giovedì 31 dicembre 2015

Tops and flops 2015 - Silver

Anche quest'anno siamo arrivati al 31 dicembre e alla famosa classifica dei libri migliori e peggiori dell'anno.

Ieri davo un'occhiata alla mia libreria su Goodreads e mi sono accorta di una cosa che forse non mi era mai successa prima, non in queste proporzioni: ho letto quasi esclusivamente esordienti ed emergenti. Ci sono alcune eccezioni, ma poche in confronto al numero di titoli scritti da nuovi autori. 

La cosa buona è che quest'anno quindi farò una classifica per la maggior parte costituita da nomi nuovi (ci sono solo due eccezioni). E la cosa buona è ancora che sono contenta di poter dare visibilità a questi autori. 

Ecco dunque la mia classifica.


I CINQUE LIBRI MIGLIORI LETTI NEL 2105

1. Sul lato oscuro della luna, di Francesca Masante (acquista QUI)

2. Delirium, di Ivo Gazzarrini (acquista QUI)

3. Cuore satellite, di Pierpaolo Mandetta (acquista QUI)
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Fra gli autori più conosciuti ci sono: 

1. Freaks, di Stefano Pastor (acquista QUI)

2. Pavlov's Dogs - L'armata dei lupi, di D.L. Snell e Thom Brannan 
(acquista QUI)



I DUE LIBRI PEGGIORI LETTI NEL 2015

1. Proximis - Oltre il colore, di Micol Manzo

2. Ben & Howard, di Pietro Gandolfi. 


Cliccando sui titoli verrete indirizzati alle recensioni che ho pubblicato, tranne in due casi: quello di Francesca Masante, perché ancora non l'ho scritta, (scusa Francesca, provvederò a scriverla al più presto!) ma come avrete capito sarà molto positiva; e quello di Pietro Gandolfi che porta a una recensione scritta da Daniela, ma con cui mi trovo al cento per cento d'accordo, non avrei potuto spiegarmi meglio.

ADD: ho aggiunto il link alla recensione di "Sul lato oscuro della luna" (pubblicata in data 04.01.2016)

Per i migliori ho lasciato anche il link per l'acquisto. Sono bravi autori, sosteniamoli come possiamo! :)  

martedì 29 dicembre 2015

Ombre - Maddalena Cafaro

Titolo: Ombre (Vol. 1 della serie I Signori delle Ombre)
Autore: Maddalena Cafaro
Editore: autopubblicato
Pagine: 39
Prezzo:0,99 €

Voto: 3,5/5

Trama: Strane sparizioni si susseguono di notte in notte, la paura corre sottile mentre passi silenziosi si allontanano tra le ombre. Un uomo è in cerca di vendetta oppure di giustizia, tutto per salvare colei che ama da una fine peggiore della morte. Adam è un Signore delle Ombre, un mito tornato reale per porre rimedio a un errore a cui lui stesso ha contribuito. Al di là delle tenebre, al di là della luce solo una cosa potrà salvare il destino di Adam e Livvy. 

Recensione: Ho letto questo racconto in brevissimo tempo, non solo perché è di appena 39 pagine, ma perché Maddalena Cafaro ha uno stile che riesce a catturare il lettore. Come prima pubblicazione dell'autrice, devo dire che mi ritrovo abbastanza soddisfatta.
La storia in sé non è originalissima e, in effetti, spesso prevedibile, ma è ben raccontata e questo fa sì che ci si ritrovi davanti a una piacevole lettura.
I personaggi principali sono abbastanza ben riusciti, anche se ancora poco approfonditi. Di tutti ho apprezzato molto Emily, che pur apparendo solo un paio di volte, lascia il segno. Gabriele resta un'incognita fino alla fine, ma la sorpresa che aspetta il lettore mi è piaciuta molto. Livvy è un personaggio che in realtà ha molta importanza, ma in qualche modo risulta sempre essere in secondo piano, in quanto molto spesso il suo comportamento viene raccontato invece che mostrato. E, di conseguenza, la sofferenza di Adam, per colpa di quest'ultima, la si sente davvero solo in pochi passaggi.
Dal punto di vista del testo, ho trovato diversi refusi, soprattutto dovuti all'impaginazione (ci sono spesso due parole unite, infatti), ma anche di altro tipo, comprese le ripetizoni.
Non ci sono però errori di grammatica, né tanto gravi da far storcere il naso, ci tengo a precisare.
Come dicevo prima, infatti, è una lettura piacevole e che lascia il lettore con un finale aperto a cui seguiranno due altri volumi: Pyrox (uscito proprio nei giorni scorsi) e Himogene.
Consigliato a chi cerca un racconto urban fantasy con tracce di horror, che non sia, però, troppo pesante.

mercoledì 23 dicembre 2015

Buone feste!

 

 














martedì 22 dicembre 2015

Carnacki, Il cacciatore di fantasmi (Vol.2) - William H. Hodgson

Titolo: Carnacki – Il Cacciatore di Fantasmi Vol. II
Autore: William H. Hodgson
Traduttore: Alessandra Mari
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 92
Prezzo: 0,99 ebook

Voto: 4/5


Trama:
William Hope Hodgson, scrittore britannico e maestro dell’horror, fu uno degli autori preferiti di H. P. Lovecraft, che si ispirò al suo capolavoro, La Casa sull’Abisso, per ideare il ciclo di Cthulhu. I racconti di Hodgson, qui ritradotti, sono incentrati sulla figura di Carnacki, cacciatore di fantasmi e indagatore del sovrannaturale. In ogni storia il protagonista vi trasporterà nelle atmosfere cupe e terrificanti che hanno segnato la storia della letteratura di genere. Attraverso l’uso di strumentazioni speciali da lui create, quali il celebre Pentacolo Elettrico, Carnacki riuscirà a risolvere i difficili casi di manifestazioni ultraterrene che è chiamato a indagare.

L’ebook contiene:
- IL CAVALLO DELL’INVISIBILE
- IL CERCATORE DELL’ULTIMA CASA
- LA COSA INVISIBILE

«Io ho letto e, nella lettura, ho sollevato il sipario dell’Impossibile che acceca la mente e ho guardato dentro l’Ignoto.» (William H. Hodgson)

Recensione: Questo è il secondo volume pubblicato da Dunwich Edizioni dedicato a "Carnacki - Il cacciatore di fantasmi". Il primo lo avevo recensito QUI e mi era piaciuto moltissimo.
Anche il secondo non delude, d'altra parte parliamo di classici dell'horror e, come tali, riescono a coinvolgere il lettore riportandolo indietro nel tempo, quando non era lo splatter a suscitare paura, ma le reazioni umane a cose all'apparenza sovrannaturali.
La domanda che ci si pone in questi tre racconti è: si tratterà questa volta di un fantasma o Carnacki troverà di nuovo una soluzione del tutto umana ai fatti che ha dovuto affrontare?
La soluzione del tutto umana, in effetti, non esiste, c'è sempre qualcosa che resta in sospeso e che viene spiegato con un'altra reazione del tutto umana: "non posso dirlo con certezza", ossia quel non voler comunque ammettere che qualcosa di sovrannaturale potrebbe aver avuto la sua parte nelle vicende.
Nei due volumi Carnacki racconta agli amici le sue avventure. Li invita a casa e, a parte riportare le storie vissute, non parla molto con loro. Anche le cene sono spesso silenziose. Tutto questo fa di lui già un personaggio misterioso e crea un'atmosfera di disagio con cui gli amici, ma anche i lettori, si apprestano a sentire/leggere la storia che Carnacki racconterà.
Sono solo tre racconti e, come vedete dai dati, l'ebook è brevissimo, quindi non aggiungerò altro per non spoilerare.
Questa volta dei tre racconti, quello che mi è piaciuto di più è stato "Il cercatore dell'ultima casa", un racconto da brividi in alcuni punti, soprattutto per il fatto che le persone coinvolte vedono cose diverse.
Testo e traduzione ben curati, refusi non ne ho visti, frasi che scorrono a meraviglia.

Piccola citazione:

E un piccolo rumore in piena notte, mentre pensi ai fantasmi, arriva molto lontano. Potete immaginarlo, no?

Consigliato agli amanti del genere.
Se siete più tipi da splatter o violenza inutile solo per scioccare il lettore, i racconti di Carnacki non fanno per voi. Se invece cercate un'ambientazione diversa dai giorni nostri, un gestire le cose in modo più umano e quel brivido leggero che vi tiene lo stesso attaccati al testo, allora ve lo consiglio!



giovedì 17 dicembre 2015

Ricky R. Reed: Hungry for Love, Dinner at Fiorello's, Dinner at Home, Blink

Quattro recensioni flash da Annemarie De Carlo

Ricky R. Reed
Di questo autore, edito da Dreamspinner Press, ho letto ben quattro libri, un numero che considero più che sufficiente per comprenderne e valutarne la scrittura. E sono piacevolmente sorpresa e lieta di dichiarare che Ricky Reed è uno degli autori MM di lingua inglese più interessanti finora letti. Reed sa scrivere, descrive molto bene personaggi e ambientazioni al punto da permettere al lettore di figurarsi luoghi, volti e persino odori, e le sue storie sono tutte originali e differenti, non stereotipate. 
Dei quattro libri letti, però, ne salvo appieno solo uno mentre dei restanti tre ho una piccola critica da muovere e che li accomuna, anche se per trama e situazioni descritte, sono completamente differenti gli uni dagli altri.

