giovedì 28 agosto 2014

Come promuoversi - Parte prima


Piccola premessa:
Con questo articolo vorrei dare il via a una serie di post dedicati al mondo della promozione. Chi mi segue sa che sono un po'... strana, che dico le cose come vengono, che di solito non ci giro intorno. Non sto per dirvi come vendere mille copie in un mese, sto per riassumere qualcosa che, purtroppo, ancora molti scrittori esordienti non conoscono (o capiscono).
Alcune persone mi chiedono come fare per promuoversi, altre snobbano i metodi quando inizio a parlarne. Beh, ecco come la penso, nel bene e nel male. Spero
che potrà far aprire gli occhi a tutti quegli spammer scatenati che scorrazzano per Facebook, lasciandosi dietro una scia di persone che li mandano a quel paese. Ma soprattutto spero di dare una mano a qualcuno, magari a chi sta muovendo i primi passi nel mondo della scrittura, a chi ha pubblicato per la prima volta e non sa come muoversi. Insomma, spero serva a qualcosa.
Come sapete faccio parte di un sito di scrittura e lavoro per una casa editrice. Quello che leggerete qui sotto è la mia opinione PERSONALE. Se parlo di siti di scrittura non mi riferisco per forza al mio, se parlo di case editrici non mi riferisco per forza a quella per cui lavoro. A meno che non lo dica in modo esplicito, ovviamente.
Buona lettura!


Come iniziare a promuoversi. Sì, promuoversi.


Perché promuoversi e non promuovere i propri libri? Semplice: perché non siete nessuno. No! Non intendo offendervi, davvero! Il punto è che finché non avrete conquistato un vostro pubblico più o meno fedele, non sarete nessuno. Sarete voi stessi, certo, ma sconosciuti al resto del mondo come scrittori.

È mia opinione, infatti, che per riuscire a promuovere il proprio libro d'esordio, quindi la vostra primissima pubblicazione (ma anche quelle seguenti), bisognerebbe iniziare a farsi conoscere come persona (o personaggio, perché no? Se volete tenere nascosta la vostra vera identità e il vostro carattere, usare uno pseudonimo e crearsi un personaggio di certo non è un reato) già prima dell'uscita del vostro lavoro.
Non avete idea di quanto sia fastidioso lo scrittore che entra guappo in un gruppo Facebook dedicato alla lettura o alla scrittura, non saluta nemmeno, posta il link al suo libro su Amazon e sparisce. Una zanzara che punge e fugge è meno fastidiosa, e sapete perché? Perché la zanzara lo fa per natura, lo scrittore-spammer invece lo fa con menefreghismo e, agli occhi dei membri del gruppo, apparirà come un arrogante idiota, da bannare direttamente ed evitare come la peste.
In poche parole? “Linka e fuggi” non vi fa vendere di sicuro nessuna copia.
E vi farà appioppare il soprannome di “scrittore-rompiscatole-sfigato”. Mi
dispiace, ma è così. Quindi prima di mollare il vostro link da qualche parte nei social o nei forum di scrittura o su qualsiasi altro sito, fermatevi, riflettete. Poi evitate.
Un'altra cosa da evitare come la peste? Non vi permettete MAI, e ripeto MAI, di scrivere un messaggio privato a qualcuno che non conoscete per fargli sapere la bella notizia: “Ehi, lo sai che da oggi il mio libro TITOLO A CASO è disponibile su Amazon a solo 0,99€? LINK”.
No, non lo so, non so chi *biiiip* tu sia e non voglio che tu mi scriva mai più un messaggio privato. *Bloccato*.
Vedete? Non funziona per niente!

Ok, ma io avevo promesso di darvi qualche dritta per promuovervi, non di dirvi cosa non dovete fare. Quindi andiamo avanti.

I social

Qual è il metodo più efficace e veloce per farsi conoscere, secondo me? I social, ovvio.

Potete criticarli quanto volete, ma se siete degli sconosciuti, allora i social sono un metodo rapido per farvi conoscere come persona, prima ancora che come scrittore o scrittrice. Vi direte: “Ma io voglio che mi conoscano come scrittore. Io scrivo, voglio vendere il mio libro!”
Lo so. Calma!
Oggigiorno voler vendere il proprio libro da scrittore esordiente autopubblicato, o pubblicato da una piccola casa editrice, non è semplice.
Se vi siete autopubblicati sapevate (spero) a cosa andavate incontro, eravate a conoscenza del fatto che la promozione sarebbe toccata a voi, nessuno vi avrebbe aiutato, non senza essere pagato, almeno. Quindi è chiaro che dobbiate essere voi a prendere l'iniziativa. Questo significa che anche, e forse soprattutto, per voi valgono i “no” di cui ho parlato sopra.
Non fatevi odiare dal popolo di Facebook o di Twitter. Fatevi conoscere per come siete, fate vedere il vostro lato positivo e – perché no? – anche che siete delle persone e non siete finti: mostrate cosa vi fa arrabbiare, con cosa siete solidali. Dite la vostra opinione. Insomma, mostrate di essere umani, delle persone, non spam con link automatico.

