lunedì 27 aprile 2015

In these words (Vol.1 e 2) - TogaQ e Kichiku Neko

Titolo: In these words (Vol. 1 e 2)
Autori/Artisti: TogaQ e Kichiku Neko
Editore: Tokyopop Germany
Prezzo: 6,95 €  l'uno


Trama:
Vol. 1: Lo psichiatra Katsuya Asano viene incaricato dal Dipartimento di Polizia di Tokyo di indagare su un caso di omicidi seriali misteriosi. Grazie al profilo dell'assassino da lui realizzato la polizia riesce ad arrestare il colpevole, anche se solo dopo tre anni e dodici vittime. Keiji Shinohara è pronto a rilasciare una confessione completa, ma solo in presenza esclusiva di Katsuya. A mettere sottosopra la vita di Katsuya non sarà solo lo strano desiderio che Shinohara dimostra nei suoi confronti, ma anche gli irritanti incubi che gli fanno visita ogni notte.  (Trad. dal tedesco)
Vol. 2: Continua il gioco del gatto col topo. Rimasto solo, Katsuya è ormai nelle mani del serial killer. Ma quale gioco malato ha in serbo Shinohara per lo psicologo? E perché ha preso di mira proprio Katsuya? C'è forse un collegamento più profondo fra di loro? (Trad. dal tedesco)

Recensione: Tenevo d'occhio questo progetto da molti mesi ormai, fino a quando qualche tempo fa mi sono decisa a comprare i due volumi attualmente pubblicati in tedesco. Avevo non grandi, ma grandissime aspettative e mi rendevo conto che probabilmente, come spesso capita, qualcosa mi avrebbe deluso, perché alla fine dei conti ciò che uno si aspetta non è quasi mai ciò che pensano gli altri. Mi sembra naturale.
Ho aperto il primo volume poco prima della mezzanotte. Entro le due di notte avevo finito di leggere anche il secondo. Ebbene sì, mai aspettative furono più soddisfatte. Almeno nel primo volume. Ecco, andiamo con ordine, anche se in realtà non potrò dire molto, visto che con una parola sbagliata potrei spoilerare qualcosa di troppo. Sapete anche che non recensisco quasi mai manga, perché non mi sento all'altezza di giudicare i disegni, i tratti degli artisti ecc. Ma qui, lo vedete da voi, è impossibile non rendersi conto dell'altissima qualità dei disegni, del tratto molto realistico nel rappresentare i volti, le mani, i corpi in generale. Le proporzioni stesse a me sembrano perfette. E mi piace tantissimo come gestiscono il gioco di luce e ombra. Le copertine sono, secondo me, semplicemente fantastiche. E molto, molto indicative. E qui mi fermo, se no davvero rischio di spoilerare, ma se le si guarda dopo aver letto il manga, si va oltre il semplice disegno e si vede il significato. Quindi anche le immagini sono state scelte con cura. 
Dicevo che il primo volume mi ha rapita, mi ha coinvolta dal momento in cui l'ho aperto a quando l'ho richiuso con il fiato sospeso. Se pensate di acquistare il primo e poi, in caso vi piaccia, di prendere il secondo, vi avviso: ve ne pentirete. Andate sul sicuro e comprateli insieme, perché se poi finite uno e non avete l'altro pronto da leggere, credetemi, vi sentirete improvvisamente disperati.
Il primo volume ha dei toni molto cupi, la storia è violenta, il criminale ha un modo di parlare e di guardare Asano che mette ansia anche a chi legge.



Guardate lo sguardo in questa pagina. E non è niente, ci sono altre scene in cui il lettore viene messo davanti a fatti, reazioni, sguardi che mettono ansia, o semplicemente lo costringono a continuare la lettura per sapere cosa succederà. Il primo volume, per concludere, è un thriller con i contro... fiocchi. Ci sono scene di violenza molto esplicite, vi avviso, ma se avete googlato un po', lo saprete già. Per il resto consigliatissimo!
Il volume due prosegue nella storia per un po', poi fa un salto indietro e ci spiega come si sono evolute le cose. Se il primo volume, verso la fine, era pieno di colpi di scena, il secondo, proprio qualche capitolo dopo l'inizio, fa una rivelazione che ci lascia a bocca aperta. Ecco, non l'avevo prevista, ma devo ammettere che un pochino mi ha delusa e non posso dire perché se no parlerei troppo. La storia poi prosegue in modo regolare, anche abbastanza lineare. Il secondo volume, dopo un'atmosfera molto cupa all'inizio, si sofferma poi più sul lato poliziesco, che comunque intriga molto, visto che spiega alcune cose e, allo stesso tempo, apre nuove incertezze su come si evolverà la storia. Consigliatissimo anche il secondo, ovviamente, anche perché il manga non è concluso e dopo questa fase "tranquilla", mi è stato assicurato che succederanno tante cose inaspettate che porteranno con sé molte nuove domande. 

Dopo Sakura Gari (All'ombra del ciliegio, di Yuu Watase, Panini Comics), ecco un altro thriller psicologico che mi ha preso per il suo realismo e per l'ansia e l'attesa che suscita nel lettore.
Un'ultima cosa. Io ho acquistato i due volumi in tedesco a un prezzo normalissimo, ma in italiano ancora non ci sono e non so se li tradurranno mai. Le due mangaka si autopubblicano in altre lingue. Sul loro sito potete trovare il primo volume in inglese (e in altre lingue) oppure acquistare i singoli capitoli (arrivano a comprendere anche il secondo volume e oltre) che, però, lasciatemelo dire, costano davvero tanto (soprattutto se aggiungete i costi di spedizione). Del primo volume, inoltre, sono disponibili i capitoli in formato digitale a un prezzo più accessibile.  

Straconsigliato!

Voto:
- Vol. 1:

- Vol. 2:

sabato 25 aprile 2015

Sondaggio: Quale vampiro preferisci?

Giovedì 16 aprile ho fatto partire il secondo sondaggio. È passata più di una settima ed è ora di tirare le somme. Anche questa volta ci sono stati solo pochi voti, siamo a 30, e ribadisco che questi sondaggi sono solo un modo per divertirsi insieme, non voglio certo fare le grandi statistiche!

La domanda della settimana era:
Quali vampiri preferite?
1. Il vampiro che morde (Stoker, Le Fanu, Matheson, King, Martin, ecc.)
2. Il vampiro che morde e perché no? Sesso! (Hamilton, Gleason, ecc.)
3. Entrambi
4. Nessuno
5. Ma vogliamo parlare dei licantropi?
Ecco il risultato delle risposte (cliccate sull'immagine per ingrandirla):


Bello Kiefer Sutherland che interpreta uno dei The Lost Boys (Ragazzi Perduti), vero?