Hungry for Love 

Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 200
Prezzo: 6,99 $ (ebook)

Recensione: Il romanzo tocca argomenti finora trovati nei romance MM di un certo spessore: gli incontri sul web, la scarsa stima di sé, il senso di colpa nell’essere diverso. Temi trattati in questo romanzo in maniera efficace e convincente. Inoltre l’aspetto dell’amore di una donna eterosessuale per un uomo gay e che si nasconde dietro un avatar omosessuale è interessante e qui descritto benissimo. Al romanzo sembrerebbe non mancare nulla per essere perfetto ma non è così: la prima parte è davvero ben impostata, perché emoziona, coinvolge, interessa. Nella seconda, dalla scoperta del segreto e dall’immancabile separazione tra gli amanti, la narrazione invece prende un’accelerata improvvisa e prosegue in una corsa verso il lieto fine d’obbligo. Manca l’angst per la separazione, manca l’approfondimento psicologico e la risoluzione delle divergenze, la difficoltà nel riconciliarsi ma si passa quasi senza soluzione di continuità al perdono finale. Se Reed avesse mantenuto un po’ di più il ritmo della prima parte e avesse approfondito i sentimenti dei personaggi sul finale, il romanzo sarebbe stato eccellente. Così è semplicemente un buon diversivo per un’evasione facile.
Voto: 3/5

Dinner at Fiorello’s 

Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 210
Prezzo: 6,99 $ (ebook)

Recensione: Dinner at Fiorello's è una bella storia sull’affermazione di sé e di lotta per la propria individualità da parte di Henry, un giovane rampollo dell’alta società di Chicago, che si trova a dover vivere il dilemma tra il seguire i propri sogni e l’assecondare le mire carrieristiche del padre, imprenditore multimiliardario. Perché la vera passione di Henry è quella di diventare chef. L’ambientazione, le cucine del ristorante italiano, i personaggi – sia quelli principali che quelli comprimari –, l’atmosfera, i sobborghi di Chicago e l’ambiente italo-americano della periferia statunitense sono descritti con gusto e credibilità. Il crescere del rapporto, prima di lavoro e poi di amicizia tra Henry e Vito, la coppia romantica, è intenso e preciso, i costanti rifiuti dello chef nei confronti del suo subalterno sono mordente per un’aspettativa a lieto fine clamorosa ed esplosiva. Ma arriva il grande conflitto: il padre di Henry rifiuta di avere un figlio gay, lo insulta, lo caccia di casa. E da questo momento il lettore si aspetta un crescere di intensità nel rapporto sempre più di attrazione e sentimentale tra Henry e Vito e invece niente. Un amplesso frettoloso e un epilogo che rimanda a un anno dopo i personaggi, già ormai assestati, i genitori del giovane in fase di perdono e accettazione e il relativo “vissero tutti felici e contenti” come da copione. Il senso di incompiutezza è forte.
Voto: 3,5/5

Dinner at Home 

Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 206
Prezzo: 6,99 $ (ebook)

Recensione:  Storia similare per ambientazione (la cucina) ma sostanzialmente differente per trama, ha la stessa pecca del romanzo descritto in precedenza. Ollie è un copywriter sognatore e romantico con la passione per la cucina. Di punto in bianco viene lasciato dal compagno e convivente e nel giro di due giorni si ritrova senza casa, senza lavoro e senza, cosa per lui ben più grave, amore. Si risolleva, inventandosi una nuova professione, quella del “cuoco di famiglia” a domicilio e una sera si imbatte in Hank, giovane ladruncolo ed ex-tossicodipendente in cerca di cibo. Anziché denunciare il tentato furto alle autorità, Ollie propone ad Hank un lavoro e da quel momento la sua vita cambia, perché accettando il giovane nella sua vita si ritrova a condividere la propria casa anche con la nipotina di Hank e a formare con loro una sorta di famiglia alternativa. Come per i precedenti romanzi di Reed, il finale è affrettato, i conflitti si risolvono tutti in maniera troppo facile e scontata, gli omofobo-cattolici-radicali vengono troppo velocemente convinti a salire sul carro del Pride e a sbandierare arcobaleni. Una maggiore attenzione e sviluppo della seconda parte avrebbe reso il romanzo perfetto. Così anche questo lascia un po’ delusi e inappagati.
Voto: 3,5/5

Blink 

Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 200
Prezzo: 6,99$ (ebook)

RecensioneBlink è quello che ritengo sia un libro perfetto. Il titolo già descrive il tema del romanzo: la vita può cambiare in un battito di ciglia e gli incontri che potrebbero determinarne il destino e la direzione possono, altrettanto velocemente, sfumare e scomparire. Andy Slater e Carlos Castillo si incontrano tutti i giorni sul treno che dalla periferia porta al centro città di Chicago. Un giorno i loro sguardi si incrociano ed è subito scintilla. Dopo alcuni scambi di occhiate e un fantasticare forsennato da entrambe le parti, i due finalmente danno voce alla loro prorompente attrazione e si danno appuntamento per un rendez-vous amoroso nell’appartamento di Andy. Senonché sul più bello, arriva una telefonata che cambierà il corso degli eventi. Le loro vite non si incroceranno più per i successivi trent’anni. Ma dopo quasi un’epoca di eventi e sbagli, di separazioni e litigi, di perdite dolorose e abbandoni, i due, prima si cercano attraverso il ricordo e infine si ritrovano, più vecchi, disincantati, ormai rassegnati a una vita senza amore. Il romanzo è scritto magnificamente. Le varie digressioni e i flash back che narrano i trent’anni di separazione della coppia sono gestiti dall’autore con maestria sapiente e caratterizzano la storia con un lirismo non stucchevole ma delicato. Tutta la narrazione è permeata da una costante patina di malinconia che ne arricchisce il testo e permette al lettore di seguire con sottile apprensione ogni vicenda. Persino l’incontro, finalmente, tra i due protagonisti viene quasi interrotto da un escamotage che sembrerebbe impedirne il lieto fine. E quando i due amanti si uniscono, coronando così un’attesa lunga e spasmodica, tutto è descritto con sapiente lentezza, permettendo al lettore di assaporarne ogni dettaglio, dai baci alle carezze, fino a sorridere per il trionfo del sentimento più profondo. Il finale, quello che precede l’epilogo immancabile, è commovente e struggente al tempo stesso. Davvero un romanzo perfetto. Quest’ultimo si meriterebbe la traduzione in italiano. 
Voto: 5/5

martedì 15 dicembre 2015

Sinossi, quarta di copertina e trama: cos'è cosa?

Da un paio d'anni a questa parte (o forse più?) ho assistito a come l'utilizzo di questi tre termini sia andato cambiando e soprattutto sia diventato sempre più confuso. 
Ho deciso, per questo motivo e dopo aver letto per l'ennesima volta "sinossi" al posto di "trama", di scrivere questo brevissimo articolo in cui chiarirò cosa è cosa. 



Sinossi

La sinossi è un riassunto complessivo dell'opera scritta. Quando inviate un manoscritto a un editore, questi vi chiederà di inviare una sinossi. La sinossi comprende i punti principali della trama ma, a differenza di questa, deve essere completa anche del finale. 
Se inviate una sinossi incompleta a un editore, state ben tranquilli che non ne sarà felice. La sinossi non serve ad attirare un possibile lettore, ma a presentare l'opera nel suo insieme, dal primo all'ultimo capitolo, senza frasi che vogliano intrigare chi legge lasciando aperte questioni importanti che si sveleranno solo nel testo. 
Quindi:

sinossi = riassunto completo dell'opera, sguardo d'insieme

È proprio la Treccani a definirla come "sguardo d'insieme" e ancora come "Compendio, esposizione sintetica e schematica di una materia, di una disciplina, di una scienza, di un periodo storico o letterario, ecc., fatta in modo che i dati si possano facilmente e rapidamente trovare o confrontare tra loro" (il resto QUI e QUI).

E siccome son io e nessun altro, devo aggiungere che la cosa che mi sconvolge di più è il fatto che spesso sono proprio gli editori a usare questo termine in modo improprio. Ma anche blogger che parlano di letteratura, autori. I comunicati stampa arrivano corredati di "sinossi" che sinossi non sono! 

Passiamo avanti...

