lunedì 30 giugno 2014

Comunicato stampa + Giveaway: "Un nuovo inizio", di Maria Sveva Morelli

In occasione dell'uscita di Un nuovo inizio, ho il piacere di mettere in palio in anteprima una copia di questo romanzo breve ambientato, come leggerete nella scheda che segue, a Otranto, una cittadina marittima che amo molto!

Ecco la scheda:

Titolo: Un nuovo inizio 
Autore: Maria Sveva Morelli 
ISBN: Edizione Ebook 978-88-98426-23-2 
Lunghezza: 79 pagine 
Collana: Pink 
Genere: Romantico 
Formato: pdf, epub, mobi 

Trama: Emma ha appena finito gli esami e sarebbe ben felice di partire per la romantica vacanza che ha programmato con Marco, peccato che il suo fidanzato l’abbia lasciata proprio alla vigilia del viaggio. Si ritroverà a vagare da sola nei pittoreschi vicoli otrantini, cercando di sanare il suo cuore spezzato. Adrian è un quarantenne britannico che, durante una vacanza in Italia, cerca di recuperare il rapporto con i figli adolescenti e dare una seconda possibilità a se stesso. Tra l’inglese e la studentessa italiana scatterà una passione tenera e irresistibile. Potrà una storia d’amore estiva appianare le tante differenze tra gli innamorati e superare i lunghi inverni che li aspettano? 

Prezzo: 2,99 €


 Ed ecco come potete partecipare al giveaway

1. Cliccate “mi piace” alla mia pagina Facebook, che trovate QUI (se lo avete già fatto tempo fa, ditemelo nel commento).
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ATTENZIONE! Se non avete un account su Facebook, potete partecipare ugualmente! Ecco cosa vi basta fare se siete su Twitter:

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7. Linkare il vostro RT nel commento sotto questo post.
Se siete anche su Google + mi farebbe piacere se condivideste questo post anche là! 
Avete tempo fino a mezzanotte del 03 luglio per partecipare! 

L'estrazione avrà luogo il 04 luglio e lo stesso giorno sarà annunciato il vincitore!

Buona fortuna! 

lunedì 23 giugno 2014

Drama: Hana Yori Dango

Titolo: Hana Yori Dango (Boys before Flowers)
Regia: Ishii Yasuharu, Yamamuro Ooho e Katayama Osamu.
Anno: 2005
Episodi: 9 (prima stagione)
Cast: Oguri Shun (Hanazawa Rui), Matsumoto Jun (Domyouji Tsukasa), Inoue Mao (Makino Tsukushi), Matsuda Shota (Nishikado Soujiro), Abe Tsuyoshi (Mimasaka Akira)
Voto: 5/5

Trama: Makino Tsukushi è l'unica studentessa povera alla Eitoku Gakuen, una scuola per studenti ricchi e privilegiati. A governarla sono i Flower 4, o gli F4, un gruppo di quattro ragazzi che provengono da famiglie molto potenti e prestigiose: Domyouji Tsukasa, il capo del gruppo e l'erede della Domyouji World Finance Group, Hanazawa Rui, introverso e gentile, Nishikado Soujiro, e Mimasaka Akira. Se uno studente dell'Eitoku Gakuen va contro uno degli F4, riceve un cartellino rosso e diventa vittima del bullismo dell'intera scuola, fino a quando non gli resta altro da fare che abbandonare gli studi e farsi trasferire.
Makino vorrebbe trascorrere il suo tempo all'Eitoku in modo tranquillo, senza attirare l'attenzione, ma uno giorno si ritrova ad affrontare Domyouji per difendere un'amica. Il giorno seguente riceve il cartellino rosso e per lei iniziano i problemi. Anche se vittima del bullismo, Makino decide di resistere e dichiara apertamente guerra a Domyouji e agli F4. La sua risolutezza attira l'attenzione e la curiosità di Hanazawa Rui, ma anche e soprattutto di Domyouji Tsukasa.
(Trama tradotta e adattata dal contributo inglese su Wikipedia)