Come vedete i voti sono ben distribuiti, questa volta. Anche se il vampiro sexy à la Jean-Claude e Asher sono sicuramente in cima alla classifica con il 33% dei voti! E ricordiamo che ci sono anche le vampire bellissime come Selene di Underworld. E chi la dimentica? Una delle mie vampire preferite per quanto riguarda il cinema.
Seguono i voti di chi non ha espresso preferenza, infatti il 27% ha scelto l'opzione "entrambi". Io sono una di questi. 
Non pensavo, ma ci speravo: anche la quinta risposta è stata cliccata abbastanza volte, tanto da arrivare sul podio dei più votati. "Ma vogliamo parlare dei licantropi?" Oh, sì che ne vogliamo parlare e prometto che sarà uno dei prossimi sondaggi! Perché forse ancora non lo sapete, ma io adoro i licantropi, soprattutto quando sono pelosi e ringhiano! Ma rimandiamo questo discorso a uno dei prossimi appuntamenti.
E finalmente arriviamo anche ai voti di chi preferisce i brutti (che poi brutti non sono, anche loro sono quasi sempre affascinanti) e cattivi vampiri che mordono e ammazzano le loro vittime, come quelli di Matheson, Le Fanu, King e come non nominare Bram Stoker? Un bel 17% che si piazza in penultima posizione, ma non si distanzia molto dagli altri voti.
Questi i risultati. E ora allarghiamo un po' l'argomento.
Io ho scelto entrambi. All'inizio, oltre alle cinque risposte, avevo messo anche la solita opzione "basta vampiri, ne abbiamo abbastanza!", poi l'ho eliminata. Io non ne ho abbastanza e avrei magari attirato l'attenzione di chi altro non sa fare che criticare i vampiri a prescindere, solo perché prima non aveva letto niente e poi si è andato a scegliere Twilight per iniziare.
Ora, io non sono una fan della Meyer, il suo libro si legge bene, ma i suoi vampiri li trovo ridicoli, anzi trovo Edward Cullen ridicolo. C'è a chi piace, a me no. Ognuno ha i suoi gusti. Ma non sto a rompere le balle a tutti ripetendo che Cullen non mi piace, che non è un vero vampiro e altre cose simili.
A me piace il Conte Dracula di Stoker e piace Carmilla di Le Fanu, mi sono piaciuti i vampiri di George R. R. Martin in Il battello del delirio e quelli di Matheson e l'ansia che mi mettevano addosso ogni notte, quando andavano a trovare Neville. E avete letto Salem's Lot, di King? Che ansia.
A me piace, però, anche Jean-Claude e piace Asher. Piace Damon Salvatore (Stefan no, sorry!), piace Klaus e suo fratello, di cui ora mi sfugge il nome, se parliamo di Vampire's Diary. Mi è piaciuto un sacco anche lo zio di Sebastian ne Le cronache dei Gardella, scherzate? Un vampiro che è morto a una certa età, non giovanissimo e che ha un tale sex-appeal? Difficile dirgli di no. 
E di Trueblood vogliamo parlarne? Il bello e cattivo Eric lo ricordate? 
Tra i primi vampiri, quelli dell'orrore, e i secondi, quelli dei paranormal romance, degli urban fantasy ecc., ci sono mondi. Ma queste differenze non sono sempre nei vampiri stessi, ma nella scrittura, nello stile dell'autore e soprattutto nei generi e quindi nel tipo di lettori che si vuole raggiungere. Io leggo sia horror che romance, quindi a me piacciono entrambi. Se uno dei due generi non piace, allora si preferiranno i vampiri dell'altro. Ho detto una cosa ovvia, ma è anche un modo per dire "basta" a chi conduce le crociate contro i vampiri di oggi, a chi si preoccupa di dire agli altri cosa dovrebbero leggere e cosa no.
Insomma, per concludere con queste mie riflessioni che magari non interessano a nessuno: ci sono diversi vampiri in questo mondo, a ognuno il suo. Io li prendo tutti. :) 



lunedì 20 aprile 2015

Blogtour "Il richiamo delle onde", di Francesca Borrione

Sil-ently aloud prende parte al blogtour per presentare "Il richiamo delle onde", di Francesca Borrione, che sarà pubblicato presto con Triskell Edizioni.
Di lei vi avevo già parlato tempo fa, quando ho recensito "L'uomo che attraversò il tempo per me". Ho continuato a seguire questa autrice e devo dire che mi piace come scrive, quindi è con molto piacere che partecipo al tour di presentazione del suo nuovo romanzo.

Di seguito le tappe:
Prima tappa: 20 aprile - Recensione in anteprima e inizio del giveaway su AngelTany Blog - Parola d'ordine per la libertà di leggere e creare
Seconda tappa: 27 aprile - Presentazione dei personaggi sul blog Voglio essere sommersa dai libri 
Terza tappa: 4 maggio - Intervista all'autrice sul blog Sil-ently aloud 
Quarta tappa: 11 maggio - L'autrice intervista i suoi personaggi sul blog Insaziabili Letture
Quinta tappa: 18 maggio - Citazioni sul blog L'Angolo delle Topiiii
Sesta tappa: 25 maggio - Proclamazione del vincitore del giveaway sul blog Romance & Fantasy for Cosmopolitan Girls

Questo l'evento a cui partecipare per poter vincere una copia del romanzo:
Blogtour "Il richiamo delle onde" - Facebook

A presto con la terza tappa! Vado a preparare le domande ;)


Doppia recensione: Secret Funding - S.M. May

Titolo: Secret Funding
Autore: S.M. May
Editore: autopubblicato
Pagine: 180
Prezzo: 1,99 €


Trama:
Giovane, bello, forse crudele. Noah Kress è un broker finanziario preparato e agguerrito, quanto basta per aver portato al successo la sua società e per essere spinto ad affrontare sfide sempre maggiori nel mercato del venture capital. In privato è anche padron Noah, un dominatore assai richiesto al Circolo, uno dei più esclusivi club privati di Boston. Nel lavoro come nella stanza dei giochi per lui le persone e gli eventi sono mere variabili da decifrare, cifre da scomporre, combinazioni da soppesare e valutare.
Ma quando l’ultima difficile operazione rischia di trascinare a fondo la sua società, l’unica possibilità di salvezza sembra venire dal potente fondo d’investimento gestito dal misterioso Martin Scheer. E per fargli credito, Martin pretende una controgaranzia molto, molto particolare.
Per entrambi è un affare, solo un affare. Eppure quella che doveva essere una semplice proposta contrattuale rischierà di mandare in pezzi la superficie perfetta delle loro esistenze.
E Noah, il talentuoso giocatore, sarà disposto a scommettere secondo regole del tutto nuove?
Per i contenuti espliciti (m/m), la lettura è consigliata a un pubblico adulto.