Se avete pubblicato con una casa editrice piccola, invece... beh, vale lo stesso discorso. Solo che forse, quando avete scelto di pubblicare con una casa editrice, non pensavate che la maggior parte del lavoro di promozione sarebbe spettata a voi. I piccoli editori, infatti, spesso sono costretti a lavorare anche al di fuori della loro casa editrice, il mestiere di editore diventa un secondo lavoro. Se aggiungiamo il fatto che non possono permettersi spese folli e che hanno quasi sempre organici ridotti, con pochi addetti ai lavori che devono stare dietro a tutto, è facile capire come un passaggio editoriale possa essere seguito meno degli altri. Nella maggior parte dei casi sono l'editing e la promozione i due settori che ne risentono di più. Quando ne risente l'editing, trovo sia imperdonabile. Il prodotto offerto ai lettori deve essere levigato e lucidato al massimo. Qualche refuso può sfuggire, incongruenze nella trama o strafalcioni grammaticali no. Ma la promozione? Dovrebbe essere compito loro occuparsene, e anche io la pensavo così fino a un paio di anni fa. Ma più mi muovo nel mondo della scrittura e dell'editoria, più mi rendo conto che anche lo scrittore si deve adoperare per far conoscere il proprio libro.
Non possiamo stare seduti a girarci i pollici mentre aspettiamo che la casa editrice faccia tutto per noi. Noi non siamo né Stephen King, né J. K. Rowling. Nessuno farà a botte per poterci pubblicare e nessuno farà a botte per poterci intervistare. Non ci saranno file di blogger pronti a paparazzarci in giro. Se avete scelto l'editore giusto, questo si impegnerà al massimo nell'editing, nella correzione di bozze, nella presentazione del vostro romanzo, sarà presente su Facebook con una sua pagina, creerà ebook di ottima qualità. Ma spesso non spenderà molto tempo per la promozione, che reca meno danni se trascurata per via di altro lavoro. Allora sta all'autore rimboccarsi le maniche e iniziare a muoversi per farsi conoscere.

I social, dicevo. Facebook è un ottimo posto da cui iniziare. Perché è semplice, perché quasi tutti hanno un profilo già pronto, perché ci si può creare una pagina autore, perché è facile stringere “amicizie”, perché tante cose. Se siete quelli che lo snobbano allora provate con Twitter, non credo che frutterà quanto Facebook, ma è meglio di niente. C'è anche Google+, ma se usate quello tanto vale che vi facciate anche un profilo su Facebook. Ne vale di più la pena, credetemi.
Ora, se snobbate qualsiasi social... beh. Non so che dirvi se non: poi non vi lamentate.
Non sto dicendo che non ci si può promuovere senza avere un profilo o una pagina Facebook, sto solo dicendo che vi private di un facile ed eventualmente proficuo alleato. Anche se – state attenti – questo alleato, se usato nel modo sbagliato, potrebbe diventare il vostro peggior nemico! Un autore che riceve una recensione negativa e insulta tutti i blogger come “acidi e ignoranti” e i lettori come quelli “che non capiscono niente” (sì, davvero, capita e non raramente!) non dovrà poi rompere le scatole con le sue lagne, se la gente lo manda a fare in *biiip*. Ops.

Credo che per ora mi fermerò qui. Vi do appuntamento alla prossima parte, che dedicherò ai blog, ai giveaway, ai blog tour e alle interviste. Diciamo che entrerò più nel pratico.

Se questo articolo vi è piaciuto, se lo avete trovato interessante, condividetelo sui social, mi raccomando! Così mi fate un po' di pubblicità. LOL.
Se lo avete trovato irritante, mi raccomando, condividetelo sui social! Così la gente parlerà di me, magari mi taggherà e io potrò rispondere alle loro perplessità. E già che ci siete mi fate un po' di pubblicità. RI-LOL.
Se non lo condividete, siete persone brutte e cattive. (Capite, ora, che se dico questa cosa nessuno me lo condividerà per ripicca? Non siete persone brutte e cattive, dai. Se condividete.)

Alla prossima!


Qui trovate la seconda parte: Come promuoversi - Parte seconda
E qui la terza: Come promuoversi - Parte terza

sabato 23 agosto 2014

Mini recensioni degli ultimi romance (M/F) che ho letto: "Perché proprio a me" e "Un nuovo inizio"

"Perché proprio a me", di Stella Bright

Titolo: Perché proprio a me
Autore: Stella Bright
Editore: Triskell Edizioni
Pagine:  73
Prezzo: 2,99 €
Voto:  4/5

Trama: Glenna, componente dello staff tecnico della squadra di rugby dei Cardiffs, è un vero peperino, un maschiaccio. E una rossa da urlo. La sua vita viene letteralmente messa sottosopra dall’arrivo di un nuovo elemento dalla Repubblica Sudafricana: Johann Christiaan Van der Vaals. Perché le è toccata una simile punizione divina? Da parte sua sarà guerra su tutti i fronti, sia con le parole che con i fatti. Una guerra a colpi di insulti e sì, anche di schiaffi, perché Glenna è una tremenda ragazza irlandese, testarda e bellicosa e molto, molto prevenuta verso il nuovo acquisto della squadra.
Peccato che non abbia fatto i conti con i sentimenti, la passione e l’amore.
E peccato che non abbia neppure tenuto conto del ruvido fascino di Johann e dei suoi stupendi occhi da leone. Ma soprattutto non ha riflettuto sul fatto che di solito nell’acqua che non si vuol bere alla fine si finisce con l’annegarvi

Recensione: Un romance frizzante, che parte subito in quarta con una protagonista un po' particolare in fissa con una cosa: il suo odio verso i sudafricani. Ed è proprio questo pregiudizio che le impedirà di vivere una serena storia d'amore, questo e la sua testardaggine. Lo stile di Stella cattura il lettore con le sue battute che strappano spesso una risata e con la tensione sessuale fra i due protagonisti che sale alle stelle per poi esplodere, in un finale che non deluderà. Unica pecca che ho trovato: l'odio della protagonista verso i sudafricani sembra essere portato un po' troppo agli estremi, tanto che il lettore a un certo punto smette di tifare per la protagonista e, diciamocelo, quando cade dalla bicicletta, chi lo ha letto sicuramente avrà pensato: ben ti sta! 
A parte questo, lo ritengo assolutamente da consigliare, forse per quelle un po' meno romantiche, che cercano una storia sensuale, una storia di passione.  Ma sicuramente una lettura davvero piacevole!