Recensione: Un paio di sere fa ho finito di guardare la prima stagione di Hana Yori Dango, un drama giapponese basato sull'omonimo manga di Kamio Yoko, da cui è stato tratto anche un anime che, a detta di molti, non è all'altezza del drama (io non l'ho visto, quindi non posso dare la mia opinione personale). Il manga è stato pubblicato anche in Italia e conta ben 48 volumi.
Per quanto riguarda il drama, posso invece dire che ogni volta che iniziavo a guardarlo non riuscivo a staccarmi. Ci ho messo due sere per finirlo. E non me ne pento!
Come avete letto dalla trama ci ritroviamo in un certo senso davanti alla "solita" storia dei manga shoujo. Lei povera, i bulli a scuola che poi diventano buoni e si innamorano della protagonista e i vari intrecci amorosi con le amiche/gli amici. Bene, ok, sì, forse non è originalissima come serie, ma lasciatemi dire una cosa: i personaggi sono talmente ben definiti che non si può fare a meno di vivere ogni puntata come se ci tuffassimo davvero nelle loro vite. Soprattutto ci si affeziona in modo insano a Domiyouji Tsukasa, il peggiore dei bulli. Almeno per me è stato così. Sin dalla primissima puntata ho iniziato a tifare per lui, nonostante quel suo caratteraccio, nonostante continuasse a prendere a pugni chiunque gli desse semplicemente fastidio, nonostante continuasse a esprimersi con frasi denigratorie verso le persone povere. L'ho adorato sempre di più, poi dalla scena in ascensore non c'è stato più ritorno. Un personaggio che diverte per il suo modo di esprimersi, ma che se si guarda a fondo è anche quello più complesso di tutta la serie. È grazie a lui, infatti, se Hana Yori Dango è diventato e diventerà per molti un drama indimenticabile. 
Ho pianto, oh se ho pianto. Quanto ho pianto nelle ultime due puntate della prima stagione! E se mi avete seguita fin qui, se mi seguite da un po', sapete che non sono una che si commuove o versa lacrime facilmente, almeno per quanto riguarda libri, manga e drama. 
Un altro personaggio che porta avanti la storia è la madre di Tsukasa, una donna di potere senza scrupoli né sentimenti. Si fa odiare sin dalla prima apparizione e la odierete fino alla fine. A un certo punto mi è sembrata poco credibile come madre, ma purtroppo credo che esistano davvero persone così. 
Hanazawa Rui è il principe azzurro, l'antagonista ma anche il miglior amico di Tsukasa. E sebbene sia interpretato da Oguri Shun, che ho adorato in Rich man, poor woman, qui non mi ha presa molto, forse perché avrei voluto che anche la sua storia venisse approfondita.
Da non dimenticare è sicuramente Okami-Sama, con i suoi "I once loved a man..." e le storie che ne seguivano e che lasciavano senza parole Makino e Yuki.
A fine drama non ho potuto fare a meno di pensare a quanto Kamio Yoko sia stata brava a creare dei personaggi che, per quanto piuttosto sterotipati, risultano veri e ti catturano, ti fanno soffrire e gioire con loro. 
Insomma, se ancora non si è capito, ho adorato Hana Yori Dango!
E lo consiglio a tutti voi!

sabato 21 giugno 2014

Inizia una nuova avventura!

Come forse avrete letto su Facebook, e in particolare sulla pagina di Triskell Edizioni, a partire da ieri faccio ufficialmente parte dello staff di questa casa editrice! 

Ebbene sì, io e loro ci siamo trovate, ci siamo capite e... voilà!



 Il mio lavoro consisterà nell'accompagnare gli autori durante la promozione dei loro romanzi, nell'aiutarli a farsi conoscere dal pubblico, nel gestire in parte la pagina Facebook di Triskell e in alcune altre cosette :)



Spero di poter contribuire alla crescita di questa casa editrice che ho stimato sin dalle sue prime pubblicazioni, spero di fare bene e di riuscire a stabilire un buon rapporto non solo con gli autori, ma anche con i lettori e con i blogger. 
Insomma spero di fare un buon lavoro!
Ma quello che garantisco è che farò sempre del mio meglio! 