Recensione di Silver

La trama mi ha subito colpita e mi ha fatto venire voglia di leggere questo nuovo romanzo di S.M. May. Avevo già letto Nuvole e mi era piaciuto molto, quindi mi aspettavo sicuramente qualcosa di interessante anche per Secret Funding.
Devo dire che le basi ci sono tutte. Ma andiamo punto per punto.
La trama è abbastanza lineare, niente colpi di scena improvvisi, visto che la quarta di copertina già ci avvisa che Martin farà una proposta indecente. Abbiamo Noah e Martin entrambi uomini d'affari di successo, anche se il secondo di molto, molto più successo del primo. La società di Noah sta andando alla grande, ma lui è ancora un piccolo pesce in un mondo di squali.
I protagonisti mi sono piaciuti molto, soprattutto Martin (ma io ho un debole per gli uomini più... adulti, ehm...) ma anche Noah. Di Noah ho apprezzato il carattere in un certo senso ribelle. Di Martin un po' tutto.
L'amico e collega di Noah, Parker Andolfi, svolge un ruolo importante, anche se trovo che quello che poi gli succederà sia stato un po' messo là per dare una svolta alla trama, anche se in effetti un po' abusata come storia.
Lo stile di S.M. May mi piace. È curato, scorrevole e pulito. Nel caso di Secret Funding ha usato diversi termini del settore economico, ma in linea di massima tutte cose comprensibili dal contesto. La forma è pulita, con qualche refuso sparso. Impaginazione impeccabile. Bel lavoro!
Ci sono, però, anche dei difetti, secondo me. Primo fra tutti è che, come dicevo a inizio recensione, Secret Funding ha delle ottime basi. Ma restano spesso tali. Non viene approfondito molto dei personaggi, dei protagonisti sappiamo poco e sapremo poco anche a fine lettura.
L'inizio del romanzo è molto incentrato sulla parte tecnica della società di Noah e, sebbene molto realistica, l'ho trovata abbastanza lenta. Capisco la necessità di spiegare ai lettori cosa sta succedendo e di rendere credibile la storia, ma qualche pagina in meno non avrebbe tolto nulla alla trama.
Questo che sto per dirvi non è un difetto, ma mi sembra giusto farlo notare, visto la tendenza di questi mesi verso le letture BDSM. Leggerete scene di sesso, ma niente di volgare, niente di molto pesante. A me sta bene così, ma se partite con l'aspettativa di trovare del sesso BDSM, allora potreste rimanere delusi, visto che il romanzo si incentra più sulle regole che sull'atto stesso.
In generale, insomma, Secret Funding ha un ottimo potenziale e devo dire che ho trovato la storia fra Noah e Martin molto intrigante e a volte dolce.
Sono curiosa di sapere se S.M. May pubblicherà un secondo volume, magari dedicato a Parker. E chissà se approfondirà qualcosa su Noah e Martin. Lo leggerei volentieri!
Voto di Silver: 

Recensione di Daniela:   
Esprimersi su questo libro è un po' complicato, mi è molto piaciuto ma non mi ha soddisfatto del tutto.
Andiamo con ordine.
La storia è lineare, abbastanza prevedibile, ma comunque godibile.
L'ambientazione è ben trattata, e non parlo solo dei vari luoghi in cui si sviluppa la storia (che sono comunque pochi) ma anche del mondo degli affari, descritto con molti termini tecnici, ma tutti comprensibili, che calano il lettore in un universo finanziario che crea il pretesto per l'intero romanzo.
I personaggi sono analizzati bene, nulla di estremamente particolare ma sono descritti con cura e risultano credibili. Mi ha colpito che Martin non sia il solito amante dei romanzi, ma che sia molto diverso, quasi indesiderabile all'inizio per poi diventare sempre più interessante.
Le cose che mi hanno lasciato dei dubbi sono varie. Ad esempio un cambiamento che riguarda Noah (e che non posso dirvi per non svelare troppo) mi ha fatto riflettere molto, facendomi chiedere se questo sia avvenuto troppo velocemente o se invece sia derivato da precise premesse.
In effetti, la storia di Noah è quella di un uomo sicuro e padrone della situazione, nei vari sensi che la parola "padrone" comporta. Un uomo che vive sempre sotto pressione sia nel mondo delle speculazioni d'affari, sotto gli occhi dei suoi colleghi, clienti e di tutto il mondo della finanza, sia nel locale dove va a rilassarsi, osservato e ammirato dai suoi sottomessi e dal pubblico che assiste. Se si considerano tutti questi elementi, forse il cambiamento che avviene in lui può trovare un suo perché e una sua motivazione.
Per quanto riguarda il bdsm, che forse è la caratteristica che più attrae della trama, ho sentimenti contrastanti. Per precisione vorrei dire che è analizzato molto bene, non è assolutamente superficiale e ho apprezzato che tratti non solo il lato fisico del bdsm ma anche l'aspetto mentale, tuttavia è troppo poco. Ci sono poche scene, sia nel club che nel rapporto tra Noah e Martin, e, considerando che il libro sembra dalla trama basarsi su quello, mi ha un po' delusa.
La storia, purtroppo, sembra accelerare in alcuni momenti, quelli che credo siano più importanti e su cui si sarebbe forse dovuto puntare un po' di più, mentre ci sono scene che si potevano ridurre un po', almeno per me, e che si sono dilungate un po' troppo.
Per quanto riguarda i refusi, ci sono, non sono troppo fastidiosi ma si notano.
Complessivamente mi è piaciuto, sebbene fosse molto intuibile il finale, e l'ho letto con piacere.
Mi piacerebbe leggere un seguito su Parker, amico di Noah e personaggio che avrà un suo ruolo importante anche se prevedibile, e su uno sviluppo che è stato accennato nel finale proprio su di lui e che mi ha incuriosito.
In definitiva do un 3 e mezzo al libro perché mi è piaciuto, ma ha molti elementi che mi hanno lasciato un po' insoddisfatta.

Voto di Daniela: 

NOTA: L'autrice ci ha informate che i refusi sono stati corretti nella copia in vendita su Amazon. Ci sembra giusto segnalarlo e ne siamo contente!

martedì 14 aprile 2015

Racconti o romanzi? Un sondaggio

Qualche giorno fa, più per divertimento che per altro, ma anche con un po' di curiosità verso questo strumento di Google+, ho lanciato un sondaggio. 
La domanda che ho fatto è: Preferisci leggere un racconto o un romanzo?
Una delle domande più vecchie e più volte riprese da chi legge tanto o scrive. 
A oggi ci sono stati solo 33 voti, ma dato che Sil-ently è comunque un blog piccolino, direi che ci è andata anche bene.
Ecco il link del sondaggio, cliccate QUI.