"Un nuovo inizio", di Maria Sveva Morelli 

Titolo: Un nuovo inizio
Autore: Maria Sveva Morelli
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 79
Prezzo: 2,99 €
Voto: 4/5

Trama: Emma ha appena finito gli esami e sarebbe ben felice di partire per la romantica vacanza che ha programmato con Marco, peccato che il suo fidanzato l’abbia lasciata proprio alla vigilia del viaggio.
Si ritroverà a vagare da sola nei pittoreschi vicoli otrantini, cercando di sanare il suo cuore spezzato.
Adrian è un quarantenne britannico che, durante una vacanza in Italia, cerca di recuperare il rapporto con i figli adolescenti e dare una seconda possibilità a se stesso.
Tra l’inglese e la studentessa italiana scatterà una passione tenera e irresistibile.
Potrà una storia d’amore estiva appianare le tante differenze tra gli innamorati e superare i lunghi inverni che li aspettano?


Recensione: Questo racconto lungo mi ha colpito per la sua dolcezza. Lo stile è curato e la trama, sebbene si svolga in sole 79 pagine, è ben trattata e non manca di nulla. Anzi, di una cosa: scene hot! Mi è piaciuto leggere di Adrian e del suo caso familiare, con una moglie e una figlia viziate che lo sfruttano solamente, e del figlio, molto simpatico, che darà una mano ad Adrian a fare la scelta giusta. La cosa che mi ha colpita di più è che queste due persone, Adrian ed Emma, differenti non solo per età, ma soprattutto per lingua e cultura, si trovano e si amano in una terra che a me è molto cara, tra l'altro. 
Romance consigliato alle lettrici davvero romantiche, il livello di sensualità è basso e non è un difetto, ma mi sembra giusto dirlo per chi invece ha piacere di leggere anche una bella scena di sesso. Ciò non toglie nulla alla bontà del racconto.

giovedì 21 agosto 2014

Insider's goodies: Il posto di Harry Quattrozampe, di Sue Brown

Eccoci arrivati a un altro appuntamento con Insider's Goodies!
Questa volta vi parlerò di un  romanzo che molte di voi stanno aspettando con ansia: "Il posto di Harry Quattrozampe", di Sue Brown!
Data di pubblicazione: 22 agosto. Mancano solo poche ore, tenete duro!



Ecco la scheda:

Titolo: Il posto di Harry Quattrozampe
Titolo originale: Hairy Harry's Car Seat
Autore: Sue Brown
Traduttore: Beatrice Da Vela
ISBN: Edizione Ebook 978-88-98426-26-3
Lunghezza: 121 pagine
Collana: World / Rainbow
Genere: M/M
Formato: pdf, epub, mobi

Trama: Peter Mitchell si è lasciato il matrimonio alle spalle e se n’è andato con due cose soltanto: una valigia e Harry, il suo compagno canino.
Quando Harry si ammala, Peter si trova ad affrontare una delle decisioni più difficili della sua vita: dire addio al suo migliore amico.

Evan Wells è il veterinario che si occupa di Harry e Peter resta sorpreso di quanto velocemente lui e il medico stiano diventando amici. Si ritrova ad aspettare con ansia le sue telefonate, così come di poter passare del tempo con lui. Peter sa che Evan è gay, ma la cosa non lo preoccupa. Non fino a quando Evan confessa di provare attrazione per lui.

Peter si ritrova ad ammettere a se stesso di non essere così avverso a quell’idea come pensava, e la cosa lo mette in difficoltà.

Prezzo: € 3,49

Innanzitutto vi avverto: preparate i fazzoletti. Tanti. Credetemi, ne avrete bisogno! 

Questa volta, come citazione, ho deciso di regalarvi l'incipit, non lo faccio mai, ma sono le prime righe, a volte, che ci catturano subito o hanno l'effetto contrario. Fate anche voi una carezza a Harry:
Peter si sedette sul tappeto accanto ad Harry. Il cane era rannicchiato su se stesso e si mosse a malapena quando l’uomo gli accarezzò la testa.
«Ehi, Harry,» mormorò Peter, «come stai?»
Il cane si sporse verso la sua mano, ma non si mosse né la leccò, come faceva di solito. Harry aveva circa quattordici anni. Era stato preso in un canile e nessuno era davvero certo della sua età esatta e delle sue origini. Era un incrocio tra un levriero irlandese e un terrier, col pelo tutto ricciuto e con le zampe stranamente corte. Peter non sapeva esattamente cosa avesse provocato quell’incrocio, ma aveva dato a Harry una lunga vita. Adesso il cane era anziano e, nell’ultima settimana, aveva passato più tempo a dormire nella sua cuccia che in qualsiasi altro posto, senza mangiare, senza interessarsi al mondo intero. Peter aveva provato a tentarlo con del cibo per cani che costava più della sua spesa settimanale, ma Harry aveva ignorato la ciotola. Era riuscito a scodinzolare per Peter, anche se quel gesto diventava ogni giorno sempre più debole.
«Non così bene, eh?»
Peter si sedette il più vicino possibile a lui e posò la testa di Harry sulle sue ginocchia. Il cane non protestò e Peter fu grato che l’animale non sembrasse provar dolore. Si appoggiò al muro mentre lo accarezzava. Harry chiuse gli occhi e si rimise a dormire.