Quindi ecco, volevo annunciare l'inizio di questa mia nuova avventura. 
E volevo ringraziare tutti voi che mi avete dato il benvenuto ieri su Facebook e oggi anche su Twitter! Grazie mille per la vostra caldissima accoglienza! Ne sono davvero felice! Grazie!



domenica 15 giugno 2014

Intervista alla rivista digitale Altrisogni

Come sapete collaboro con il sito di scrittura creativa  È scrivere - Community per scrittori e spesso abbiamo organizzato interviste a case editrici free e ad autori nazionali e internazionali.
È da un po' che non organizzavamo un'intervista in diretta su Facebook, per questo è con grande piacere che vi annuncio che

Giovedì 19 giugno
dalle 21:30 alle 23:00 ca. 



intervisteremo Vito Di Domenico e  
Christian Antonini di Altrisogni

rivista digitale molto apprezzata fra gli autori esordienti e fra i lettori.

Vi aspetto numerosi, non perdetevela! Io sarò quella che pone le domande a nome del sito di È scrivere! *-*

Come partecipare? Basta seguire questo link: Intervista su Facebook ad Altrisogni

mercoledì 11 giugno 2014

Odio e furia - Racconto

Posto qui un mio racconto con cui ho vinto a un laboratorio di scrittura proprio un anno fa. Come passa il tempo! Bisognava scrivere di freddi assassini, la presenza del cattivo, quindi, era obbligatoria. Io ho cercato di confondere un po' le parti. Il racconto è stato editato dagli amici di È scrivere - Community per scrittori e pubblicato anche sul blog. 
Spero vi piaccia, buona lettura! 




Odio e furia

 
La prima…
 
La mano scese feroce su di lui. Il pugno stretto intorno al manico del coltello, la lama affilata da poco, gli occhi spalancati, il sorriso freddo. Uno squarcio si aprì nel ventre dell’uomo che giaceva sul pavimento.

… nello stomaco, per tutte le volte che mi hai picchiato, per quei colpi forti che mi facevano vomitare l’anima, bruciandomi la gola.
Ti odio!

Inerte, ma capace di intendere e di volere, vittima della stessa sostanza che aveva usato tante volte su di lei. Irene aveva programmato tutto. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Come un’assassina senza anima, senza cuore. E lo era. Sollevò di nuovo il braccio, la lama del coltello da cucina ora insanguinata e gocciolante.

La seconda…

Con uno scatto la fece ricadere su di lui, senza pietà.

… nelle viscere, per tutte le volte che me le hai fatte attorcigliare, rinchiudendomi in questa stanza lurida e stretta, abbandonata al terrore del tuo ritorno, alle cose che mi avresti di nuovo fatto.
Ti odio, bastardo!

Si sentiva più leggera. Il primo colpo le era pesato sulla coscienza. Per un istante. Quando aveva sentito la carne cedere sotto la lama, un senso di leggerezza si era fatto pian piano strada dentro di lei. Non riusciva a smettere di sorridere. E ora, alla seconda coltellata, quel senso di sollievo si era trasformato in euforia. Lo stava facendo davvero! Vedere il sangue del suo aguzzino colare sul pavimento e bagnarle le ginocchia era una più che degna ricompensa. Ne volle di più.

 La terza…

Quando fu trafitto per l’ennesima volta, quella sottospecie di uomo emise un suono gutturale, ma non poteva muoversi, il che rendeva la scena ancora più esaltante. Stava per affogare nel suo stesso sangue. Irene si sentì ridere. E più ascoltava la sua risata rimbombare nella stanza, più aveva voglia di continuare a farlo.

… nei polmoni, per ogni volta che mi hai tolto il respiro, mi hai quasi soffocato con un cuscino o mi hai riempito di droghe e imbavagliato. Per ogni volta che mi hai tagliato le ali, ogni maledetto giorno di prigionia, ogni sogno di libertà frantumato, ogni tentativo di evasione spezzato e ripagato con il sangue.
Devi morire, stronzo!
Ti odio, ti odio!