Qui vi riporto lo screenshot che ho fatto poco fa. Nel momento in cui sto scrivendo questo articolo, mi riferisco infatti ai seguenti dati:


Come vedete, il romanzo è in netto vantaggio sul racconto, ma lo è di poco se invece prendiamo in considerazione la barra in cui chi ha votato si è espresso dicendo che, in pratica, non ha preferenza. 
In numeri abbiamo un 52% che preferisce il romanzo. Il racconto ha ricevuto solo il 9% dei voti che, ricordo, sono pochi, quindi non è che stiamo qui a fare chissà quali statistiche, il campione è sicuramente troppo basso. Eppure l'impressione è da sempre quella, no? 
Il racconto è spesso considerato meno impegnativo, meno approfondito, meno coinvolgente rispetto a un romanzo che, in molte più pagine, può dare al lettore sicuramente tanta soddisfazione (se scritto bene, ovvio).
Eppure... eppure...
Non vi è mai capitato di leggere un racconto che vi ha lasciati con il fiato sospeso? O uno che vi ha travolto di passione? O ancora un altro che vi ha trascinati in un mondo di fantasia, senza dover ricorrere a quattordicimila volumi di una saga fantasy? A me sì. Ho letto racconti brevissimi che mi hanno fatto venire i brividi, ho letto racconti di qualche pagina che mi hanno portato in un mondo diverso, o mi hanno raccontato una bellissima storia d'amore. Racconti così ci sono, ma non sono all'ordine del giorno, perché per scrivere un racconto del genere ci vuole molta tecnica e molto allenamento. Bisogna riuscire a gestire le cose essenziali, senza strafare, bisogna dare al lettore tutto ciò che ci si può aspettare da un racconto, bisogna anche sapere quando è inutile aggiungere altro, ma rendersi conto di ciò che bisogna assolutamente scrivere per evitare che al lettore restino in sospeso tante domande senza risposta. 
Quando leggo un racconto, voglio che la storia che mi viene raccontata sia completa. Che non abbia bisogno di aggiunte, che non mi lasci la testa piena di dubbi sui fatti importanti della trama o sui personaggi.

Ora vi starete probabilmente chiedendo: ma quindi tu hai votato per entrambi? 
La risposta? No (lo potete vedere anche cliccando sul sondaggio, dovrebbe essere visibile). Io ho votato per i romanzi. 
Non è che i racconti non mi piacciano, mi sembra di aver chiarito il mio punto di vista. Apprezzo anche i racconti, sì. Ma volete la verità? Credo sia difficile che mi soddisfino più di un romanzo. Nella maggior parte dei casi, riescono sempre a lasciarmi con l'amaro in bocca, come per esempio quando non riescono ad approfondire a dovere i personaggi (almeno i principali, non pretendo molto), oppure quando alla trama sembrano mancare pezzi e l'autore parte dal presupposto che il lettore dovrebbe arrivare a riempirli da sé, lasciando così buchi enormi o incongruenze che a chi legge danno solo fastidio. O ancora peggio (questa cosa mi fa irritare parecchio), quando invece di scrivere due righe in più per caratterizzare i personaggi, gli autori aggiungono un'altra scena che va per pagine e pagine e, a ben vedere, non serve proprio a nulla se non ad allungare il brodo (che poi perché allungarlo, che diventa anche insipido?).

Insomma, se i racconti sono buoni non mi dispiace per niente leggerli. E infatti la percentuale di chi ha votato per entrambi non mi ha sorpresa. Siamo al 39% dei votanti, che è una buona, ottima media.

Mi sorprende un po' quel 9% dei racconti. Cosa porta qualcuno a preferire i racconti al romanzo? Non è una domanda ironica, me lo sto davvero chiedendo. Immagino risposte come:
- in un romanzo, essendo più lungo, l'autore può combinare ancora più pasticci. Quindi un cattivo romanzo mi ha rubato ancora più tempo di quanto me ne avrebbe rubato un cattivo racconto;
- in un romanzo c'è troppo blabla di contorno, preferisco andare dritto al punto;
- in un romanzo ci sono troppe pagine, voglio poter leggere una storia in meno di un'ora.

Secondo voi, indipendentemente da quello che avete votato (se lo avete fatto, se no potete ancora farlo, il sondaggio resterà là per un bel po'!), quali sono le motivazioni che possono portare qualcuno a preferire un racconto a un romanzo o, viceversa, un romanzo a un racconto?

Dite la vostra, io ho detto la mia!

P. S.: Mi aspettavo almeno un "Leggere? Io?" e invece niente! Per fortuna...

P. P. S.: Ma nessuno legge poesie?

lunedì 13 aprile 2015

Attraverso questi occhi - N.R. Walker

Titolo: Attraverso questi occhi
Autore: N. R. Walker
Traduttore: Pandora
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Pagine: 248 pagine
Prezzo: 4,99 €
Voto: 4/5 

Trama:
Sei mesi dopo aver lasciato Carter Reece e Isaac Branningan, li ritroviamo ancora insieme e molto innamorati.
I due vanno avanti con la loro vita, emozionati dall’arrivo di una nipotina, fino a quando degli eventi inattesi non minacciano il loro futuro.
A Isaac accade qualcosa che lo spaventa molto e il mondo di Carter inizia a vacillare. Le cose si fanno ancora più complicate con l’entrata in scena di Joshua, il nuovo collega di Isaac.
Mentre Isaac lotta per ottenere ciò che vuole, le sue azioni rischiano di costargli ciò di cui ha più bisogno.

Recensione:
Devo dire che quando mi appresto a leggere un sequel sono sempre titubante, soprattutto quando il libro precedente aveva un finale, a mio dire, completo.
La mia paura è che l’autore scriva qualcosa che rovini un po’ l’idillio tra i personaggi e ti lasci li a soffrire per loro.
Ovviamente però, visto che il primo mi era piaciuto molto, ho voluto assolutamente leggere anche questo.
Ebbene, mi sono ritrovata con un sorriso perenne quasi da subito, l’espressione immediata che si è formata nella mia mente è stata “Oh Dio, ma quanto sono dolci?”, cosa che si è ripetuta tante e tante volte.
Dolcezza infinita per questa coppia, l’autrice ci ha mostrato come si evolve il loro amore e come il problema della cecità influisce sul loro rapporto nonostante sembri ormai solido.
Obiettivamente in quanto “vedenti” non possiamo capire fino in fondo come sia vivere una vita senza la vista.
Isaac, come ben ricorderete se avete letto Fiducia cieca, ha il suo bel caratterino e il povero Carter, dotato di immensa pazienza, ha fatto di tutto per meritare la sua fiducia.
Ma quello che ci viene mostrato inizialmente come desiderio di indipendenza da parte di Isaac invece cela il timore di diventare un peso eccessivo per l’uomo che ama e il sogno di poter ancora riacquistare la vista.
Il nostro Carter non è intenzionato ad arrendersi e il loro rapporto fa un ulteriore passo avanti.
Ma quando un rapporto d’amore deve scendere a compromessi correndo sempre sul filo del rasoio, si può definire tale? Già, perché con Isaac è come camminare sempre sulle uova, e i momenti perfetti in un attimo si tramutano in gelidi contatti, senza comunicazione.
L’introduzione del nuovo personaggio, per quanto lasci l’amaro in bocca, ha dato modo a entrambi gli uomini di affrontare le paure e la dura realtà. Quindi possiamo dire che non tutti i mali vengono per nuocere, ma vi avviso, si fatica un po’ ad accettare il dolore… anche se, ovviamente, il lieto fine è dietro l’angolo.
Ancora una volta N.R. Walker ci ha conquistato con una lettura piacevole e ha approfondito temi delicati che, devo dire, vengono resi parecchio credibili.
Attraverso l’interagire dei personaggi e queste pagine di romanzo abbiamo vissuto un pochino in prima persona la paura del sentirsi inutili, totalmente dipendenti da altri e facili preda di malintenzionati. Quindi complimenti all’autrice e alla traduzione.