E per finire l'immagine dei capitoli (a me piacciono sempre tanto, non so a voi!):


Non vi resta che aspettare qualche altra ora, dunque! E poi... buona lettura! 

sabato 16 agosto 2014

Il ciclo di Cthulhu, Vol 1 - Robert E. Howard

Titolo: Il Ciclo di Cthulhu – Vol.1 
Autore: Robert E. Howard 
Genere: Horror 
Pagine: 71 
Prezzo: € 0,99 
Voto: 4/5

Trama: Robert Ervin Howard, scrittore americano e maestro della letteratura di genere, fu il precursore dell’heroic fantasy e del romanzo d’avventura, soprattutto per le opere su Conan il Barbaro che lo resero celebre. L’autore diede vita anche al cosiddetto “Ciclo di Cthulhu” con dei racconti ispirati al lavoro di H.P. Lovecraft, con il quale intraprese un lungo carteggio. In questa antologia ne riproponiamo tre: 
- La Pietra Nera 
- Il Fuoco di Assurbanipal 
- La cosa sul Tetto 
«Se fossi facoltoso non farei altro che andarmene in giro per il mondo a curiosare nelle città in rovina... e probabilmente finirei per farmi mordere da un serpente.» 
(Da una lettera a H.P. Lovecraft, 1931)

Recensione: Ho letto con molto piacere questa nuova uscita dei classici ritradotti da Dunwich Edizioni. Trovo che la casa editrice stia facendo un ottimo lavoro, non solo per via delle traduzioni, ma anche come programma di "rilancio" di autori del genere weird e horror i cui nomi sono conosciuti agli appassionati di queste letture, ma forse non a tutti e di sicuro un po' meno agli altri.
A quanto mi risulta, la prossima uscita dovrebbe essere il secondo volume dedicato a William H. Hodgson, che attendo con ansia. Il primo lo avevo recensito QUI. Ma torniamo a Il ciclo di Cthulhu, di Robert E. Howard. È ovvio dal titolo, come anche dalla trama tratta dal sito dell'editore, che Howard si rifa al culto di Cthulhu ideato da H. P. Lovecraft.
Cthulhu
Il primo racconto, La pietra nera, devo ammettere che non mi ha catturata, l'ho letto, apprezzato, ma non mi ha coinvolta,  non mi ha tenuta attaccata alle pagine fino alla fine. Mi è sembrato dei tre il racconto più elaborato, quello più studiato, ma lo stile dell'autore si sofferma spesso sul "raccontare" più che sul "mostrare" e a un certo punto mi è mancata un po' d'azione, ecco. E infatti quando finalmente il protagonista assiste alla scena del rito della Pietra Nera, le mie antenne horror si sono alzate e da lì ho finito di leggere il racconto in breve tempo.

Molti indossavano pelli di animali selvatici che davano sia agli uomini che alle donne un aspetto di sensuale brutalità.
Provavo repulsione per loro, ma non mi degnarono di uno sguardo. Formando un semicerchio di fronte al monolito, iniziarono una specie di canto, alzando le braccia all’unisono e muovendo ritmicamente i corpi dalla vita in su. I loro occhi erano fissi sulla sommità della Pietra che sembravano invocare. Ma la cosa più sconvolgente era la profondità di quelle voci. A poco meno di cinquanta metri, quasi cento persone stavano innalzando il loro selvaggio e perfetto canto. Ciononostante quel suono mi giungeva come un distorto e indistinguibile mormorio, come se arrivasse da miglia di distanza nello spazio. O nel
tempo.
Il secondo racconto, Il fuoco di Assurbanipal, è quello che mi è piaciuto di più. Dire che l'ho divorato non basta. In questo racconto troviamo tutto: la leggenda, l'avventura, lo scontro, l'ignoto, la curiosità che può portare alla pazzia. Troviamo accenni al Necronomicon e alla Città dei Morti, oltre a una descrizione di Cthulhu e l'incontro ravvicinato con questa antica divinità (o demone, come definito da Howard). Protagonisti sono l'americano Steve Clarney e l'afgano Yar Ali, due vagabondi, "soldati di fortuna, uniti dal caso e da una mutua ammirazione", che hanno viaggiato insieme dall'India fino alla Persia, e che poi, nella ciità di Shiraz, hanno incontrato un vecchio in fin di vita che ha riferito loro la leggenda del Fuoco di Assurbanipal.
Gli uomini della carovana non avevano avuto il coraggio di spingersi oltre nel deserto per cercare la città. Il motivo, spiegò il mercante, era che essi credevano si trattasse dell’antichissima Città del Male di cui si parla nel Necronomicon dell’arabo pazzo Alhazred, la città dei morti sulla quale era stata scagliata una maledizione. I suoi molti nomi variavano da leggenda a leggenda: gli arabi la chiamavano Beled-el-Djinn, la Città dei Diavoli, i turchi Kara-Shehr, la Città Nera. E la pietra preziosa era un gioiello dannato appartenuto a un antico re che i Greci chiamavano Sardanapalus e i Semiti Assurbanipal.
Copertina di Weird Tales dedicata al racconto "Il fuoco di Assurbanipal"
 E così il loro viaggio inizia e la Città dei Morti, la Città Nera o Città dei Djinn, come la si voglia chiamare, si fa sempre più vicina:
Raggiunsero le mura esterne nel caldo opprimente del pomeriggio. Passarono attraverso una breccia in una parete pericolante e diedero uno sguardo alla città dei morti. La sabbia aveva ricoperto le strade e tuttavia metteva in risalto la forma fantastica di alcune immense colonne semi crollate. La zona era così in decadenza e così invasa dal deserto che i due esploratori non poterono farsi un quadro chiaro di come dovesse apparire la città in origine. Erano rimasti solo cumuli di rena e detriti di pietra smussata sui quali era calata, come una nuvola, un’aura di antichità indescrivibile.
Il terzo racconto, La cosa sul tetto, è nello stile un misto dei primi due. L'avventura, i posti sconosciuti, le antiche leggende ci sono tutti, e vengono in parte rivissuti attraverso i racconti di uno dei due protagonisti.
«Quest’uomo si è immerso così profondamente in materie proibite», disse. «Non mi stupisce che la sua fine sia stata così misteriosa e assurda. Deve aver avuto un presagio riguardo alla sua morte. In questo punto intima agli uomini di non svegliare le cose che dormono.» Tussmann apparve perso nei suoi pensieri per qualche istante. «Già, le cose che dormono», mormorò. «Sembrano morte, ma stanno solo aspettando che qualche pazzo le svegli. Avrei dovuto leggere con più attenzione il Libro Nero e avrei dovuto chiudere la porta, quando ho lasciato la cripta. Ma ho la chiave e la terrò, costi quel che costi.»
Si destò dalle sue riflessioni a voce alta e fece per rivolgermi la parola, ma poi si interruppe bruscamente. Da qualche parte al piano di sopra era riecheggiato un suono singolare.
In conclusione consiglio la lettura de Il ciclo di Cthulhu, i tre racconti meritano davvero e a fine libro rimarrete con quella soddisfazione di aver letto qualcosa dal profumo di antico.
Per gli amanti del genere dovrebbere essere un must.

