e alla sensazione del tuo corpo sul mio e dentro di me, sino a quando non riuscirai a farmi smettere di pensare del tutto.”
Proprio quando, passato un lungo anno, il nostro agente si convince che non avrebbe più rivisto l’uomo che la notte tormenta i suoi sogni, eccolo li che entra nella sua camera in piedi al suo cospetto e il gioco di caccia e fuga riprende in un modo così avvincente che vi lascerà senza respiro fino all’ultima riga.
Trovo che la capacità di questo autore di tenere sempre viva la curiosità del lettore sia notevole; scegliendo di fare dei salti temporali tra un capitolo e l’altro, che all’inizio non mi convincevano, ha tolto parecchi punti morti che sicuramente avrebbero riempito pagine di storia. Così facendo ha tenuto sempre un ritmo serrato, alternando momenti di divampante passione a immediata azione, rendendo perfettamente realistica la storia.
I personaggi li ho trovati fantastici anche se Julian, in parecchie occasioni, fa montare la rabbia per la sua stupidità nel non afferrare le cose, tanto è bravo e intuitivo nella vita professionale tanto è ottuso in quella privata. Ci sono momenti in cui lo picchieresti con le tue stesse mani. Romeo invece è adorabile. La scelta del nome è stata di Julian e ti viene da chiedere se non si sia reso conto o, magari, se inconsciamente non lo abbia scelto di proposito.

 “Non sei l’unico che si è innamorato quella notte, Julian.”    Il cuore di Julian si fermò un istante. “Tu… io… cosa ti fa credere che io…?”   “Non sacrificheresti volontariamente la tua carriera per me se non lo fossi, ed io non sono disposto a salvare la mia se ciò significa sacrificare te. Lo devo fare.”  “Ma non è solo la tua carriera per te, giusto?” argomentò disperato Julian quando iniziò a capire cosa Romeo stava dicendo davvero. “Potresti morire. Tu morirai se non ti farai arrestare.”    Il sorriso si ingrandì, divertito anche se un po’ forzato, mentre Romeo scuoteva il capo. “Oh, Jules. Dammi un po’ di fiducia. Non sono mai stato beccato prima.”  “Lo sei stato. Da me. E sai che questa volta verrai beccato e verrai rinchiuso per sempre. Se riuscirai ad uscirne vivo, ovvio.”    Alla fine il sorriso di Romeo scomparve e disse piano. “Così sia.”
Ma ciò che rende al meglio tra loro è il riuscire a respirare quell'attrazione incontenibile che anche nelle situazioni più disparate non si può non sentire, e qui il nostro Sage è stato davvero bravo con uno stile di scrittura che ti fa calare perfettamente nella storia sentendoti come uno spettatore che freme nell'attendere la scena successiva, che prontamente non ti delude e la traduzione in italiano rende bene facendo scivolare via le pagine senza difficoltà e con continuità.
La storia, volume dopo volume (e ce ne sono ben 5), sarà sempre più elaborata ma per il momento dovrete accontentarvi e riempirvi la mente di domande senza risposte proprio come ha dovuto fare il nostro Julian.