Non mi resta che augurarvi buona lettura sperando di poter leggere presto anche il terzo volume, in cui abbiamo come protagonista Mark che, non so voi, ma io trovo parecchio intrigante. Sono molto curiosa di leggere la sua storia.

«Non voglio che tu ti renda conto di quanto posso essere impegnativo. Se stai da te e vieni a trovarmi o rimani qui per la notte, vedi solo pezzi di me. Mi hai messo su un piedistallo, mi dici quanto sono perfetto, ma non è vero.»
«Passo qui dalle tre alle quattro notti più tutti i fine settimana. Cosa potrei vedere ancora che non ho già visto?»
Aggrottò le sopracciglia. «Quanto posso essere un peso.»
Gli baciai la fronte e lo attirai di nuovo verso di me. «Mai. Isaac, tu sei la persona più indipendente e assurdamente testarda che io abbia mai conosciuto.» E la più fantastica.
«Voglio che tu ti trasferisca qui, davvero. Ho bisogno di te…»
«Ma?»
Sospirò. «È impossibile convivere con me.»
«Correrò il rischio.»
«Hai bisogno di farti controllare la testa.»
«È un sì?»
Rimase in silenzio per un lungo periodo, poi annuì.
«Mi prometti che non mi odierai?»
«Mai.»
«Mi prometti di non lasciarmi?»
«Lo prometto.» Gli baciai la tempia.
 «Promettimi che non mi spingerai via.»
«Prometto.» Poi si corresse: «Beh, ci proverò…»
«È tutto quello che chiedo.»
«Sei sicuro?»
«Assolutamente.»
«Carter?»
«Sì?»

«Vieni a vivere con me.

giovedì 9 aprile 2015

Timido - John Inman

Titolo: Timido
Autore: John Inman
Traduttore: Claudia Milani
Casa editrice: Dreamspinner Press
Pagine: 289
Prezzo: 6,99$ (+ iva)
Voto: 4,5/5

Trama: 
Trovare l’uomo giusto è già abbastanza difficile. Gettate nel calderone anche un chihuahua incontinente, un amore non corrisposto, un caso piuttosto grave di ansia sociale, un padre in fin di vita, un cinghiale carnivoro, e diventa quasi impossibile. Tuttavia, le vie del Signore sono infinite, e quando Tom Morgan, un mite bancario affetto da una timidezza debilitante, incontra Frank Wells, appena arrivato dalla sua fattoria in Indiana e ancora più timido di lui, la scintilla scocca all’istante.
Ma proprio quando la storia tra i due sembra decollare alla grande, Frank è costretto a tornare a casa per assistere il padre malato di cancro e occuparsi della fattoria. Tom lo segue e tutt’a un tratto si ritrova a dar da mangiare ai maiali, a mungere le mucche e a chiedersi che fine abbia fatto la sua tranquilla vita cittadina. E tutti quei polli? Tom detesta i polli.
Tuttavia, con l’aiuto di Frank, Tom stringe i denti e va avanti. Incredibile quello che due ragazzi innamorati riescono a fare quando sono pazzi l’uno dell’altro! Neanche novecento polli possono qualcosa contro il vero amore.