mercoledì 6 agosto 2014

Insider's goodies: Una tata per Nate, di Lisa Worrall

Eccoci al nostro terzo appuntamento con Insider's goodies, chicche dall'interno di Triskell Edizioni!
La prossima uscita è stata molto attesa dalle fans di Lisa Worrall. Ecco la scheda:

Titolo: Una tata per Nate
Titolo originale: A Nanny for Nate
Autore: Lisa Worrall
Traduttore: Barbara Belleri
ISBN: Edizione Ebook 978-88-98426-25-6
Lunghezza: 102 pagine
Collana: World / Rainbow
Genere: M/M
Formato: pdf, epub, mobi
Data di pubblicazione: 8 agosto

Trama :
Un anno dopo la morte del marito, le uniche cose che permettono a Parker Adams di andare avanti sono il suo lavoro e suo figlio, Nate. Quando la persona che si occupa solitamente del bambino si trasferisce, Parker decide di assumere una balia che viva con loro, in modo da dare a Nate maggior stabilità. A causa di un ‘disguido’, però, non è la minuta Melanie che si presenta alla loro porta, ma Jake Walsh.

E Parker va nel panico.
Non che Jake non sia perfetto per quel lavoro. Lo è, e anche un po’ troppo. In mezz’ora di colloquio riesce a risvegliare in Parker sentimenti che lui credeva perduti per sempre.
Come farà Parker a vivere con quell’uomo sotto il suo tetto ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette?

Per Jake, invece, ciò che gli viene offerto rappresenta il lavoro perfetto, almeno fino a quando non si rende conto che non solo si è affezionato a Nate, ma si è anche innamorato di Parker.

Prezzo: 3,49 €

Spero mi perdonerete se oggi non scriverò molto, ma poter usare solo l'indice sinistro per scrivere, credetemi, non è divertente! Cooomunque...

Nate, il bambino protagonista, ci catturerà sin da subito e, badate bene, il piccoletto ha le idee ben chiare su cosa deve saper fare una tata:

"Lei era ok. Ma guardalo... lui è enorme! Sarà capace di arrivare a tutti gli scaffali più alti"

E l'omone, invece? Non si farà mica intimorire facilmente:

Jake sperò che la donna spaventasse gli altri genitori tanto quanto spaventava lui, e che non fosse l'unico a sentire il desiderio di correre a casa dalla sua mamma.

Per finire vi lascio con una succulenta citazione. Non mi resta che augurarvi buona lettura e di ricordarvi che l'ebbok sarà disponibile all'acquisto a partire dall'8 agosto!
«Nate!» urlò Parker dal fondo delle scale. «Dai, piccolo! I tuoi cereali si stanno raffreddando!» L’uomo era in piedi di fronte allo specchio ornato e appeso al muro vicino alla porta d’ingresso e stava cercando di finire di sistemare la cravatta blu di seta che aveva attorno al collo. L’aveva appena messa sotto il colletto della camicia ed era quasi riuscito a raddrizzare il nodo quando qualcuno suonò il campanello facendogli muovere di scatto la mano e rischiando così di farlo strangolare. «Merda,» sibilò tra i denti e fece i due passi che gli mancavano per arrivare alla porta, ringraziando mentalmente il santo patrono delle tate che quello fosse il primo giorno di lavoro di Melanie. «Mel…» Parker si bloccò. «Tu non sei Melanie,» disse debolmente.
«Non l’ultima volta che ho controllato,» rispose Jake con un sorriso.
Parker si accigliò notando la valigia e la grossa sacca ai piedi di Jake. «Umm… cosa ci fai tu qui?»
«La tua lettera diceva di iniziare il ventiquattro,» replicò Jake, sollevando la sua borsa. Poi esitò, la fronte accigliata. «È il ventiquattro oggi, vero?»
«Sì, sì, lo è ma…» Parker non ebbe il tempo di finire la propria frase perché Jake mise la borsa nella sua mano e si abbassò per recuperare la valigia.
«Ottimo. Per un momento ho pensato di aver fatto confusione con le date.» Jake sorrise felice mentre passava di fianco a Parker e spiò il corridoio. «La cucina è da questa parte?»
«Sì, ma…» Parker sbuffò frustrato, ma quando si girò si ritrovò a guardare la schiena di Jake. Cosa accidenti stava succedendo? «Jake, aspetta.» Diede un colpo con il piede alla porta per chiuderla e seguì il ragazzo in cucina. Lo shock per essersi trovato di fronte il giovane uomo sulla porta di casa stava iniziando a scemare e il suo tono era fermo mentre entrava in modalità avvocato. Alzò gli occhi al cielo quando trovò Jake che si comportava come se fosse a casa sua, versandosi una tazza del caffè che Parker aveva preparato poco prima. «Cosa ci fai qui?»
«Prendo servizio.» Jake appoggiò la tazza di caffè e prese una busta dalla tasca posteriore. «Come mi hai detto tu.»
Parker appoggiò la sacca sul pavimento della cucina e prese la busta, le rughe sulla fronte si fecero più profonde mentre leggeva la lettera. Merda! Lui aveva offerto il lavoro a Melanie. Aveva ristretto il campo a Jake e Melanie e poi aveva spedito una lettera di scuse a Jake e alle altre due donne che si erano presentate al colloquio, e alla fine aveva spedito a Melanie la lettera in cui le confermava che aveva ottenuto il lavoro. Cosa cazzo ci faceva Jake con la lettera di Melanie? Aveva cercato di fare una cosa carina e nell’intestazione della lettera aveva scritto ‘congratulazioni’ anziché il nome di Melanie. Era sembrata una buona idea al momento. Doveva per sbaglio aver messo la lettera di conferma nella busta indirizzata a Jake. Merda! Cazzo! Doppio cazzo!