Trama

La trama descrive l'intreccio di una storia, lo svolgimento dei fatti. È molto facile confonderla con la sinossi, ma non sono la stessa cosa.
La Treccani la definisce così: "l’intreccio, la linea essenziale di svolgimento dei fatti più importanti che costituiscono l’argomento di un’opera narrativa, teatrale, cinematografica o televisiva" (il resto QUI e QUI). 
Con la trama presentiamo i fatti principali che costituiscono l'argomento di un'opera, ma questa volta non per forza dobbiamo dare uno "sguardo d'insieme", bensì possiamo soffermarci sui fatti principali e soprattutto possiamo non svelare il finale. 

Quindi:

trama = linea essenziale di svolgimento dei fatti principali che costituiscono l'argomento di un libro

Con la trama definiamo l'argomento del libro: di cosa parla? Cosa ci promette? 
Quando scriviamo una recensione, per esempio, per dare un'idea al lettore di quali argomenti affronta un libro, mettiamo in cima la trama (spesso presa dalla quarta di copertina, di cui fra poco parleremo).

Quarta di copertina

Cos'è la quarta di copertina? In realtà la domanda sarebbe: dove si trova la quarta di copertina? 
La risposta? Semplice, in copertina! 
La smetto con le mie battute che non fanno ridere e vi metto un'immagine per rendere più chiaro quello che voglio dire: 

Immagine da Wikipedia

La vedete? È quella. Detta anche piatto inferiore. 
La quarta è quella parte di copertina dedicata alla promozione. Là ci troverete alcune note sull'autore, alcune sul romanzo stesso (e qui entrano in gioco la trama e qualche citazione da giornali e riviste che parlano del libro in questione). E come ci ricorda Wikipedia (QUI) sulla quarta ci va anche il codice ISBN del libro e il prezzo.

Per riassumere riporto le parole di Wikipedia: 

quarta di copertina = La quarta di copertina o piatto inferiore è l'ultima faccia della copertina, viene usata oggi a scopo promozionale. Solitamente riporta note sull'opera e sull'autore, nonché il codice ISBN e il prezzo del volume (se non è indicato nel risvolto di copertina).

Spero di esser riuscita a chiarire qualche dubbio e spero, in futuro, di vedere in giro meno sinossi e più trame! ;)

Alla prossima!



giovedì 10 dicembre 2015

Elements of Chemistry: Attraction, Heat, Capture - Penny Reid

Recensione di libri in lingua

Titolo: Attraction: Elements of Chemestry (Hypothesis Series, Libro 1)
Autore: Penny Reid
Editore: Caped Publishing
Pagine: 161
Prezzo: 0,99 €












Titolo: Heat: Elements of Chemestry (Hypothesis Series, Libro 2)
Autore: Penny Reid
Editore: Caped Publishing
Pagine: 188
Prezzo: 2,99 €












Titolo: Capture: Elements of Chemestry (Hypothesis Series, Libro 3)
Autore: Penny Reid
Editore: Caped Publishing
Pagine: 234
Prezzo: 2,99 €






Voto complessivo: 4,5/5





Trama: A Kaitlyn Parker non importa proprio niente di essere invisibile, ecco perché si nasconde in tutti gli armadi e stipetti che trova nel campus del suo college. Ma per quanti sforzi faccia, non può fare a meno di notare Martin Sandeke, cattivo ragazzo, bullo, faccia da schiaffi, e il più figo, ricco e irraggiungibile tra gli scapoli, che tra le altre cose è pure il suo assistente presso il laboratorio di chimica. Kaitlyn è forse l’unica a non essere interessata a conquistare il corpo da sogno, le fattezze delicate di Martin o la fortuna milionaria della famiglia del ragazzo. Quello che a lei interessa di Martin è il cervello, particolarmente adatto a classificare i risultati delle tracce di oligoelementi nelle acque di superficie. Quando Kaitlyn salva Martin da una trappola nefanda, lui cercherà di usare tutte le opportunità per spingerla fuori dalla sua area di protezione: una pausa estiva, feste in case faraoniche, costumi da bagno e creme abbronzanti. Riuscirà la ragazza a superare l’avversione che prova nell’essere notata? E lui riuscirà a maturare e superare la sua natura egocentrica? Oppure, nonostante l’evidente chimica tra i due, sarà proprio Martin a trascinare Kaitlyn verso il ripostiglio più oscuro in cui nascondersi?


Recensione: E se la nerd fosse lei e non lui?
 In genere siamo abituati a considerare la parola “nerd” (Wikipedia: termine della lingua inglese con cui viene definito chi ha una certa predisposizione per la tecnologia ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta propensione alla socializzazione) come ascrivibile al mondo maschile. In genere sono infatti più gli uomini ad amare la tecnologia, a giocare ai videogames, ad apprezzare lo studio e le materie scientifiche. Con parecchie eccezioni però, bisogna ammetterlo. E in Elements of chemistry, romanzo in tre parti di Penny Reid, l’eccezione si fa regola, perché Kaitlyn Parker è la nerd della situazione.
Responsabile del gabinetto di chimica della sua università, completamente devota allo studio e praticamente anonima come aspetto, la protagonista di questo romance particolare è sì invisibile alla maggior parte dei suoi compagni di studi e dei ragazzi in cerca di facili conquiste ma, oltre a esserne ben consapevole, addirittura agisce per esserlo in modo totale. Ama infatti rifugiarsi negli armadi e negli stipetti che le capitano a portata di mano, per potersi prendere pause dalla vita e dal resto del mondo, trovare protezione da ciò che di cattivo o difficile la vita può scatenarle contro.
Il romanzo di Penny Reid inizia proprio così, con una protagonista un po’ strana e scialba nascosta nell’armadietto sotto la postazione degli esperimenti di chimica del laboratorio universitario. Da tale posizione ascolterà un dialogo che le cambierà la vita a causa della decisione importante che prenderà da lì in avanti. Vincendo infatti la sua fortissima timidezza e il quasi terrore che prova verso il mondo in generale, farà di tutto per rivelare quanto ascoltato al suo compagno e assistente di laboratorio, Martin Sandeke. Parteciperà perfino a una festa alla quale il ragazzo più figo e desiderato del college è stato invitato come ospite d’onore, e dovrà salvarlo da una trappola meschina. Kaitlyn infatti potrà cercare tutti gli anfratti e stipetti possibili dove rinchiudersi ma non riuscirà a nascondere a lungo la forte attrazione verso di lui e a sottrarsi all’amore rovente e passionale che scoppierà tra i due dopo questo incontro.
Il romanzo di Penny Reid, su Amazon in ebook opportunamente suddiviso in tre parti per maggior comodità editoriale, è un romance interessante e particolare. L’attacco e tutta la prima parte di Attraction sono scritti con un’ironia pungente e presentano situazioni divertenti che appassionano e attraggono. Sebbene l’alchimia tra i due personaggi principali sia palpabile sin dall’inizio e aumenti di intensità fino al culmine – culmine che non si materializza poiché la prima parte dell’ebook si blocca proprio sul più bello – successivamente si stabilizzerà fino a scivolare nel dramma e nell’angst.
La seconda parte, Heat, infatti è un alternarsi tra battute divertenti, doppi sensi riferiti alla materia scientifica, da cui la serie prende il titolo, e momenti più malinconici e delicati. Mano a mano la storia dei due si dipana e le realtà difficili che i giovani son costretti a vivere si palesano; il finale, poi, è assolutamente inaspettato e fuori dagli schemi del romance classico, lasciando il lettore con un buon patema d’animo.
Capture, invece,  è una risalita lenta e sofferta verso un lieto fine che si fa molto desiderare e che per raggiungere il quale il lettore dovrà non solo affliggersi ma anche armarsi di santa pazienza e perseverare nella lettura.
La trama, articolata e ben strutturata, è ascrivibile agli schemi classici di un romance contemporaneo: Martin Sandeke è un eroe, bello, sfacciato, ricco da far schifo, bullo da manuale, figlio di uno squalo dell’economia americana famoso per essere senza scrupoli e assolutamente indifferente all’esistenza del figlio;  Kaitlyn, invece, è un’eroina goffa, insipida, totalmente anonima che però cerca la protezione da un mondo a cui è stata preparata fin dalla nascita. Poco avvezza a gesti di affetto da parte dei genitori, ha come madre una senatrice di grande potere e per padre un quasi premio Nobel della medicina.
Alcuni dei personaggi secondari alla storia sono descritti con notevole capacità di caratterizzazione e rendono questo romanzo davvero interessante e piacevole.
Ambientazione particolare, quella del mondo della politica statunitense e dei giochi di potere economici che si intersecano in maniera inesorabile con l’atmosfera spensierata del college e quella dello sport, oltre a condizionare pesantemente le decisioni dei due amanti.
Una storia d’amore piacevole, allegra che però assume pieghe dolorose e drammatiche e che riesce a intrigare il lettore attraverso una scrittura molto precisa, veloce, diretta ma anche carica di ironia e pathos e che trasporta il lettore verso mondi forse non troppo esplorati.
Consigliato per una lettura gradevole, per chi cerca l’evasione emozionante e un non troppo facile e scontato lieto fine. Un romanzo che meriterebbe esser tradotto in italiano.
Quattro stelline e mezzo: [SPOILER ALERT] la terza e ultima parte è molto sofferta ma anche troppo lungamente dolorosa. Lascia il lettore esausto ad aspettarsi un qualunque tipo di finale, anche non necessariamente lieto, purché al finale si arrivi e si ponga fine alla sofferenza della protagonista.