Recensione: 
Timido mi ha colpito fin da subito, dalla copertina prima ancora di leggere la trama. Bè, bisogna anche dire che la copertina riassume molto della trama: tanto divertente e quasi surreale nelle scene con gli animali.
La storia è scritta in prima persona, cosa che fin da subito agevola l'immedesimazione nel protagonista, ma anche il manifestarsi di tutta la sua ironia.
Affetto da DAS (Disturbo da ansia sociale), Tom ha seri problemi nel relazionarsi con gli altri. È sconvolto dall'idea di essere giudicato e manifesta una fortissima avversione agli eventi in cui sono presenti molti sconosciuti, come la festa di compleanno del suo ex fidanzato. Il problema è una vera malattia e purtroppo Tom ne risente a livello fisico.
Già questo, con tutte le conseguenze che porta con sé, rende il nostro protagonista un ragazzo comune e quindi subito simpatico e vicino al lettore.
Con l'aiuto di un complice involontario, ossia Stanley, il nuovo fidanzato dell'ex di Tom, Jerry farà la conoscenza di Frank (fratello di Stanley), che viene letteralmente scaricato a casa sua.
Piccolo particolare: anche Frank ha lo stesso problema di Tom, solo che a livelli ben più elevati, o almeno così sembra in un primo momento.
Che magnifica coppia, eh?
E in effetti, come un duetto ben affiatato, funzionano perfettamente insieme, sono fatti l'uno per l'altro e trovarsi pare sia la cosa migliore che potesse succedere a entrambi, poiché facendosi forza l'un l'altro riusciranno in parte a superare il loro problema.
La loro relazione comincia così (per un'ubriacatura e un dispetto di rivincita verso chi li prende in giro), in un modo che a una prima occhiata potrebbe sembrare un po' assurdo ma che, invece, mi ha divertito e convinto.
La storia li porterà a doversi trasferire nella fattoria di Frank e ad affrontare una serie di avventure molto divertenti, ma anche alcune tragiche. Il loro amore nasce all'improvviso, forse uniti da un senso comune di persecuzione da parte di una serie di persone... poco gentili, e continua tra sacrifici e nuove esperienze. Quello fra Tom e Frank è un rapporto giovane ma già solido e pronto a superare numerose avversità. La loro storia è convincente, realistica, con alcune scene molto dolci ma senza esagerazioni. C'è poco sesso descritto (amano particolarmente alcune cose, molto presenti, ma lo scoprirete solo leggendo ;P) ma leggere il modo in cui si amano è un piacere.
I personaggi mi sono piaciuti parecchio, ho notato, però, una forte caratterizzazione in senso positivo e in senso negativo. Cosa voglio dire? I vari personaggi sono o totalmente buoni o totalmente cattivi, l'unico che forse sembra aggirarsi nel mezzo è Jerry, ma anche lui poi prenderà una posizione precisa nella sfera del bene o del male.
Potrebbe dare fastidio, in quanto entrambe le categorie sono "troppo" delineate e nette, ma alla fine risulta abbastanza credibile, più per i cattivi forse, dato che probabilmente tutti abbiamo incontrato almeno una volta una persona pessima sotto ogni punto di vista. Inoltre non dobbiamo dimenticare che vediamo i vari personaggi attraverso lo sguardo di Tom e del suo giudizio, quindi l'estremismo è assolutamente credibile. Per me non è un difetto e nel mio giudizio non lo riterrò tale, ma ho trovato giusto citarlo perché si nota, poi può piacere o meno.
Tom è simpatico, ci si innamora immediatamente di lui. Il suo infinito monologo interiore e il suo parlare direttamente con i lettori sono stupendi. Simpatia e autoironia si mescolano in un mix fantastico. Non fa altro che fare battute e criticare se stesso. Ogni situazione in cui si trova è plausibile e i suoi pensieri sono praticamente quelli che avrebbe chiunque. L'ho amato tantissimo, davvero. Avrei letto i suoi pensieri per anni. In effetti, tutto il libro, essendo in prima persona, si basa su di lui e sulla sua capacità di ridere e far ridere in quasi ogni momento. Ho adorato anche come passa da un pensiero all'altro, da un argomento all'altro, con la stessa velocità di una mente vera. La sua soglia di attenzione è pari a quella che potremmo avere tutti.
Frank è dolce, più timido ancora di Tom, risveglia nel lettore una tenerezza e una velata sindrome da crocerossina che ci porterebbe ad agire in sua difesa, un po' come fa Tom. Questa sua immagine però è abbastanza apparente. In realtà è forte e abituato a faticare per ottenere le cose. Nonostante abbia un fratello pessimo, riesce a rimettersi in piedi ed è lui che torna dal padre nel momento del bisogno. Nel suo ambiente Frank è più rilassato, perfettamente sicuro di sé e diventa per il nostro protagonista ancora più affascinante. In teoria è lui l'eroe bello e perfetto sotto ogni aspetto, ma ovviamente Tom è innamorato e difficilmente noterebbe altre caratteristiche.
Ci sono poi altri personaggi come il padre di Frank, Jerry, l'antagonista Stanley di cui potrei parlare, ma ho paura di farvi troppi spoiler. Sappiate solo che Stanley è un vero bastardo, senza mezzi termini, senza sfaccettature. Non è capace di fare qualcosa che non sia malvagia, in piccolo o in grande che sia.
Altro protagonista che merita di essere citato è Pedro, che meriterebbe un libro tutto suo. Pedro è il chihuahua di Tom e per buona parte del libro mi sono chiesta perché non lo buttasse fuori di casa o riportasse al canile. Come cane è completamente indisciplinato, fa i suoi bisogni dove più gli aggrada e non ubbidisce mai, tuttavia bisogna dire che è un personaggio con un carattere ben definito, forse il più definito di tutti e Tom ne è pienamente cosciente. Forse per colpa della visione di parte di Tom, lo vediamo molto umanizzato, strafottente e molto sicuro di sé. È un po' l'alter ego del protagonista, opposto eppure legato a lui dalla simpatia. Mi ha fatto ridere da morire, sempre grazie ai commenti di Tom, e nonostante non ami i cani, l'ho iniziato ad adorare perché ha molta più spina dorsale del padrone, o almeno sa meglio cosa vuole e lo ottiene molto più rapidamente. Anche se non imparerà mai a fare pipì come desiderano i padroni. Bad Boy!
L'ambientazione è duplice. Vediamo la città in cui vive e lavora Tom, con le sue feste e i suoi locali chic, i suoi abitanti (almeno quelli gay che frequentano Tom e i suoi conoscenti) palestrati e forgiati dalla vita nella "giungla" della città. Successivamente la scena si sposta in campagna, nella fattoria di Frank e del padre, luogo che emerge in tutta la sua bellezza e in tutti i problemi che crea al povero cittadino.
La parte ambientata nella fattoria, come ovvio e preannunciato dalla stessa copertina, è il fulcro di tutta la storia. Nella grossa tenuta di Frank ci sono tutti i tipici animali da fattoria, compresi i polli con cui Tom ha una marea di seri problemi.
Personalmente non amo gli animali o la vita nella natura, sono terribilmente affezionata al mio cemento e alle comodità cittadine, ma questo libro è riuscito a farmi vivere in modo divertente e bello la campagna. Nonostante tutte le difficoltà che Tom deve affrontare, l'autore è riuscito a rendere bella la vita in fattoria, quasi desiderabile. Quasi.
Ho adorato tutte le singole difficoltà di Tom e il modo naturale e realistico in cui le affronta. Un esempio che adoro è come lui reagisce all'idea di bere del latte di mucca appena munto, con la paura, più che legittima e normale, che la mancata pastorizzazione possa essere pericolosa.
Può sembrare una sciocchezza questo esempio, ma continuo a essere felice di essermi potuta immedesimare completamente nel protagonista.
Ricapitolando: la storia è molto bella, l'ambientazione è trattata bene e Tom rende tutto davvero divertente, i refusi anche sono quasi inesistenti.
Nonostante mi sia divertita davvero tanto a leggere questo libro, ho dato, però, solo 4.5 su 5 stelle.
Perchè?
Bè, il finale mi ha deluso parecchio.
Non che ci sia un "bad ending" per la nostra coppia, anzi, ma penso sia stato un po' eccessivo e inutile quel finale. Mi è rimasto l'amaro in bocca e un senso leggero di delusione. Mi ha anche fatto rivalutare parecchio il carattere dei vari protagonisti, riportandoli se non nell'oscurità, in una zona grigia che non era emersa fino a quel momento. Non vi spoilererò il finale ma mi è sembrato decisamente inopportuno, non necessario e anche abbastanza traumatico. E ancora di più la reazione che tutti, e ripeto tutti, sembrano avere al finale.
Mi ha un po' deluso, non tanto da rovinare l'intero libro, che continuo ad adorare, ma abbastanza da togliergli un abbondante mezzo punto e a farmi pensare al libro con affetto ma ignorando il finale.
Detto ciò, compratelo, leggetelo, ridete tanto tanto e... Pedro for ever.

martedì 7 aprile 2015

Scattami una foto - Giselle Ellis

Titolo: Scattami una foto
Autore: Giselle Ellis
Traduttore: Chiara Messina
Casa editrice: Triskell Edizioni
Pagine: 134
Prezzo: 3,99 €
Voto: 5/5

Trama: Aaron non ha la più pallida idea di cosa aspettarsi quando si presenta a un provino per fare da modello a un noto – e notoriamente scorbutico – fotografo. Di sicuro non immagina di finire a lavorare per Jake come assistente per cinque frustranti, folli e frenetici anni.
Tutto funziona a meraviglia, finché Jake non si rende conto che Aaron è diventato il fulcro della sua esistenza, un’esistenza che rischia di sgretolarsi quando Aaron decide di cominciare una relazione con un altro ragazzo. Nonostante il suo cuore minacci di spezzarsi, Jake si renderà conto di dover lasciar andare la sua musa, se davvero vuole una chance di riconquistare Aaron.