lunedì 4 agosto 2014

Release (Davlova #1) - A. M. Sexton (english review)

Title: Release
Author: A.M. Sexton
Publisher: Smashwords (selfpublishing)
Price: 5,92$
Rating: 5/5


Blurb: Davlova: a poverty-ridden city-state ruled by a tyrannical upper class. Resources are scarce and technology is illegal. But in the slums, revolution is brewing.
Misha is a common pickpocket until his boss gives him a new job. Disguised as a whore, Misha is sent to work for one of the most powerful men in the city. But his real task is far more dangerous: get close to Miguel Donato, and find something – anything – that will help topple Davlova’s corrupt government.

Misha is plunged into the decadent world of the upper class, where slaves are common and even the most perverse pleasure can be found. Although he’s sure Davlova’s elite is involved in something horrific, proof is hard to come by, and Misha begins to fall in love with the man he’s supposed to betray. Then Misha meets Ayo – a sex slave forced by the neural implant in his brain to take pleasure from pain – and everything changes. As the lower class pushes toward a bloody revolution, Misha will find himself caught between his surprising feelings for Donato, his obligations to his clan, and his determination to save Ayo.

Warning: This book contains graphic descriptions of violent sexual acts of questionable consent that may be disturbing to some readers.
 


Review: Some weeks ago, Marie Sexton announced on Facebook and on the social networks, that her new book would be released soon. That this book was self-published and that she had even decided to use another pseudonym, not too much different from the original one, actually, but that nevertheless must send a message to her readers and fans: this book is different from all the others she wrote. We can’t call it a romance, actually. Or maybe we can use the word “romance” but only partially. Release is so much more than a “simple” romance. However, let's slow down, I have a lot to tell you.
Let's start from the title: Release. This word has a lot of meanings. We will find it many times during the story and each time it will have similar and at the same time different meanings, because the situations in which it will be mentioned will be different. This book is a string of events that hit me hard, a build-up of emotions, facts, and tension which, in different chapters, with different characters, exploded and made me feel, as a reader, a very deep empathy with the main characters, made me sigh, feeling “released” with them.

Another important thing I want to talk about is: violence.
As you can read in the warnings above, just after the blurb, this book contains scenes of violence. Even sexual violence. Sometimes I had to squint to continue reading, sometimes I swore because what I was reading was cruel, brutal. And nevertheless real. Violence plays an important role in this novel. The characters have to face it under many aspects. Above all the physical and sexual violence, but also the psychological one. If I think about Ayo, my heart feels squeezed. But it's not only about him, almost every character has a past of violence, someone physical violence, someone moral (I'm thinking about Frey), someone “passive” violence (to force someone to sacrifice himself it's violence, in my opinion). Nobody, in this novel, is “clean” of violence. Everyone has positive sides, but also negative ones. Everybody has kind thoughts, but also bad thoughts. And they behave accordingly.

The characters created by Marie Sexton (I will continue to call her like this, because I understand her decision, but I want to show that for me there’s no difference and I even think that this is her best book among the ones I read. And I read Release maybe just because it was Marie who wrote it, maybe if I hadn't read her Coda Series or Between Sinners and Saints, I wouldn't have read Release and I would have lost a wonderful book). However... I was saying:
The characters created by Marie Sexton are so realistic that I never once felt thrown out of the story. No, I was Misha, I was Anzhéla, I was Talia, Lalo, Jenken, Frey. Maybe, about at the end, I was even Donato. Yes. Because he is realistic, too. No, he is the most realistic, he and Misha and their relationship between love and hate.
Anzhéla is a very present character, she is often not there in “person”, but in her proteges’ thoughts. In the thoughts of all those boys and girls, those kids she saved from the streets of Davlova, and let in her theater, a den of thieves out of necessity. Anzhéla's den is not the only one. There are many others, and the guardians of all those kids have saved their lives, in a way or another.
"Finally, a small boy crept from the shadows, tears making bright clean tracks down his dirty cheeks. He sank to his knees between the bodies. His shoulders shook visibly. Whether they'd been kind, like Anzhéla, or cruel, like Frederic, they'd been his guardians. They'd given him a roof and fed him. They'd provided a family and a home. They'd done what nobody else in the city had bothered to do."
I told you how realistic this novel is. Now, I tell you that it's a science-fiction novel, that there is a factory called Dollhouse, that there is also a very dangerous and very strong aphrodisiac drug. I tell you that the world is divided in rich people, the “pureborn”, and in poor people, those who live in the trenches, doomed to fight to survive. And in the middle, there are the merchants, those who live in the White District, that surrounds the hill. I tell you that technology is forbidden, that the quadrant on the outside of the Wall doesn't have electricity, while on the hill the pureborn live in a vicious, decadent way. I tell you that there are goddess temples and that in the streets of Davlova revolution is taking its path.
I followed the avenue counterclockwise, east and north as it curved up through the slums that were the fourth quadrant—the slums where I’d grown up—and finally bled into the first quadrant, which held the harbor. Very few people lived in this sector. It was all about commerce
and access to the sea.
I tell you all these things and I add: there is so much more!
There will be a second volume of Davlova: Return (Davlova #2 – Conclusion).
Some things of the book one will become clear only in the second book.

