lunedì 3 novembre 2014

L'ultima concubina - Catt Ford


Titolo: L'ultima concubina
Autore: Catt Ford
Traduttore: Stella Mattioli
Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 229
Prezzo: 6,99$
Voto: 4,5


Trama: Quando la principessa Lan’xiu, contro la propria volontà, viene consegnata dal fratello come offerta all’harem del generale Hüi Wei, la sua unica domanda è quando il suo segreto sarà scoperto. Non si fa illusioni: quando il generale scoprirà che lei è in realtà un lui, la morte sarà il suo unico futuro, anche se non ha intenzione di arrendersi. Lan’xiu si è vestito da donna per tutta la vita, ma non è fragile. Sa usare una spada come i migliori guerrieri.

Il generale Hüi Wei ha tutto quello che un uomo può desiderare: potere, ricchezza, successo sul campo di battaglia e un harem di concubine. All’inizio guarda Lan’xiu con sospetto, ma si sente stranamente attratto da lei. Quando scopre che la bellissima giovane in realtà è un uomo, la sua prima reazione è quella di estrarre la spada. Piuttosto che sprecare una tale bellezza, decide di godere della sottomissione di Lan’xiu: la principessa accende una passione e un desiderio profondi, che egli non ha mai provato per le altre mogli. Ma gli intrighi di corte, le ambizioni politiche e i dubbi del generale potrebbero essere un ostacolo troppo grande per il loro amore.

 
Recensione: Avevo adocchiato questo romanzo molto molto tempo fa, quando ancora non era stato tradotto in italiano e mi ero ripromessa che prima o poi lo avrei acquistato. Ma di libri ce ne sono tanti e alla fine avevo sempre rimandato. Ora invece eccolo qua, tradotto. Non sono una lettrice di storici, è bene metterlo in chiaro, ma la cosa che mi attirava in questo caso era che la storia era ambientata in Cina e per di più in una Cina imperiale, ricca di tradizioni, usi e costumi molto diversi dai nostri.
La scrittura di Catt Ford mi ha colpita sin dalle prime righe, perché in pochi secondi mi ha catapultata in un'altra epoca, in un mondo lontano dal mio. Inizia come il racconto di una leggenda:

E ACCADDE che nella dinastia Qing, durante il governo dell’Imperatore del Sole Jun, che il governatore Wu Min ordinasse che una carovana partisse per un pericoloso viaggio fino alla corte del generale Qiang Hüi Wei, governatore degli stati di Yan e Qui, per portargli un dono di grande valore, per il desiderio di ottenere il favore e la considerazione dell’imperatore. Se fosse stato contento o dispiaciuto che i soldati e i cortigiani prescelti fossero riusciti a raggiungere la fortezza di Qiang Hüi Wei dopo aver attraversato un territorio ostile si è perso nel tempo. La storia ricorda solo che la carovana arrivò senza problemi e che quando la notizia fu data al generale Hüi Wei, questi organizzò un’udienza per ricevere i doni, con le doverose cerimonie, in osservanza dei costumi dell’epoca.

E così termina. Ma è quello che c'è nel mezzo che mi ha convinta del tutto. Sono stata affascinata dall'abbigliamento di Lan'xiu, dall'harem di Hüi Wei, dallo scontro a spade fra lo stesso generale e la principessa, dai rapporti tra le mogli/concubine, dalla lealtà delle guardie e così via. Sarà perché a me piace questo tipo di ambientazione, sarà perché Catt Ford è stata bravissima a raccontarci questa storia, ma mi sembrava di vivere ogni momento con i protagonisti, da spettatrice. Mentre leggevo era come se stessi guardando un film, avevo le scene vivide davanti a me grazie alle descrizioni così evocative dell'autrice e questo mi portava ancora di più a immergermi nella storia stessa. Quando ho finito di leggerlo, ho sospirato. E quando questo succede, allora vuol dire che il libro mi è piaciuto davvero tanto.

Altra cosa che mi ha convinta è la scelta delle frasi “sagge” tipico quando si guardano film dell'antica Cina. Un esempio:

«Negli altri lodiamo sempre quello a cui diamo valore di noi stessi, che ne siamo consapevoli o no.»

Interessante anche la battaglia finale, anche se non sono riuscita a togliermi dalla testa che Catt Ford abbia letto L'arte della Guerra, di Sun Tzu, per la disposizione delle truppe e per l'apertura lasciata scoperta. Ma forse è perché l'ho letto io che ci ho visto qualcosa. Non saprei dire e comunque sarebbe per me una cosa positiva, segno di documentazione. 
Di Catt Ford avevo letto già Una mano forte, e devo dire che anche in L'ultima concubina le scene di sesso sono davvero hot e di nuovo si nota una certa dominanza dell'uno sull'altro, in questo caso dovuta anche ai ruoli che impersonano, visto l'epoca.

Insomma, come sempre quando un libro mi è piaciuto particolarmente, mi sembra di non aver detto abbastanza. Spero comunque che il messaggio sia arrivato ed è: leggetelo, ve lo consiglio caldamente!

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