Recensione scritta da Amneris Di Cesare


martedì 8 dicembre 2015

Chase nell'ombra - Amy Lane

Titolo: Chase nell'ombra
Autore: Amy Lane
Traduttore: Deborah Tessari
Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 372
Prezzo: 6,99$

Voto: 4,5/5

Trama:
Chase Summers: un ragazzo d’oro. Una bella ragazza, dei buoni amici e un futuro promettente.
Ma nessuno conosce il vero Chase.
Chase Summers ha una lametta da rasoio appoggiata al polso e l’odore dell’addio al suo amante appiccicato alla pelle. C’è una porta nel suo cuore, così spaventosa che preferirebbe morire piuttosto che aprirla, e le bugie che ha utilizzato per tenerla chiusa diventano più deboli a ogni tocco proibito. La vita di Chase è in disfacimento e la decisione di liberare la sua sessualità in segreto ha contribuito a mandare in pezzi la sua mente più velocemente.
Chase ha la possibilità di vivere un amore vero e salvarsi. Può anche aver incontrato Tommy Halloran nel mondo del gay a pagamento – mondo in cui non importa il numero di amanti, l’importante è girare una buona scena – ma se vuole la guarigione che l’amore di Tommy ha da offrirgli, dovrà trovare il coraggio di lasciare l’ombra del passato per la luce del sole. Potrebbe voler dire chiedere troppo a un uomo che ha passato tutta la vita a nascondere il suo vero io. Chase lo sa fin troppo bene: le sole cose che prosperano nell’oscurità di un cuore sono i demoni personali che amano guardarci sanguinare.

Recensione: 
Chase nell'ombra è il primo libro della serie "Johnnies", che racconta le storie degli attori dell'omonima casa produttrice di porno gay.
Questo titolo è incentrato su uno di essi: Chase, appunto.
Amy Lane ha saputo creare una storia interessante che, anche se include alcuni clichè e nel prologo si sappiano già svariate cose, non risulta troppo banale e riesce a emozionare il lettore. La storia ti prende e si fa leggere abbastanza agevolmente nonostante la lunghezza un po' più estesa del solito per questo genere.
L'autrice è riuscita a creare una serie di personaggi secondari che colpiscono e affascinano, ma soprattutto incuriosiscono. Ci si affeziona anche a quelli citati poco, si vuole scoprire di più di loro, della loro storia, e credo che questa sia la chiave vincente di una serie di questo tipo.
Il protagonista, Chase, è analizzato profondamente, fin nella sua parte più oscura, nell'inconscio che egli stesso teme. Forse il suo trauma può sembrare banale ad alcuni, ma è un trauma credibile e realistico. Tutto nel suo personaggio lo è, per quanto possa essere davvero un bastardo in certi casi e per quanto lo si odi in altri.
Chase ha i suoi difetti, le sue paure, le sue cattiverie, tuttavia, analizzando i suoi problemi, non si può odiarlo davvero, come non lo fanno i coprotagonisti.
La sua può in certi versi essere la storia di chiunque non sappia davvero quanto amore e amicizia lo circondino e che vede il mondo da un angolino in cui si è rinchiuso da sol per i più svariati motivi. Il libro è il suo percorso di crescita, il suo scoprire di nuovo il mondo e se stesso e l'accettarlo così com'è. È un cammino complesso, che ci porta a scoprire Chase un po' alla volta, comprendendo sempre qualcosa in più su di lui. Raramente può risultare pesante.
Le sensazioni che prova sono ben comprensibili, così come le motivazioni che lo spingono ad agire, seppure non sempre siano condivisibili, soprattutto quando riguardano i sentimenti di altre persone.
Le scene di sesso sono molte, ovviamente, trattandosi di un libro su un attore di porno gay, e devo dire che sono davvero ben scritte, non eccessive seppur abbastanza crude a volte (non è sempre sesso per amore, ricordiamolo), e molto godibili.
Per quanto riguarda lo stile di questa autrice, devo dire che è interessante e che a me piace molto, tuttavia riconosco che può creare delle difficoltà per qualcuno. Potrebbe, infatti, ad una prima occhiata, sembrare molto confusionario, con una serie di flashback, a volte all'interno di altri flashback, come in una sorta di scatole cinesi narrative. Eppure a fine libro ci si rende conto che è lo stile migliore per questa storia. Contribuisce molto, infatti, alla scoperta graduale del personaggio, aiuta a capire come il protagonista vede se stesso e ciò che ha intorno. Per me resta un ottimo sistema narrativo, molto intrigante.
Ogni cosa viene detta nell'attimo in cui va detta. È il privilegio della narrazione sulla vita vera, in cui tutto accade in un ordine inevitabile. I continui flashback ci riportano direttamente ai pensieri di Chase, al loro scorrere, ai suoi ricordi, al perché pensa qualcosa in quel preciso momento e aiutano a vivere più intensamente la storia. Avverto, però, che se non state attenti nella lettura potreste perdervi in un paio di punti. Non ho trovato tantissimi refusi e quelli trovati li ho digeriti abbastanza bene e velocemente. Non mi è piaciuta tantissimo la copertina, ma la trovo comunque molto evocativa del testo.
Chi mi conosce sa che amo l'happy ending ma non tantissimo i perfetti happy ending, quelli in cui il mondo si stravolge solo per il bene della storia (cosa che è valsa qualche mezza stellina in passato). In questo libro è...ni.
Un po' di sorprese per la nostra coppia effettivamente ci sono nel finale, che peraltro potrebbe anche preludere a un seguito proprio della storia di Chase e Tommy, ma non sono estremamente forzate e quindi vanno bene. I comportamenti che ne derivano sono abbastanza realistici e ho apprezzato enormemente che dopo il climax la storia non sia precipitata velocemente verso la conclusione come se rotolasse giù da una ripida discesa. Il finale è accompagnato da un lento recupero, un lavoro su se stesso che non avviene in un lampo, come non accadrebbe nella realtà.
Consiglio quindi questo libro, che ho trovato interessante, scritto bene e anche molto curato nel suo realismo.
Non vedo l'ora che esca il prossimo volume (Dex in Blue) in italiano. Sono troppo curiosa di sapere tutto degli altri personaggi.

giovedì 3 dicembre 2015

A Moment - Marie Hall


Titolo: A Moment
Autore: Marie Hall
Editore: Marie Hall Publishing
Pagine: 400
Prezzo: 2,99 € (ebook), 10,55 € (cartaceo)

Voto: 5/5

Trama:
Un incontro del destino...
La vita non è andata nel modo in cui avrei sperato. Sono rimasta incinta a 14 anni, lo stesso anno in cui a mia madre è stata diagnosticata la sclerosi multipla. Mio padre ci ha abbandonate e la mia vita improvvisamente si è trasformata in una sorta di mulinello fuori controllo. Oggi ho 21 anni, vado al college, lavoro duro, cerco di fare qualcosa per me stessa. Non era previsto che fossi in quel bar di burlesque la sera di San Valentino. Non era previsto che incontrassi Ryan Cosgrove, ma è successo. E ora niente sarà più lo stesso.
Amore che nasce dal dolore
Sono un marine in congedo, un lottatore di arti marziali miste e quando ero molto più giovane qualcosa di davvero terribile mi è accaduto. La vita è dura e io sono così stanco di fingere che non lo sia. Sono qui, in un bar dove si fa burlesque, affogando nella sofferenza, cercando di chiudere fuori dalla mia mente i demoni che mi respirano sul collo e che mi ricordano sempre che io non sono abbastanza valido. E poi vedo Liliana Delgado, e qualcosa dentro di me, qualcosa che pensavo fosse morto da tanto tempo si scioglie a nuova vita. Mi chiedo… lei potrebbe salvarmi? Spero davvero che possa farlo, perché di certo io non posso salvare me stesso.