I can't end this review without mentioning the hot sex scenes. They are never vulgar, but Marie Sexton managed to make them really exciting.
I leave you with another quote. And with an advice: read this book.
"No matter how much I hate him, the programming is stronger. My body betrays me." 
"I want to help", I said weakly. 
He looked up at me, his eyes suddenly sharp and intense with hope. 
"Will you kill me?" 
I instinctively stepped backward. "What? No!" 
"Please?" 
"Tell me you don't mean that." 
His shoulder fell. He slumped in defeat. "I can't do it myself. The programming won't let me." 
"I don't want to hurt you." I stepped closer again and reached out to touch his arm. He didn't respond to my touch, but he didn't pull away either. "I don't want to be like him." 
He laughed. There wasn't much humor in the sound, but he attempted to smile at me. The fragile sincerity of it made me ache. "You're nothing like him."
And now, finally, it's with a great pleasure that I'm here to announce that this novel, which I appreciated a lot, will be published by Triskell Edizioni! I had the honor to read it, and then I've discussed with Barbara about a possible translation and release of the Italian version with Triskell Edizioni. I thank Barbara for the trust she places in me, and I hope I won't let her down ever, but when I read Release I thought it was a shame that Italian readers couldn't read it! Something must be done! 
And so here I am to announce the translation of this novel by Triskell Edizioni! Isn't it a beautiful thing?



Release (Davlova #1) - A. M. Sexton

Titolo: Release (Davlova #1)
Autore: A. M. Sexton 
Editore: Smashwords (autopubblicato)
Prezzo: 5,92 $
Voto: 5/5

Trama
Davlova: una città-stato oppressa dalla povertà e governata da una classe sociale elevata tirannica.  Le risorse sono scarse e la tecnologia illegale. Ma nei quartieri bassi, si trama la rivoluzione.
Misha è un comune ladruncolo fino a quando il suo capo gli assegna un nuovo lavoro. Calandosi nel ruolo di una prostituta, Misha viene inviato a lavorare per uno degli uomini più importanti della città. Ma il suo vero compito è molto più rischioso: avvicinarsi a Miguel Donato e trovare qualcosa - qualsiasi cosa - che possa aiutare a rovesciare il governo corrotto di Davlova. 

Misha si immerge nel mondo decadente della classe sociale alta, dove gli schiavi sono nella norma e può essere trovato perfino il più perverso dei piacieri.
Anche se è sicuro che l'elite di Davlova è implicata in qualcosa di orrendo, le prove tardano ad arrivare e Misha inizia a innamorarsi dell'uomo che si suppone lui debba tradire. Poi Misha incontra Ayo - uno schiavo del sesso costretto da un impiantato neurale nel suo cervello a provare piacere attraverso il dolore - e tutto cambia. Mentre la classe sociale bassa si prepara a una rivoluzione sanguinaria, Misha si ritroverà intrappolato tra i suoi soprendenti sentimenti per Donato, i suoi obblighi verso il clan e la sua determinazione a salvare Ayo. 

Attenzione: Questo libro contiene descrizioni esplicite di atti sessuali violenti discutibili che potrebbero turbare alcuni lettori. 

Recensione: Qualche settimana fa Marie Sexton annunciava su Facebook e sui social network che presto sarebbe uscito un suo nuovo libro. Che questo libro era stato autopubblicato e che aveva perfino deciso di pubblicarlo con uno pseudonimo, non troppo diverso dal nome originale, in effetti, ma che doveva comunque far arrivare un messaggio ai lettori e ai fan della scrittrice: questo libro è diverso da tutti gli altri che ha scritto. Non si può parlare di romance, in effetti. O magari lo si può definire così solo in parte. Ma Release è molto, tanto, moltissimo di più di un "semplice" romance. Ma andiamo con calma, perché ho molto da dirvi.

Partiamo dal titolo: Release. Cosa significa in italiano? Tante cose, in base al contesto, ma potremmo riassumere i concetti riguardanti questo libro così: sfogo, liberazione, sollievo. Ricorda "rilasciare", lasciare andare tutto ciò che si è tenuti dentro, in un moto che provoca una sensazione di essersi tolto un peso di dosso. O di essersi liberato da qualcosa che ci opprimeva. Perché vi spiego queste cose? Perché insisto sul voler far capire cosa implica il titolo? Perché questa parola la ritroveremo diverse volte nel corso della storia e ogni volta avrà una caratterizzazione simile, eppure diversa, perché diverse sono le situazioni in cui verrà nominata. La lettura è stata un susseguirsi di eventi che mi hanno molto colpita, un accumularsi di emozioni, di fatti, di tensioni che in capitoli diversi, con personaggi diversi, sono poi esplosi, causando in me, lettrice, un'empatia fortissima con i protagonisti e facendomi sospirare, quasi alleggerita insieme a loro.

