martedì 7 aprile 2015

Scattami una foto - Giselle Ellis

Titolo: Scattami una foto
Autore: Giselle Ellis
Traduttore: Chiara Messina
Casa editrice: Triskell Edizioni
Pagine: 134
Prezzo: 3,99 €
Voto: 5/5

Trama: Aaron non ha la più pallida idea di cosa aspettarsi quando si presenta a un provino per fare da modello a un noto – e notoriamente scorbutico – fotografo. Di sicuro non immagina di finire a lavorare per Jake come assistente per cinque frustranti, folli e frenetici anni.
Tutto funziona a meraviglia, finché Jake non si rende conto che Aaron è diventato il fulcro della sua esistenza, un’esistenza che rischia di sgretolarsi quando Aaron decide di cominciare una relazione con un altro ragazzo. Nonostante il suo cuore minacci di spezzarsi, Jake si renderà conto di dover lasciar andare la sua musa, se davvero vuole una chance di riconquistare Aaron.

Recensione:
Divertente, coinvolgente, un insieme di emozioni racchiuse in sole 100 pagine.
Ecco cos’è questo libro.
La trama mi è piaciuta da subito e, dopo aver sbirciato qualche citazione in inglese, mi sono detta: ok, devo leggerlo.
La prima cosa che mi ha colpito è stata lo stile di scrittura. Frizzante, ecco come mi è parso dalle prime righe: uno scambio di battute continue ed ecco che il senso di alchimia e affinità  tra i due personaggi è subito chiaro e così, senza fatica, ti immergi nella storia e non ne esci più. Un continuo battute e risposte e più si va avanti e più ci si innamora dei personaggi.
Ma quello che più mi è piaciuto è stata la bravura dell’autrice nel riuscire a racchiudere anche tanta sensibilità e fragilità dietro la maschera di sicurezza e durezza indossata da Jake, e quella di spensieratezza e solarità indossata da Aaron. È proprio questa fragilità che non gli permette di andare oltre, bloccandoli in un limbo fatto di sicurezze reciproche, ma senza mai oltrepassare quel confine che toccherebbe il cuore.
Il timore di spezzare l’equilibrio tra loro è troppo, ma quando uno dei due cerca di fare un passo per uscire dallo stallo in cui si trovano, ecco che tutto va in pezzi e forse viene il momento di aprire gli occhi.
«Io ce l’ho un cuore,» ribatté Jake rabbioso, per poi afferrarsi il davanti della maglietta aggiungendo in un sussurro: «È proprio qui.»
«Che hai detto?» domandò Alyson, avvicinandoglisi lentamente.
«Io ce l’ho un cuore.»
«Quella parte l’avevo sentita.»
«È tutto, ho detto solo questo.»
«E va bene. Hai detto solo questo,» replicò la donna in preda alla frustrazione. «Lascerò che tu creda di aver detto solo questo.»
Jake la guardò uscire dallo studio con passo marziale e prese a massaggiarsi distrattamente quel punto al centro del petto che all’improvviso sembrava bruciare e minacciare di cedere.
Un amore disperato, tanto che ancora mi chiedo come sia potuto rimanere per cinque anni celato dietro il timore di un cambiamento, che poteva aprire un mondo o distruggere tutto.
Con un finale emozionante e struggente la storia lascia una sensazione di pienezza e felicità.

L’unico punto, a mio dire, lasciato in sospeso è la parentesi sul passato dei personaggi di cui mi sarebbe piaciuto sapere di più. Avrebbe sicuramente delineato meglio la loro personalità, ma nel complesso è una cosa che resta alquanto in secondo piano.
Per il resto consiglio vivamente la lettura e spero che troviate riscontro nel mio giudizio perché in quel caso la lettura avrebbe sortito su di voi lo stesso effetto che ha avuto su di me.

Un'ultima citazione per mostrarvi un tipico esempio di scambio di battute frizzante e divertente:
Che vuoi dire?»
«Voglio dire, come fa a permettersi questo posto? Ha l’aspetto di un dodicenne.»
«Ha ventidue anni, e si dà il caso che abbia un discreto successo.»
«A ventidue cazzo di anni?»
«È nato con un talento?» ribatté la donna con tono interrogativo.
«Magari è solo un segaiolo fortunato che ha fatto un pompino alla gente giusta?» le suggerì lui.
La donna provò a lanciargli un’occhiataccia, ma si ritrovò a sorridere. «Bambino prodigio?»
«Patto col diavolo?»
«È naturalmente dotato?»
«Ha un anziano e generoso amante?»
«Che ne dite della risposta “c”, ovvero tutte le precedenti?» chiese una terza voce che proveniva dal tramezzo situato all’angolo opposto della stanza.
«Al tuo paparino non dà fastidio che tu interrompa una conversazione in questo modo?» ribatté Aaron.
«E al tuo fa piacere che spari merda sulle persone in casa loro?» replicò Jake, sbucando da dietro il tramezzo.
«In un certo senso, sì. Apprezza la mia boccaccia irriverente.»
«Ah, allora è uno di quelli?» osservò il fotografo, sollevando un sopracciglio.
«Uno di quelli chi?»
«Uno di quei vecchi bastardi viziosi che vogliono che parli sporco, li chiami “papi” e si divertono a sculacciarti.»
«Non c’è nulla di male in una sculacciata ogni tanto, né in un qualche complesso legato alla figura paterna.»
«Dubito che il tuo psichiatra la penserebbe allo stesso modo.»
«Il mio psichiatra è il paparino che si diverte a sculacciarmi e ha qualche complesso legato alla figura paterna.»
«E figuriamoci. »

1 commento:

  1. già dalla trama mi era sembrata una storia interessante, con questa recensione devo dire che la mia voglia di leggere il libro è aumentata :)

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