Recensione
Qualche mese fa, questo romanzo era a costo zero su Amazon.it e oggi lo è ancora attraverso l’Unlimited, ma purtroppo solo in lingua originale, in inglese. In italiano non è ancora stato tradotto e mi auguro che presto una casa editrice lungimirante abbastanza possa ottenere i diritti di questa che è comunque una trilogia, e di cui io ho letto solo il primo, appunto A Moment, la storia di Ryan e Liliana. È un romance, una storia d’amore profonda e bellissima ma se vi aspettate il classico “rosa” in carta patinata con cuoricini e lustrini, allora cambiate subito pagina, perché non fa per voi.
A Moment è un romance “cattivo”. Duro. Scritto senza risparmiare al lettore nessuna sofferenza, nessuna tribolazione. Si soffre, in questo “romance”, dall’inizio alla fine.
Prima di tutto, iniziamo a descrivere i protagonisti di questa intensissima storia d’amore: lui, bello – inutile dirlo, tutti i protagonisti dei romance sono belli – da svenire, ma con così tanti demoni nella testa da far impallidire Dorian Gray, se potesse venire a contatto con il tormento di questo giovane uomo. Svelarvi le ragioni di questi demoni sarebbe entrare troppo nella trama e pertanto non lo farò, ma vi basti sapere che Ryan ama la vita eppure è stanco del dolore che ogni giorno gli procura, al punto da voler smettere di vivere. L’unica ancora di salvezza, di cui all’inizio neppure lui è convinto, è lei, Liliana. Che non è messa male in quanto a sfortune e problematiche: rimasta incinta a 14 anni, ha visto prima il padre di suo figlio e poi il padre, deluso proprio da questo “suo scivolone” nella vita, abbandonarla. Resta, quindi, sola ad occuparsi di un bambino autistico e una madre invalida. Liliana non vuole problemi, vuole finire il college e trovare un nuovo lavoro più appagante e poi, ma solo poi, cercare qualcuno da amare. Non ha fatto, però, i conti con il destino che le presenta Ryan a una festa di San Valentino dove non avrebbe dovuto trovarsi.
L’amore scoppia ovunque, ma non procederà tutto in maniera facile dal momento in cui i due si incontrano. Tra momenti di grande passionalità – e scene di carnalità ben descritte – e lunghi attimi di dolore e rifiuto, la storia di Ryan e Liliana prosegue e arriva al culmine finale.
È un romance duro, questo. Che ti tiene legata al libro senza permetterti di abbandonarlo fino a quando non arrivi alla fine. E, sebbene il lettore sappia che essendo un romance, il lieto fine è d’obbligo, fino al termine della storia niente è scontato, niente è certo.
Consigliato a chi ama i “romance” carichi di angst, di angoscia e sofferenza, che scavano all’interno e nel profondo dell’animo dei protagonisti – e di riflesso in quello stesso del lettore – e a chi cerchi un buon mix tra trama, intreccio e stile narrativo ottimo.
Rinnovo l’augurio all’autrice di vedere presto questo libro tradotto in italiano.


Recensione scritta da Annemarie De Carlo

mercoledì 2 dicembre 2015

Norme ortografiche editoriali: i trattini

Nell'articolo riguardante i dieci errori più ricorrenti nei libri autopubblicati (ovviamente non in tutti) vi ho parlato dei trattini. 
Vi ho spiegato che per i dialoghi vanno usati quelli lunghi e non quelli corti. 
In realtà ce ne sono tre, diversi per lunghezza e per uso: il trattino breve per unire due parole o per dividere le sillabe, la lineetta (o trattino medio) per gli incisi e il trattino lungo per i dialoghi.
Eccomi qui, dunque, a dedicare un intero post a loro, questi segni che non si accontentano di essere semplici tratti orizzontali, ma che cambiano e si allungano o accorciano in base a come vengono usati e che, per questo, creano tanta confusione.

Di solito, per scrivere i trattini medi e lunghi, ci sono codici da inserire. Si può semplificare tutto creando una combinazione di tasti automatica, così che ogni volta che la premete di seguito, apparirà per magia il trattino che desiderate.
In questo articolo ho cercato di elencarvi i modi più semplici usati per Windows e Linux su Microsoft Word e LibreOffice. Troverete anche quelli per Mac, che però non ho potuto testare, visto che non l'ho mai avuto. 

Ma andiamo con calma.


Il trattino breve
Il trattino breve è quello che si usa per unire due parole straniere in italiano, tipo "week-end" o due parole italiane: "l'asse Roma-Berlino". In più si usa per separare le sillabe quando si va a capo. Semplice.
Ed è anche molto semplice scriverlo: basta cliccare sul tasto - della tastiera, in basso a destra. 
Quando si uniscono due parole con un trattino breve, non si lasciano spazi liberi.

week-end

Il trattino medio o lineetta
Il trattino medio o lineetta viene usato per gli incisi. Ed è proprio questo trattino a creare molta confusione.
Il problema sta nel fatto che molti lo usano anche per introdurre i dialoghi.
La stessa Accademia della Crusca suggerisce il trattino degli incisi anche per i dialoghi, lo chiama "trattino lungo" riferendosi, però, a quello medio e creando così confusione nei termini.
Quindi non è vietato usare quello medio per i dialoghi, ma tenete presente che se nel vostro romanzo poi scrivete degli incisi, li dovrete introdurre con gli stessi trattini medi e questo fa sì che il testo rischi di confondere il lettore. Immaginate, poi, se all'interno di un dialogo introdotto con i trattini, doveste mettere un inciso introdotto con gli stessi trattini medi! Va da sé che sarebbe assolutamente da evitare.
In ogni caso, il trattino medio si scrive digitando un codice.

Su Linux è molto semplice: basta tener premuto Alt Gr e poi cliccare sul tasto del trattino breve (Alt Gr+ -) oppure, ancora più semplice, premede due volte -- e poi cliccare spazio, per ottenere questo:

– (lineetta o trattino medio)
invece del normalissimo
 - (trattino breve) 

Per chi, invece, usa Windows, il codice da digitare per un trattino medio è Alt+0150 (usate il tastierino numerico!).
E per chi usa un Mac, il codice è Option+ -

Quando mettiamo il trattino (sempre medio) per un inciso, dobbiamo ricordarci di lasciare uno spazio prima e dopo:

Con grande entusiasmo – sebbene all'inizio non fosse così convinto che avrebbe funzionato – lo scienziato si mise al lavoro.


Trattini lunghi
I trattini lunghi sono esclusivamente per i dialoghi.
Vi mostro in breve come si ottengono sulle nostre tastiere e poi passo a spiegare alcune cose. 

Per Linux ci vuole un vero e proprio codice, anche abbastanza lunghetto, che è: 
Ctrl+Shift+u, digitare 2014 e poi invio. 
Per Windows la cosa è molto semplice: basta cliccare Alt+0151.
Per Mac, invece, si ha la lunghissima combinazione Keypress+Option+Shift+ -.

Il risultato sarà questo (vi metto anche gli altri trattini, per farvi notare la differenza):

— (trattino lungo)
 – (lineetta o trattino medio)
 - (trattino breve) 

Il discorso, vi dicevo, si complica molto perché, a dire la verità, sia l'Accademia della Crusca che diverse case editrici usano i trattini medi, oltre che per gli incisi, anche per i dialoghi. Addirittura, come vi dicevo, l'Accademia della Crusca chiama lunghi i trattini medi. 
In generale, per evitare confusione fra trattini che introducono un dialogo e quelli che invece introducono un inciso, si dovrebbe tendere a usare il trattino lungo (questo che vi ho appena mostrato) per i dialoghi e a usare quello medio per gli incisi. Chiara e netta distinzione. 
Ma, appunto, molto dipende da casa editrice a casa editrice e spesso si vedono i trattini medi usati sia per dialoghi che per incisi. 
Mondadori usa i trattini lunghi (—) per i dialoghi, basta sfogliare "Le cronache di Narnia", di C. S. Lewis, per riconoscerli. 
Invece Feltrinelli (che di norma richiede le virgolette alte), con alcuni autori usa quelli medi (–) sia per dialoghi che per incisi. È il caso, per esempio, di "Castelli di rabbia", di Alessandro Baricco.

Messo in chiaro questo, andiamo ora a vedere come si usano i trattini quando introducono un dialogo. Io per evitare confusione userò quelli lunghi.

Uso dei trattini nei dialoghi
A inizio dialogo si mette il trattino, si lascia uno spazio e si scrive la battuta.
Se dopo la battuta, si va a capo (battuta semplice), non si dovrà mettere un trattino di chiusura:

— Dove stai andando?
— A comprare il pane.


Se dopo la battuta, scrivete ancora una frase (battuta semplice retta esternamente), allora si mette il trattino di chiusura e si lasciano i giusti spazi:

— Dove stai andando? — chiese Luigi.
 
Se invece la battuta è composta, bisogna gestire i trattini in questo modo:

— Dove stai andando? — chiese Luigi — È tardi, non puoi uscire!

Queste sono le regole principali, nel testo di questo articolo ho sparso un paio di link che potrebbero esservi utili.
Spero di aver fatto un po' di chiarezza su questi misteriosi segni che spesso vengono usati in modo sbagliato e che creano tanta confusione agli scrittori alle prime armi. 

Ringrazio Luna, Nerina, Alessandra Zengo e Amneris di Cesare (tutte bravissime editor) per aver chiacchierato con me su questa faccenda che sembrava facile, ma che poi, man mano che cercavo di approfondirla, diventava sempre più complicata.

Se avete domande, fatele pure nei commenti e io vi risponderò!