Sollevò il braccio e lo guardò in faccia. Gli occhi erano sbarrati, il terrore impresso per sempre nel suo sguardo. Oh sì, era quello che si meritava. E lei era una giustiziera. No, era come lui. Senza scrupoli. Questo pensiero la fece infuriare di più. Era colpa sua se non le era rimasto più niente di umano. Era colpa sua se si comportava peggio delle bestie. Loro no, non uccidevano per vendetta, né per odio. Lui l’aveva trasformata in un demonio. Sentì il suo corpo fremere. Un brivido che dal ventre le si diffuse ovunque fino a soffermarsi nelle mani. Guardò la lama e il sangue che la macchiava. Era come oro, brillava prezioso ai riflessi dell’unica lampadina che illuminava quel buco in cui era stata intrappolata da anni. Il sangue era tutto ciò che desiderava.

La quarta…

Incurvò le labbra in un ghigno. Guardò l’uomo sotto di lei, poi di nuovo la propria mano. La seguì con lo sguardo mentre gli attraversava il petto, piena d’ira.

… nel cuore. Perché hai strappato il mio, lo hai divorato ogni volta che spingevi dentro di me, ogni volta che mi rubavi un pezzo d’anima. E poi lo hai risputato, e i frammenti rimasti altro non erano che pietra pronta a sbriciolarsi fra le mie dita, non appena cercavo di ritrovare qualcosa di umano dentro di me. Niente, non mi hai lasciato niente. Di me non resta che quest’involucro di carne e ossa, ecco cosa sono.
Crepa, crepa, crepa!

Aveva ricolmato quel vuoto con odio e furia. Di altro non aveva bisogno.
Impugnò il coltello con entrambe le mani. Lo guardò un’ultima volta in faccia. Un urlo le salì dal ventre ed esplose in quel buco da cui fra poco sarebbe scappata.
Alzò le braccia sopra il capo. Inspirò.
“Crepa!” gridò con tutta se stessa.

La quinta
la sesta
la settima…

e l’ottava, la nona, la decima…

Ancora una volta alzò le braccia sopra di sé.
“Crepa, crepa, crepa!”

 E ancora, ancora, ancora, ancora, ancora, ancora…

Esausta, si lasciò cadere da un lato. Abbandonò il coltello e sollevò una mano. Gli prese il mento con forza e lo fece voltare verso di lei.
“Ti è piaciuto, stronzetto, eh?” Gli sputò in faccia, poi si rimise supina. Si sistemò la sottana, una volta bianca, ora di un rosso scarlatto, e allargò poi le braccia sul pavimento. Aveva agito come un demonio in preda alla sua furia, pensò di nuovo. Sorrise.
Era libera.

lunedì 9 giugno 2014

Intervista ad Alain Voudì

Se ancora non avete mai sentito parlare di lui... male! Alain Voudì è un autore che negli ultimi anni si sta facendo strada nel mondo della scrittura grazie a racconti originali, al suo stile sempre molto curato e alle sue storie coinvolgenti. Pubblicato da case editrici come Delos Books e Mondadori, Alain è una promessa fra i nuovi autori italiani! Di lui ho recensito Indipendenza violata e il suo ultimo lavoro, Arrivo a Trainville.

Ecco la sua biografia:

Genovese, classe ‘63, Alain Voudì collabora con le collane Delos Digital, per le quali firma la saga di Trainville ed è coautore di tre episodi della serie The Tube. Ha pubblicato numerosi racconti, alcuni dei quali apparsi nei Gialli Mondadori, ed è stato vincitore o finalista di concorsi quali lo Stella Doppia e il Premio Robot. Altri suoi lavori si possono trovare nelle riviste Robot e Writers Magazine Italia, oltre che nella serie “365 storie per un anno” di Delos Books, nella collana FantaErotika di Lite Editions e nelle raccolte Il Cerchio Capovolto (I Sognatori, 2011 e 2012).

E ora l'intervista!
Sil: Ciao Alain, benvenuto su Silently Aloud! 

Alain Voudì: Ciao Sil, rivederti è sempre un piacere! 

Sil: Oltre a quello che si può leggere nella tua biografia, cosa ci puoi raccontare di te? Descriviti in tre aggettivi! 

Alain: Logorroico, pedante, ossessivo-compulsivo. (quest'ultimo vale come uno) (e la parentesi qui sopra esemplifica il secondo. Vuoi che ti dimostri anche il primo?) 