Altra cosa importante di cui vorrei parlarvi: la violenza.
Come leggete nell'avvertenza subito dopo la trama - il tutto tradotto direttamente dall'inglese - questo libro contiene scene violente. Non solo in generale, ma anche di sesso. Ci sono stati momenti in cui ho strizzato gli occhi e ho continuato a leggere, momenti in cui mi sono sfuggite espressioni volgari perché quello che stavo leggendo era certamente forte, brutale. Ma nonostante tutto, reale. La violenza ha un ruolo importante in questo romanzo. Viene affrontata sotto diversi aspetti. Soprattutto quella fisica e sessuale, ma anche mentale. Se penso ad Ayo, mi si stringe ancora il cuore. Ma non solo lui, quasi tutti i personaggi hanno un vissuto di violenza, chi fisica, chi appunto, morale (penso a Frey), chi "passiva" (costringere qualcuno a sacrificarsi è violenza, secondo me). Nessuno in questo romanzo ne esce pulito. Tutti hanno lati positivi ma anche negativi. Tutti hanno pensieri buoni, ma anche cattivi. E agiscono di conseguenza.

I personaggi che Marie Sexton (la voglio continuare a chiamare così, perché capisco la sua scelta, ma voglio dimostrare che per me non fa differenza, che reputo questo addirittura il suo miglior lavoro fra quelli che ho letto e l'ho letto proprio perché è Marie ad averlo scritto, forse se non avessi conosciuto la Marie Sexton della serie di Coda e di Un po' santi e un po' peccatori, non avrei mai letto Release e mi sarei persa un libro stupendo). Comunque... dicevo:

I personaggi sono talmente realistici che nemmeno per un secondo io, lettrice, mi sono ritrovata catapultata fuori dalla storia. No, io ero Misha, io ero Anzhéla, io ero Talia, ero Lalo, ero Jenken, io ero Frey. Forse, verso la fine, anche un po' Donato. Sì. Perché anche lui è reale. Anzi lui è il più reale. Lui e Misha e la loro relazione di odio e amore.
Anzhéla è un personaggio molto presente, spesso non in persona, ma nei pensieri dei suoi protetti. Di tutti quei ragazzini e quelle ragazzine che ha raccolto per le strade di Davlova e ha portato con sé al proprio teatro, un covo di ladri per bisogno. Quello di Anzhéla non è l'unico covo. Ce ne sono tanti e i guardiani dei ragazzi hanno, in un modo o nell'altro, nel bene o nel male, salvato le loro vite:
"Finally, a small boy crept from the shadows, tears making bright clean tracks down his dirty cheeks. He sank to his knees between the bodies. His shoulders shook visibly. Whether they'd been kind, like Anzhéla, or cruel, like Frederic, they'd been his guardians. They'd given him a roof and fed him. They'd provided a family and a home. They'd done what nobody else in the city had bothered to do."
Ho detto finora quanto sia realistico questo romanzo. E ora vi dico che è fantascientifico, che ci trovate un'azienda chiamata Dollhouse, che ci trovate una droga afrodisiaca molto potente, ma anche molto pericolosa. Vi dico che il mondo è diviso in ricchi, i "pureborn" - i nati puri - e in poveri, gli uomini delle trincee, quelli destinati a combattere per sopravvivere. E nel mezzo ci sono i mercanti, quelli del Distretto Bianco, che circonda la collina. Vi dico che la tecnologia è vietata, che nei quadranti al di fuori del Muro non si ha l'elettricità, mentre su per la collina si vive in modo quasi decadente, viziato. Vi dico che ci sono tempi di dee, una volta venerate. Vi dico che per le strade di Davlova sta ribollendo il pentolone della rivoluzione.

I followed the avenue counterclockwise, east and north as it curved up through the slums that were the fourth quadrant—the slums where I’d grown up—and finally bled into the first quadrant, which held the harbor. Very few people lived in this sector. It was all about commerce
and access to the sea.

Vi dico tutte queste cose e aggiungo: c'è ancora molto di più.

E per finire vi faccio anche sapere che ci sarà un seguito. Un secondo volume: Return (Davlova #2 - Conclusion).

Non posso chiudere questa recensione senza nominare però le scene di sesso hot. Scene mai volgari, che Marie Sexton è riuscita a rendere davvero eccitanti.

Voglio lasciarvi con un'altra citazione. E un consiglio: leggete questo libro.
"No matter how much I hate him, the programming is stronger. My body betrays me."
"I want to help", I said weakly.
He looked up at me, his eyes suddenly sharp and intense with hope. 
"Will you kill me?"
I instinctively stepped backward. "What? No!"
"Please?"
"Tell me you don't mean that."
His shoulder fell. He slumped in defeat. "I can't do it myself. The programming won't let me."
"I don't want to hurt you." I stepped closer again and reached out to touch his arm. He didn't respond to my touch, but he didn't pull away either. "I don't want to be like him."
He laughed. There wasn't much humor in the sound, but he attempted to smile at me. The fragile sincerity of it made me ache. "You're nothing like him."
E ora, infine, è davvero con grande piacere che vi annuncio che questo romanzo che ho apprezzato tantissimo sarà tradotto da Triskell Edizioni! Ho avuto l'onore di poterlo leggere in anteprima e discutere poi con Barbara una sua possibile traduzione sotto il marchio editoriale Triskell Edizioni.
Ringrazio Barbara per la fiducia che ripone in me, spero di non deluderla mai, ma  quando ho letto Release, ho pensato: è un peccato che le lettrici italiane non possano leggerlo! Bisogna fare qualcosa!
E così eccomi qui ad annunciarvi la traduzione per Triskell Edizioni! Non è una cosa bellissima? *-*