P. S.: perché sapete che non so starmi zitta... Ma usare le virgolette caporali per i dialoghi, no? Suvvia! XD



Fonti:
Accademia della Crusca
Wiki How
Oblique
"Le cronache di Narnia", di C.S. Lewis
"Castelli di rabbia", di A. Baricco

Approfondimenti:
Treccani



martedì 1 dicembre 2015

Delirium - Ivo Gazzarrini

TitoloDelirium
Autore: Ivo Gazzarrini
Editore: Dunwich edizioni
Pagine: 89
Prezzo: 0,99 € (ebook)

Voto: 4/5

Trama: Luce è una giovane pittrice, perseguitata da un passato offuscato e doloroso, e dal ricordo sbiadito della madre.
Decisa a porre fine ai suoi tormenti, aiutata da due amiche, Rita e Mary, intraprenderà un lungo viaggio attraverso il deserto, in cerca della madre.
Ma il tragitto non sarà privo di pericoli e fra motel e stazioni di servizio apparentemente silenziosi aleggia una creatura metà donna e metà falena che segue e terrorizza le ragazze in un vortice di violenza, sangue e orrore.

Recensione: Mai titolo fu più azzeccato. Quello che troverete in questo libro è un "delirium". Anche se all'inizio non sembra.
Tutto parte da Luce, una pittrice che espone i suoi quadri in una galleria sotto il suo appartamento. Ed è qui che abbiamo il primo indizio del suo delirio: quando dipinge i quadri è come se non fosse consapevole di quello che sta mettendo sulla tela, segue il suo istinto e piange.
L'intero romanzo ha un tono molto cupo, proprio come piace a me: dalle prime righe l'autore riesce a non perdere colpi e a gestire questo tono fino alla fine.
Più si va avanti nella lettura e più il delirio prende forma, ma noi lettori non lo sappiamo, riusciamo solo a vivere gli eventi insieme ai personaggi, a farci sorprendere e a temere la fine, chiedendoci come faranno la protagoniste a salvarsi.
Il tutto è corredato dalla costante presenza della Donna Falena, un personaggio misterioso, che in parte sembra cattivo, sembra perseguitare le nostre tre protagoniste, in parte sembra proteggerle. Eppure non capiremo cosa voglia e né il motivo per cui le perseguiti fino alla fine.
Un finale, tra l'altro, che ho apprezzato molto proprio perché non me lo aspettavo. Credevo che la storia sarebbe finita come horror, ma sfocia in un realismo e in uno sviluppo psicologico che sorprende e fa entrare ancora di più il lettore nell'oscurità celata fra le righe di questo romanzo breve.
Refusi pari quasi a zero, Dunwich non delude e ci regala un'altra storia, seppure di sole 89 pagine, degna di esser letta. 
Vorrei complimentarmi con l'autore per come è riuscito a gestire il narratore onnisciente per tutto il tempo. Molti scrittori esordienti/emergenti pensano che sia un gioco da ragazzi, tanto l'onnisciente sa tutto di tutti, ma non è così. E Ivo Gazzarrini ha dimostrato le sue capacità. Bravo.
I personaggi creati sono ben definiti, a parte Luce, anche Rita e Mary hanno un ruolo importante per tutta la trama. Ognuna di loro ha la propria personalità e si comporta sempre come ci si aspetta. Anche la parte più horror, ossia l'incontro con la famiglia di succhiasangue è molto ben gestito, sia come scena che come personaggi. Un incontro a cui solo a fine libro si potrà dare un significato.
Non do il massimo dei voti perché in preda a tutto quel delirio, secondo me alcune cose restano poco chiare e non sono riuscita a "chiudere il cerchio", come mi sarebbe piaciuto e come in un libro del genere ci si aspetta.
Altra pecca è l'ambientazione. Per tutto il romanzo, dati appunto i luoghi descritti, ci si immagina di leggere una storia ambientata in America, dove si possono fare viaggi lunghi tre o quattro giorni sempre su strade deserte. I nomi dei personaggi però non rispecchiano questa ambientazione, quindi per tutta la lettura mi sono chiesta: ma dove siamo?
L'autore mette una nota a fine romanzo, dicendo di aver immaginato un luogo come la Spagna. Ma innanzitutto a me non torna come ambientazione e poi trovo che certe informazioni bisognerebbe dedurle dalla storia, non dalla nota finale dell'autore.
Resta il fatto che Delirium mi ha preso tanto e l'ho letto in poco tempo, facendo passare per un po' in secondo piano le mie critiche, quindi non posso che consigliarvelo!



giovedì 26 novembre 2015

La regola dell'ex - River Jaymes

Titolo: La regola dell’ex ( Serie The Boyfriend Chronicles #2)
Autore: River Jaymes
Traduttore: Barbara Cinelli
Numero pagine: 352
Prezzo:5,99
Voto: 4,5/5


Trama:
Memphis Haines, stuntman e sopravvissuto due volte al cancro, eccelle nel cavarsela sempre. Quando gli si presenta la possibilità di aiutare il suo ex-fidanzato con un evento di beneficenza, coglie al volo l’occasione per tentare di farsi perdonare, visto il modo in cui ha lasciato Tyler dieci anni prima. E l’atteggiamento freddo del Dr. Tyler Hall è una sfida a cui Memphis non può resistere: deve riuscire a sciogliere la compostezza di quell’uomo.
Tyler Hall si è dato una regola semplice: non rimettersi più con i propri ex fidanzati. Basta. Di certo non è interessato a ricucire i rapporti con Memphis Haines, il suo ex che salta dagli edifici, schiva le esplosioni, e posa per una pubblicità di biancheria intima firmata. Dieci anni prima, innamorarsi di lui gli ha cambiato la vita. E quando Memphis l’ha lasciato da un momento all’altro, il mondo di Tyler è finito sottosopra. Memphis, però, sembra determinato a rivangare il passato. E il suo sorriso sciogli-mutande, il suo corpo solido e il suo fascino stanno riportando in superficie ricordi eccitanti che è meglio non ricordare, e che rendono sempre più difficile l’intento di Tyler di mantenere fede alla promessa che ha fatto a se stesso.

Recensione:
Seguito di Fidanzato di scorta, questo secondo libro vede come protagonisti l’ex ragazzo di Alec, Tyler, e Memphis, che ritorna da lui dopo che 10 anni prima lo aveva lasciato senza una spiegazione, cambiando per sempre la sua personalità e rendendolo “l’uomo di ghiaccio” che oggi tutti conoscono.
Ma questa nuova versione di Ty, sconosciuta a Memphis, unita al senso di colpa per averlo abbandonato senza una spiegazione,  spinge l’incontenibile stuntman a cercare di sedurre nuovamente il dottore, e chissà che finalmente i nodi non vengano al pettine mostrando a Ty la verità su di un rapporto che lui stesso aveva idealizzato e che nonostante tutto non si era ancora lasciato alle spalle.

Memphis non riuscì a trattenersi e un sorriso gli si aprì sul volto.«Tu,» disse, «e quella tua nuova calma, quell’aria composta? E quell’atteggiamento follemente eccitante di uno che ha le cose sotto controllo?» Incatenò lo sguardo a quello di Tyler. «È qualcosa che mi piacerebbe sperimentare.»Per un momento, la voce di Tyler suonò come quella di un fumatore incallito. «Sperimentare?»«Sì.» Il sorriso di Memphis divenne più ampio nel sentire il suono roco della voce del medico. «E intendo di stare dalla parte di chi riceve.»L’espressione di Tyler cambiò leggermente e Memphis si rese conto che il ragazzo aveva serrato la mascella.«Non ti scoperò, Memphis,» disse. La sfida colpì il suo sistema nervoso con così tanta forza che Memphis rise. Niente alimentava la fiamma come dirgli di no.

Chissà che questa volta l’amore non si riaccenda, dando il via a un rapporto più vero e maturo, uno dal quale entrambi non saranno più in grado di scappare. La paura non deve condizionare i sentimenti e a volte bisogna vivere i momenti che la vita ci concede accettando anche il rischio di soffrire.
Anche questa volta River ha saputo tenermi inchiodata alla lettura a divorare una pagina dietro l’altra.
Vedere crollare la maschera di Tyler è stato il momento migliore e ammetto che in parecchi punti avrei preso volentieri a schiaffi Memphis. Non ho condiviso alcune sue scelte e suoi atteggiamenti, ma nella parte finale l’autrice ha spiegato tante cose e ho pensato che forse avevano bisogno di essere più maturi per viversi la loro storia. Anzi, mostrandoci il passato, l'autrice ci permette di paragonare la relazione che i due uomini hanno costruito dopo essersi riuniti con quella che avevano avuto prima. Ho letteralmente adorato conoscere la versione timida e tenera di Tyler, mi ha fatto sorridere più di una volta, così come sapere del suo passato mi ha chiarito alcune cose.

Con la voce roca per il divertimento, Tyler disse: «Sei ancora un babbeo.»Memphis prese discretamente un respiro, rifiutandosi categoricamente di mostrare quanto quel vecchio soprannome lo avesse colpito. Quel nome era spesso stato accompagnato da uno sguardo pieno d’affetto da parte del suo ragazzo, uno sguardo che diceva, “sei un imbecille, ma sei il mio imbecille.”E in quel momento, il sorriso di Tyler, e la sua risata e le parole, nonostante l’assenza di quell’espressione possessiva, scaldarono Memphis fino nell’intimo. Come il primo raggio di luce la mattina dopo una notte fredda. Il suo cuore si contrasse un po’, o si fermò, o qualcosa di simile. Qualcosa che non sentiva da tanto tempo.E fu in quel momento che capì di essere completamente e veramente fottuto.