Sil: Hai scritto e pubblicato molti racconti, tra cui alcuni comparsi anche nella collana Giallo Mondadori e The Tube di Delos Books. Sei un autore poliedrico, di te si possono leggere racconti che vanno dal romance al thriller, dalla fantascienza all'horror. Cosa ti ispira e qual è il genere che preferisci scrivere/leggere? 

Alain: In linea di principio, penso che il genere sia un aspetto piuttosto secondario (oserei dire "tecnico") della narrazione, che riguarda solo la forma della storia. Quello importante è invece il suo contenuto: e questo è indipendente dal genere narrativo, visto che le buone storie parlano sempre di chi le legge. Ciò premesso, trovo però che il genere fantastico (in tutte le sue declinazioni, dal fantasy eroico al realismo magico, dalla fantascienza all'horror) sia quello che permette di ideare le metafore più espressive e forse meno trite della condizione umana. Non è un caso che tutti i miei autori preferiti (Borges, Saramago, Calvino, Marquez, Murakami, Gaiman o Eco, solo per citarne alcuni) inseriscano sempre grandi quantità di elementi "diversamente reali" nelle loro opere. 

Sil: È partito da poco il tuo ultimo progetto, sempre in collaborazione con Delos Books, Trainville. Il primo volume è già in vendita e il secondo lo sarà a partire da domani. Com'è nata l'idea? 

Alain: L'idea, come ricorda la copertina, non è partita da me: qualche mese fa Daniela Barisone, di Scrittevolmente, mi aveva sottoposto un suo raccontino "un po' weird" (parole sue) di cui non era molto convinta, chiedendomi una mano per risistemarlo. Il racconto era davvero weird (una storia western in cui gli indiani, vestiti con tute antiradiazioni, attaccavano i cowboy con frecce dalla punta di uranio radioattivo; e non c'erano treni), ma l'idea e l'ambientazione erano così stimolanti da farci chiedere come avrebbe potuto essere il mondo dietro quella storia, e come si fosse arrivati a quella situazione. Da lì, una cosa tira l'altra, ed è nato il mondo di Trainville. Mi è spiaciuto che Daniela, causa altri impegni, non abbia potuto partecipare alla scrittura di questi primi episodi; ma non dispero che riesca a liberarsi in tempo per la seconda stagione (ammesso che i lettori non chiedano la mia pelle nel frattempo). 

Sil: Quanta documentazione c'è dietro Trainville? Su quali aspetti ti sei concentrato di più nelle tue ricerche? 

Alain: Moltissima. Trainville è un'immaginaria città su rotaie, ma viaggia in un mondo reale (sabbia radioattiva a parte) e in un periodo storico reale. Per noi italiani centotrent'anni sembrano un istante, ma per gli americani sono metà della vita del loro paese: non hai idea di quante località non ho potuto infilare nella storia perché a quell'epoca erano solo minuscoli e sconosciuti villaggi (ammesso che esistessero del tutto), o di quanto siano cambiate da allora le città che oggi crediamo di conoscere tanto bene! E non solo i luoghi attraversati dalla ferrovia sono reali, come lo sono i libri letti da Joanna, ma lo sono anche molti dei personaggi storici che i nostri protagonisti incroceranno nelle loro avventure: e ciascuno di loro, nella propria versione "trainvilliana", sarà al contempo molto simile e sottilmente diverso dalla sua controparte storica. Per non parlare di gente come Abe Lincoln o Benjamin Disraeli, ancora vivi e vegeti (sebbene il primo per sopravvivere sia dovuto... no, non te lo dico: lo leggerai nell'episodio tre!) 

Sil: Quanti volumi sono previsti? 

Alain: Uh, "volumi", esagerata! Al momento, sarei già molto felice se i lettori fossero disposti a seguirmi fino alla fine della prima stagione, che prevede cinque episodi in tutto. Se le vendite saranno soddisfacenti, Silvio Sosio mi ha prenotato per una seconda stagione, di altrettanti episodi, che porti alla conclusione la storia di Joanna e della sua ricerca dell'identità perduta. E poi, chi lo sa? Il mondo di Trainville è molto più vasto di quanto Joanna potrà mai percorrere in vita sua: sono sicuro che ci saranno moltissime altre storie da narrare, per chi vuole ascoltare... 

Sil: Hai altri progetti in corso? Parlacene! 