Recensione:
Divertente, coinvolgente, un insieme di emozioni racchiuse in sole 100 pagine.
Ecco cos’è questo libro.
La trama mi è piaciuta da subito e, dopo aver sbirciato qualche citazione in inglese, mi sono detta: ok, devo leggerlo.
La prima cosa che mi ha colpito è stata lo stile di scrittura. Frizzante, ecco come mi è parso dalle prime righe: uno scambio di battute continue ed ecco che il senso di alchimia e affinità  tra i due personaggi è subito chiaro e così, senza fatica, ti immergi nella storia e non ne esci più. Un continuo battute e risposte e più si va avanti e più ci si innamora dei personaggi.
Ma quello che più mi è piaciuto è stata la bravura dell’autrice nel riuscire a racchiudere anche tanta sensibilità e fragilità dietro la maschera di sicurezza e durezza indossata da Jake, e quella di spensieratezza e solarità indossata da Aaron. È proprio questa fragilità che non gli permette di andare oltre, bloccandoli in un limbo fatto di sicurezze reciproche, ma senza mai oltrepassare quel confine che toccherebbe il cuore.
Il timore di spezzare l’equilibrio tra loro è troppo, ma quando uno dei due cerca di fare un passo per uscire dallo stallo in cui si trovano, ecco che tutto va in pezzi e forse viene il momento di aprire gli occhi.
«Io ce l’ho un cuore,» ribatté Jake rabbioso, per poi afferrarsi il davanti della maglietta aggiungendo in un sussurro: «È proprio qui.»
«Che hai detto?» domandò Alyson, avvicinandoglisi lentamente.
«Io ce l’ho un cuore.»
«Quella parte l’avevo sentita.»
«È tutto, ho detto solo questo.»
«E va bene. Hai detto solo questo,» replicò la donna in preda alla frustrazione. «Lascerò che tu creda di aver detto solo questo.»
Jake la guardò uscire dallo studio con passo marziale e prese a massaggiarsi distrattamente quel punto al centro del petto che all’improvviso sembrava bruciare e minacciare di cedere.
Un amore disperato, tanto che ancora mi chiedo come sia potuto rimanere per cinque anni celato dietro il timore di un cambiamento, che poteva aprire un mondo o distruggere tutto.
Con un finale emozionante e struggente la storia lascia una sensazione di pienezza e felicità.

L’unico punto, a mio dire, lasciato in sospeso è la parentesi sul passato dei personaggi di cui mi sarebbe piaciuto sapere di più. Avrebbe sicuramente delineato meglio la loro personalità, ma nel complesso è una cosa che resta alquanto in secondo piano.
Per il resto consiglio vivamente la lettura e spero che troviate riscontro nel mio giudizio perché in quel caso la lettura avrebbe sortito su di voi lo stesso effetto che ha avuto su di me.

Un'ultima citazione per mostrarvi un tipico esempio di scambio di battute frizzante e divertente:
Che vuoi dire?»
«Voglio dire, come fa a permettersi questo posto? Ha l’aspetto di un dodicenne.»
«Ha ventidue anni, e si dà il caso che abbia un discreto successo.»
«A ventidue cazzo di anni?»
«È nato con un talento?» ribatté la donna con tono interrogativo.
«Magari è solo un segaiolo fortunato che ha fatto un pompino alla gente giusta?» le suggerì lui.
La donna provò a lanciargli un’occhiataccia, ma si ritrovò a sorridere. «Bambino prodigio?»
«Patto col diavolo?»
«È naturalmente dotato?»
«Ha un anziano e generoso amante?»
«Che ne dite della risposta “c”, ovvero tutte le precedenti?» chiese una terza voce che proveniva dal tramezzo situato all’angolo opposto della stanza.
«Al tuo paparino non dà fastidio che tu interrompa una conversazione in questo modo?» ribatté Aaron.
«E al tuo fa piacere che spari merda sulle persone in casa loro?» replicò Jake, sbucando da dietro il tramezzo.
«In un certo senso, sì. Apprezza la mia boccaccia irriverente.»
«Ah, allora è uno di quelli?» osservò il fotografo, sollevando un sopracciglio.
«Uno di quelli chi?»
«Uno di quei vecchi bastardi viziosi che vogliono che parli sporco, li chiami “papi” e si divertono a sculacciarti.»
«Non c’è nulla di male in una sculacciata ogni tanto, né in un qualche complesso legato alla figura paterna.»
«Dubito che il tuo psichiatra la penserebbe allo stesso modo.»
«Il mio psichiatra è il paparino che si diverte a sculacciarmi e ha qualche complesso legato alla figura paterna.»
«E figuriamoci. »

sabato 4 aprile 2015

Buona Pasqua!

Grazie a Katia per questa bellissima immagine! *__*

Liebster Award 2015!

Ebbene sì, Sil-ently aloud ha ricevuto quest'anno il grande onore di essere premiato ben tre volte quattro volte cinque volte con il Liebster Award! E io ne sono felicissima!

Per questo ringrazio di cuore Clemetina Boccellino e il suo blog Ab illo tempore, il blog di Rosa del Deserto, L'incanto dei libri, e Marta Gargiulo e il suo blog Voglio essere sommersa dai libri. Grazie!
ADD: Grazie infinite anche a Emozioni fra le pagine che mi ha nominata pochi giorni dopo! Da qui la correzione qui sopra e l'aggiunta! 
ADD2: Grazie di cuore anche a Erin E. Keller che mi ha nominata sul suo blog! 


E ora passiamo al regolamento di questo premio che serve a far conoscere i blog che riteniamo meritevoli. È conferito da blogger a blogger e più in basso scoprirete chi premierò io a mia volta.

Ci sono solo cinque piccole regole da rispettare, vediamole:

1. Ringraziare il blog che ti ha nominato
2. Rispondere alle dieci domande
3. Nominare altri dieci blog
4. Porre dieci domande
5. Comunicare la nomina ai dieci blog

Il punto 1 è già stato fatto sia in privato che qui in questo post, ma lo ripeto volentieri: grazie!

Per il punto 2 sono un pochino in crisi. Mi hanno nominata in tre, quindi mi sa che farò un misto delle loro domande.