La carica erotica come sempre è altissima, sono una coppia che fa scintille e non cadono nel volgare.
Ho adorato ritrovare Dylan e Alec, e la finestra che ci ha aperto su Noah mi ha lasciato con la curiosità di vedere anche il suo lieto fine con un certo dottore del sud, che con una sola apparizione mi ha letteralmente acceso la curiosità.
In sostanza, libro molto bello, ben strutturato, coinvolgente, emozionante e….ho finito gli aggettivi?
Non vi resta che leggerlo per scoprire se la pensate come me, ovviamente per chi non ha ancora letto “Fidanzato di scorta” consiglio di recuperarlo per seguire meglio la storia.

«Questo è un gesto davvero stupendo,» disse Kyland Davis mentre si avvicinava al gruppo con in mano un foglio.
Noah si voltò a guardare il dottore e Tyler vide il modo in cui lo squadrò due volte, mentre notava le sue spalle davvero ampie.«Sfortunatamente,» continuò il chirurgo, «non andrà così. Mr. Haines non perderà i capelli.»Con gli occhi sgranati, Noah disse: «Io…» La parola finì con un suono acuto che sembrava doloroso.Tyler non sapeva decidere cosa mettesse più in agitazione il suo amico, se la notizia che si era rasato la testa per niente o il medico che stava di fronte a lui che faceva impallidire la figura di Noah. Sbattendo le palpebre, Noah lentamente lasciò correre lo sguardo sulla divisa blu scura del chirurgo, fermandosi sul cuoio che ricopriva le sue punte.«Oh, mio Dio,» disse deliziato. «Sono stivali da cowboy?»


martedì 24 novembre 2015

Cuore satellite - Pierpaolo Mandetta

Titolo: Cuore satellite
Autore: Pierpaolo Mandetta
Editore: autopubblicato
Pagine: 136
Prezzo: 3,99 € (ebook)

Voto: 4,5/5


Trama:  Si sa, i giovani gay non vedono l’ora di lasciare la provincia per la volta delle grandi città. Grindr che scoppia, palestre aperte fino a tardi, ampia scelta in discoteche. Ma c’è chi resta. Chi è attaccato alle piccole cose. Chi alla famiglia. Chi ai profumi della pasta fatta in casa o dei fiori di campo.
I gay di paese non mangiano sushi all’all you can eat, ma pranzano alla tavola calda con una parmigiana. Non scappano dalle madri in un bilocale a pezzi con due coinquilini, ma campano fino ai trent’anni nella stanzetta di sempre, con tutti i parenti nel quartiere. Non litigano con i fidanzati su Whatsapp, ma si minacciano alla finestra.
Paolo ha ventisette anni, vive a Salerno e ha un negozio di fiori. Sembra un giovane come tanti. Ha un’amica che cucina, un ragazzo che lo ama, Enzo, e una grande, strana famiglia. Paolo, però, nasconde un segreto. Un segreto che lo segue con due gambe e lo spinge a rifiutare l’amore, visto come un satellite che non riesce a toccare.
Quando le voci delle nonne lo mettono in guardia sul futuro, decide di correre ai ripari. Prima che l’estate giunga a Salerno, Paolo sarà costretto a riabbracciare il suo cuore satellite.


Recensione:
Ho iniziato a leggere questo romanzo tempo fa, ma mi sono ritrovata a dover fare una pausa per impegni lavorativi che non potevo rimandare. Eppure, quando l'ho ripreso, sono entrata di nuovo nella storia senza difficoltà. Primo fra tutti grazie allo stile di Pierpaolo Mandetta che dimostra, in questo suo romanzo, di essere un autore emergente sulla buona strada.
Come avete capito, questa sarà una recensione positiva. Sapete tutti che mi approccio alla lettura di un libro autopubblicato con molta cautela. So che spesso non posso aspettarmi molto e quando, come in questo caso, capita di essere sorpresi in senso positivo, è giusto che sia detto e ripetuto.
Bello, scorrevole e curato lo stile di Mandetta, che racconta la storia di un'intera famiglia, i Vuccullo, una famiglia di persone che, a un certo punto della loro vita, hanno smesso di amare. Perché? Non ci è dato sapere il motivo per ogni personaggio, solo quello del protagonista, che lascia a bocca aperta in un finale che sfocia nel genere fantastico, ma senza creare un senso di straniamento nel lettore, che già durante il romanzo è portato a capire che Paolo è una persona speciale, che vede e sente cose speciali.
Non possiamo però definire questo romanzo "fantasy", non lo è. Al contrario trovo che la storia sia molto realistica, che affronti temi profondi con rispetto, con tristezza in alcuni casi, ma anche con una vena ironica in altri.
Mandetta non ci fa mancare niente: passa da momenti di profonda riflessione, a descrizioni bellissime (anche quando sono brutte) di paesaggi e comportamenti della gente del paese, fino ad aggiungere una vena ironica del protagonista, con battute che spesso mi hanno strappato un sorriso. Forse anche perché l'ambiente che circonda Paolo - siamo in Campania, a Salerno e dintorni - un po' mi ricorda quello del mio paese d'origine.
Il personaggi sono ben studiati e si vede. Soprattutto il protagonista, ma anche Caterina (la sua amica) e Leo. Molto bello il bambino Paolo che appare e scompare determinando non solo la vita di Paolo adulto ma anche l'andatura del testo e l'umore del lettore. Le apparizioni mi sono piaciute molto, fino alla fine. L'autore riesce prima a far credere che la persona sia davvero presente e poi a far intuire, pian piano, al lettore che si tratta di una visione.
Anche i personaggi sono caratterizzati da una loro voce, un loro comportamento che li rende unici e particolari, in modo da non essere dimenticati facilmente.
Forse di personaggi ce ne sono un po' troppi, e tanti sono i nomi, ma è un romanzo che non parla di una sola persona, al contrario, conduce il lettore attraverso il passato di una famiglia i cui uomini, a un certo punto della loro vita, hanno semplicemente smesso di amare.
Un unico punto mi è rimasto poco chiaro, ma credo fosse voluto. Nel finale si spiega tutto per Paolo, ma per quanto riguarda gli altri uomini no. Si intuisce, si prova a immaginare, ma non mi sembra sia scritto qualcosa in merito. Forse perché quelle sono tutte storie separate, che meriterebbero uno spazio tutto loro. Sarà forse l'autore a dirmelo?
Ora potrei dirvi che sì, il testo non è privo di refusi. Ce ne sono alcuni sparsi qua e là. Ma sono di quelli che mentre leggi sorvoli facilmente e non sono tantissimi.

In ogni caso, come avete capito, è un libro che consiglio.



Sull'autore: Dell'87, nasce ad Agropoli, adorabile cittadina portuale del salernitano. Somaro convinto per l'intera carriera accademica, dopo il diploma in Agraria la sua passione per le storie lo sorprende a 21 anni, quando decide di iscriversi alla Scuola Holden di Torino. Dopo aver ottenuto l’attestato e aver affinato la sua penna, nel 2010 scrive per Unico, settimanale della provincia di Salerno. Tra il 2012 e il 2014 pubblica Vagamente suscettibili, La legge dei Lupi Nobili e Un cuore satellite, tre piccole edizioni con cui ha attualmente concluso i contratti per autopubblicarsi, in attesa di edizioni più rilevanti.
Nel gennaio 2015 avvia il progetto di racconti erotici, Aperti di notte, che riscuote grandi consensi sul web e che fa uscire in edizione eBook e cartacea.

lunedì 23 novembre 2015

Dieci errori tipici nei libri autopubblicati

Da sempre non faccio che ricordare agli autori self (e non solo) che prima di pubblicare un libro tutti, senza esclusione, hanno bisogno di un editor serio che legga e sistemi i loro testi. 
Nella maggioranza dei casi questo, purtroppo, non avviene. 
E allora io che faccio?
Siccome non sono una simpaticona, ho deciso di elencarvi i dieci errori più ricorrenti che ho trovato nei libri self e, a volte, addirittura nelle prime righe dei loro estratti su Amazon (per la serie: come vendere meno).


1. Qual è quello giusto? Qual è o qual'è?
Ragazzi, seriamente. Non potete scrivere qual'è in un libro. Non potete scriverlo da nessuna parte, in realtà. Non si fa. È sbagliato, è brutto e voi passate per analfabeti.

2.  Dà, da o da'? Buoni tutti e tre... ma non significa che potete usarli a casaccio
Un errore, questo, davvero molto diffuso. Ripetiamolo per l'ennesima volta (tanto non mi stanco mai): è voce del verbo dare, modo indicativo, tempo presente, terza persona singolare (Lucia dà un regalo a Maria); da è una preposizione (Da dove vieni?); da' è la seconda persona singolare del modo imperativo del verbo dare (Tu dai, per troncamento dai! --> da'!)

3. È ed e. No comment. Davvero
Sul serio, non si possono scambiare queste due cose. Eppure l'ho trovato, l'ho visto con i miei occhi. Ma come si fa? No, mi rifiuto di spiegare la differenza. Chi non la conosce, prima di mettersi a scrivere un libro, dovrebbe aprire la grammatica della lingua italiana. Una qualsiasi, anche la più scarsa, vi potrà spiegare quando si scrive con accento e quando senza. Altrimenti chiedete alla vostra maestra delle elementari... se ne avete il coraggio.

4. D eufoniche
È un po' particolare come argomento e spesso molto discusso, ma vi assicuro che fate più bella figura se usate le d eufoniche correttamente. Ossia, solo se la parola seguente inizia con la stessa vocale (ed è, ad andare). Ci sono alcune eccezioni, soprattutto per modi di dire fissi come "ad esempio". 
Questo errore è molto frequente, anche se posso immaginare che il lettore medio non lo noti. Ma un lettore attento sì e non vogliamo deludere nessuno, no?

5. Affianco e a fianco
Anche questo è stato ripetuto mille volte, ormai. Affianco: voce del verbo affiancare. A fianco: accanto. Semplice. O no? Allora perché continuate a sbagliare? T_T


Dopo i primi cinque punti dedicati a grammatica e ortografia, passiamo ad altri cinque in cui ci soffermeremo, invece, su alcune tecniche narrative e norme editoriali. 

6. Fate attenzione al pdv!
Il pdv sa essere subdolo! Non sapete per cosa sta "pdv"? Sta per "punto di vista". Il punto di vista va sempre rispettato e soprattutto ben gestito. In un romanzo o racconto ci possono essere uno o più pdv, l'importante è non confondere il lettore. Io lo spiego sempre così: "Quando usi il punto di vista di un personaggio, devi immaginare di essere nella sua testa: ci sono cose che puoi sapere, cose che non puoi sapere e cose che puoi dedurre da gesti, parole o altro. Se non fai così, crei solo confusione".
Ricorda anche che i pdv ballerini non piacciono a nessuno. Se decidi di usare il narratore onnisciente, sappi che non significa che puoi far danzare il pdv a casaccio, ma che devi applicarti in modo tale che al lettore non venga mal di testa nel leggerti. 
Siccome questa è una questione delicata, vi lascio un paio di link in cui potete informarvi ulteriormente:

7. Dialoghi poco credibili
Brutti brutti brutti. Non perché scritti male dal punto di vista sintattico, ma perché poco o per nulla credibili! Con battute abusate e paroloni che nessuno al mondo userebbe oggi. 
«Accipicchia! Questo sì che mi sorprende e mi delizia!»
Ma anche no.

8. Norme grafiche editoriali riguardanti i dialoghi
Ora, io capisco che state autopubblicando il vostro libro, ma ci sono norme grafiche editoriali che vanno rispettate, soprattutto riguardo i dialoghi. 
Mi è capitato più di una volta di leggere testi in cui i dialoghi erano introdotti dai trattini. Ovvio, lo "scrittore" disinformato (insomma il "non-scrittore") avrà pensato: "ma sì, usiamo i trattini, tanto sono più facili da mettere e non rompono come caporali (« ») e virgolette alte (" ")". Sbagliato! Perché anche i trattini hanno delle regole ben precise che vanno rispettate. 
Prima fra tutte non potete usare i trattini corti! Osservate bene i libri che leggete, non ci sono trattini corti, ma trattini lunghi! I trattini dei dialoghi sono lunghi. Punto. E non esiste un "ma che vuoi che sia, lunghi, corti, l'importante è far capire che inizia il dialogo". Non esiste perché voi volete essere scrittori, quindi voi vi prendete la briga di farvi una ricerca e di informarvi il più possibile. Se non lo fate date solo un messaggio: volevo pubblicare, di voi lettori non me ne importa un bel niente, comprate il mio libro e statevi zitti. 
Non è un bel messaggio, vero? È brutto brutto brutto, come i dialoghi che scrivete. 
Comunque anche qui vi lascio un link con un bel po' di informazioni. Guai se non ci date un'occhiata! 

9. Pensieri, parole, opere... ah no, aspetta, com'era?
Ancora i dialoghi... e ancora norme grafiche. Vi racconto cosa ho letto una volta in un estratto. 
L'estratto iniziava con delle virgolette alte (" "), all'interno delle quali, ovviamente, l'autrice aveva messo un testo scritto in prima persona. Ho quindi subito pensato che avesse intenzione di far partire il romanzo con un personaggio che parla, insomma con un dialogo. Il personaggio in questione sembrava anche rivolgersi a qualcuno. Perfetto. No problem, anzi va benissimo, a me piace quando si entra direttamente nella storia. 
Salvo poi il fatto che l'autrice, subito dopo, va a capo e mi mette le virgolette basse dette anche caporali (« ») che sono segno sicuro di dialogo. Al che mi chiedo: allora prima cosa stavo leggendo?
Per esclusione penso: saranno stati i pensieri del protagonista. Ok, un po' confusa la cosa, ma vediamo come prosegue. 
Finito il dialogo, la signora autrice decide di mettere un'intera frase in corsivo che sembra tanto un pensiero. E io sto là e ricontrollo le virgolette, poi la battuta con le caporali e infine questo testo in corsivo. E l'unica domanda che mi viene in mente è un enorme...
WTF? 
Cosa cavolo combina? Chi è che pensa, cosa dice, quel corsivo cosa c'entra? 
Vi parlo della prima pagina di un estratto. Di un libro che volevo comprare. Vi parlo di un libro che, per ovvi motivi, poi non ho comprato. 
Scegliete come desiderate dimostrare al lettore che quello che sta leggendo è un pensiero e non un dialogo o parte del testo. Scegliete tra le virgolette alte e il corsivo, entrambi vanno benissimo (io, personalmente, preferisco di gran lunga il corsivo) e poi usatelo con coerenza e costanza. Una scelta per tutto il romanzo o il racconto. Non ci sono altri modi. Non confondete il lettore!
Altro suggerimento: se usate le virgolette alte per i pensieri, ovviamente poi non potete usarle per i dialoghi. Sembra scontata la cosa, ma non si sa mai...

10. Cura del testo e della copertina
Come ultimo (per oggi) punto vorrei far presente l'insieme. Il tutto di un libro. Se un lettore vede una serie di blog segnalare la vostra uscita, la prima cosa che nota è la copertina. Ho visto alcune orrende. Ho visto alcune banali, ripetitive, sempre le solite cose. Ho visto alcune belle, semplici e originali. Insomma, non dico che la cover debba essere perfetta, tanto c'è sempre qualcuno che la criticherà. Ma una cover decente, non di quelle che potrei farvi io, ma realizzate da persone capaci, non sarebbe davvero male. La copertina attira l'attenzione e per questo va curata nei particolari!
Bene, il suddetto lettore arriva quindi su Amazon (che comunque resta sempre lo store online più usato) e cerca il vostro libro. Lo trova, legge la quarta di copertina e scopre qualche refuso. Già storce il naso, ma decide di dare un'occhiata all'estratto. Ora, vi ho raccontato sopra alcune delle reazioni che ho avuto io. Le stesse potrebbe avere lui, lettore ipotetico.
La cura del testo, dei particolari come per esempio quello dei trattini lunghi, delle d eufoniche e così via dimostra che l'autore ha fatto davvero di tutto per far arrivare al lettore un prodotto di qualità.
Sono stanca di leggere: scrivere è la mia passione! Ci sta, va benissimo, ma quando scrivi e poi pubblichi, la tua diventa anche una scrittura per lavoro. E come in ogni lavoro devi dare il massimo. Anche le passioni non si coltivano da sé, bisogna impegnarsi per migliorare.
In questo caso, tu, scrittore esordiente che ti sei autopubblicato, dovresti voler rendere l'esperienza della pubblicazione una cosa bellissima non solo per te (che realizzi un tuo sogno), ma anche e soprattutto per il lettore. È il lettore che pagherà per leggere il tuo lavoro, è a lui che devi dare conto una volta che il tuo scritto sarà pubblico.
Ed è per questo che apostrofi sbagliati, trattini corti invece di trattini lunghi, pensieri segnalati in modo scorretto, punti di vista ballerini e tutto il resto indicano a chi legge l'estratto (se ha la fortuna di non aver acquistato a occhi chiusi l'ebook) che l'autore ha pensato solo a se stesso, infischiandosene delle persone che avrebbero pagato per leggerlo.
E questa, signori miei, è la cosa peggiore che uno scrittore possa fare.

E per oggi finisco qui. Non voglio offendere nessuno con questo post, vorrei soltanto una cosa: riuscire ad aprire gli occhi a certa gente. Tutto qui.


Alla prossima,
Sil