1. Cosa ti ha portato ad aprire il blog?
La risposta per me è molto semplice: la voglia di comunicare. La voglia di parlare con altre persone che amano la lettura e la scrittura di tutti quegli argomenti che abbiamo in comune.

2. Hai altre passioni, oltre alla lettura? Quali?
Mi piace disegnare, anche se ammetto di non essere bravissima, anzi. Mi diverte, mi rilassa e mi dà la possibiltà di dare un volto ai miei personaggi. Ma ripeto, non sono brava.
La mia vera passione, però, è scrivere. Sono pigrissima e ci metto anni a finire qualcosa, ma non riesco a farne a meno. Leggo, leggo, scrivo, leggo, leggo, scrivo e così via. Ho cercato anche di abbandonare la scrittura e di dedicarmi solo alla lettura, ma è più facile smettere di fumare. E chi fuma e ha provato a mollare le sigarette sa di cosa parlo.

3. Quali generi (sempre parlando di libri) preferisci?
Mi piace molto l'horror, l'urban fantasy a tinte horror e poi un genere che ho scoperto negli ultimi anni, ossia il romance M/M. Diciamo così, però: purché non si tratti di uno storico o di un fantasy leggo un po' di tutto. 

4. In che modo scrivi una recensione? (Ad es. la scrivi direttamente al pc subito dopo averlo concluso, o ci vuole del tempo? O magari scrivi prima il tutto su un quaderno?)
La scrivo al computer, ma quasi mai subito dopo aver concluso un libro. A volte capita, ma non è la norma. Ho spesso bisogno di riflettere, di impostare la mia recensione in modo che tocchi tutti i punti che voglio evidenziare. Ma soprattutto ho bisogno di tempo se si tratta di recensire libri che mi sono piaciuti davvero tanto, perché se li recensisco subito dopo averli letti, rischio di scrivere  qualcosa come venti volte "bello, bello, bello". E non sarebbe il caso, dai XD

5. Come scegli i libri da leggere? Ti affidi alle sensazioni del momento o hai una scaletta precisa da seguire?
Ci sono due fasi, per quanto mi riguarda. La prima è quella in cui scelgo i libri che voglio leggere e recensire. La seconda è quella in cui si viene a creare una scaletta, semplicemente per il fatto che alcuni libri arrivano prima e altri dopo, quindi li leggo in ordine cronologico di arrivo nelle mie manine. In generale, però, scelgo i libri spesso a sensazione. Leggo la trama e mi ispira molto? Allora il libro finisce nella mia wishlist. A volte sono ancora più impulsiva: se vedo una cover che mi piace tantissimo, voglio leggere anche il romanzo. 
Ma qui parliamo dei libri che leggo per il blog. E a questo proposito vorrei ringraziare Daniela e Katia per l'aiuto che mi stanno dando con le recensioni da qualche mese a questa parte: grazie, belle!
Quelli invece che leggo solo per me, purtroppo, non hanno la priorità, ma vengono letti nei ritagli di tempo libero. E là spesso scelgo cose che mi ispirano, cose che devo leggere perché mi servono a migliorare nella scrittura e a farmi una cultura, insomma, è un altro tipo di lettura.

6. Ricordi ancora il primo libro che hai letto?
Sinceramente no. Sarà stato un libro per bambini. Però ricordo il primo libro che ho letto in inglese, se interessa: Gulliver's travels. Se non sbaglio ero alle medie.

7. Cosa diresti a una persona che non legge per farle cambiare idea?
Leggi. Ci sono mondi nei libri che altrimenti non conosceresti mai. Leggi, dammi ascolto. Ci sono viaggi che altrimenti non faresti mai. Leggi, davvero. Ci sono persone che altrimenti non conosceresti mai.
Leggi, perché ti apre la mente e il cuore.

8. Cosa sono i libri per te?
Un qualcosa di indispensabile. Sono tutto quello che ho detto nella risposta precendente.

9. Quanto tempo dedichi in media alla lettura?
Domanda difficile. Varia da giorno a giorno ma direi che sto quasi sempre leggendo qualcosa. A volte non sono libri pubblicati, ma racconti ancora inediti, a volte sono valutazioni, a volte sono regolamenti, a volte sono aggiornamenti dei siti di cui mi occupo, a volte e-mail e spesso tutte queste cose in un giorno. E poi ci mettiamo i libri per il blog, e la sera il libro o il manga che leggo per me stessa... Insomma, se anche non ho un libro in mano (o un ebook), sto quasi sempre leggendo qualcosa.

10. Hai la possibilità di aprire una libreria. Che nome le dai?
Book a life. 
(Per chi non sa l'inglese, sarebbe un gioco di parole fra book = libro e book = prenotare/riservare. Quindi Libro/prenota una vita").


E ora le mie dieci domande:

1. Da quanto tempo sei un/una blogger?
2. Hai avuto altri blog prima dell'attuale?
3. Qual è la cosa che ti piace fare di più per il tuo blog? (recensioni, grafica, articoli di qualche tipo)
4. Sei sola o hai colleghi/e che ti aiutano a portare avanti il blog?
5. C'è un libro che ha segnato la tua vita?
6. Qual è il genere (riferito ai libri) che ti piace di più? Quali altri generi leggi?
7. Oltre alla lettura, hai altre passioni?
8. Mi è piaciuta molto una domanda che è stata fatta a me, quindi la rifaccio a te: Hai la possibilità di aprire una libreria. Che nome le dai?
9. Cosa non può mancare in un buon libro?
10. Descriviti in tre aggettivi e saluta i tuoi followers!

Bene, passiamo ai blog che voglio nominare!

Sono solo scarabocchi
Il bardo doloroso

E ora non mi resta che andare a comunicare ai blogger che li ho nominati.

Un grazie e un caldo saluto anche a tutti voi che mi seguite!

Sil



mercoledì 1 aprile 2015

Gratis: È Magazine di Pasqua!

È appena uscito il nuovo numero di È Magazine, dedicato questa volta alla primavera, a Pasqua e in generale al tema della rinascita (sotto tanti aspetti diversi, come scoprirete dai bei racconti nella rivista!)
In questo numero troverete inoltre le fantastiche foto del carnevale di Venezia scattate da Visionnaire, due bellissime illustrazioni a tema di Michele D’Angelo, un reportage sul BUK festival la ricetta degli Onigiri (questa è mia, speriamo vi piacciano!) e tante recensioni (tra cui una di Katia!). 

Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. 

Per scaricare la rivista vi basta cliccare sull'immagine qui sotto e sarete reindirizzati sul blog di escrivere.com dove potrete scaricarla gratis. Se volete dare un'occhiata anche ai numeri precendenti, vi ricordo che nella scheda "È Magazine" di Sil-ently aloud troverete tutti i link che servono. 

Buona lettura!

http://escrivere.com/83174/news/e-uscito-il-numero-di-pasqua-di-e-magazine/