Alain: Tantissimi, come sempre: molti di più del tempo a disposizione. Qualcuno potrebbe vedere la luce abbastanza presto, sempre per Delos Digital (no, non per The Tube, anche se mi piacerebbe poter contribuire ancora alla saga, prima o poi); altri invece richiederanno più tempo. Ne riparleremo più avanti, semmai.

Sil: Grazie per la tua disponibilità! È stato un piacere intervistarti. Leggerò molto volentieri il secondo episodio di questa serie e continuerò a seguirla! 

Alain: Grazie a te, e buona lettura! 
 
Potete acquistare la serie di Trainville QUI
Altri racconti di questo autore, sempre per Delos Books, li trovate QUI


giovedì 5 giugno 2014

Barre progressi

Faccio questo post giusto per spiegare cosa siano quelle due striscette colorate, qui a sinistra. 
Alcuni di voi sanno che mi piace scrivere. In realtà se avete fatto un giro sul mio blog, avrete notato che là sopra, fra le schede, ne trovate una che si intitola "Le mie pubblicazioni": se ci cliccate sopra arrivate a una pagina in cui ho fatto un elenco dei racconti che ho pubblicato con diverse case editrici (tutte assolutamente free, ci tengo a precisare). Se non lo avete ancora fatto, cliccate QUI XD

Nell'ultimo anno ho pubblicato poco e niente (mi pare solo due racconti), perché ho diversi progetti a cui sto lavorando e siccome nella vita ho molti impegni e per scrivere posso prendermi solo i ritagli di tempo libero che mi lasciano famiglia, casa e lavoro, ci metto un bel po' a proseguire. Ultimamente mi sono concentrata su un progetto in particolare, che è quello che io chiamo HC nella forma abbreviata del titolo. Si tratta di una serie di racconti lunghi/romanzi brevi di genere romance erotico con un'ambientazione in comune. Ho finito il primo volume (M/F), che si trova in questo momento in attesa di una bella revisione, e ora mi sto dedicando alla stesura del secondo (M/M), che è molto più corposo del primo. Come vedete dalla barra con la striscia colorata di azzurro, sono arrivata a un buon 90%, forse anche qualcosina in più. Mi sono prefissata una deadline: entro fine luglio voglio terminarlo. Poi mi fermerò e passerò in revisione sia HC1 che HC2.

La striscia con il titolo OdT, altra abbreviazione di un titolo per altro molto provvisorio, è un progetto a cui ho iniziato a lavorare da pochissimo. Si tratta di un urban fantasy erotico che per ora prevede un solo capitolo, ma potrebbe ampliarsi anche a due o più racconti lunghi, sempre con la stessa ambientazione. Per ora sono ancora in fase di progettazione. Ho in testa la trama a grandi linee, i protagonisti principali sono già elaborati, mi mancano i secondari e alcuni dettagli sull'ambientazione. OdT è un progetto che avevo in mente da molto tempo e si basa su un raccontino che avevo scritto qualche anno fa. L'idea mi è piaciuta sin da subito e ho sempre voluto ampliarla. Forse è arrivato il momento giusto per farlo.

Ma perché quelle barre, vi starete chiedendo? (O forse avrete smesso di leggere parecchie righe fa LOL)
Servono a me, servono a ricordarmi che ho dei progetti e che anche quando mi sento stanca forse qualcosina potrei farla. Servono a darmi un limite di tempo entro cui finire, perché diversamente non mi sento abbastanza stressata da darmi una mossa. E servono a ricordarmi che ho preso un impegno con i miei personaggi e che anche loro non sono contenti di dover aspettare che io mi decida a darmi una mossa.
Insomma servono. E spero che funzionino :P

American Love Songs - Ashlyn Kane

Titolo: American Love Songs
Autore: Ashlyn Kane
Editore: Dreamspinner Press
Voto: 4/5

Trama: Jake Brenner ha troppa voglia di divertirsi per potersi innamorare – o così sostiene. Del resto, è troppo impegnato con la sua band, gli Wayward Sons, per cercare una storia d’amore. La sua reticenza non ha niente a che fare con la sua imbarazzante cotta per Chris, cantante della band e suo miglior amico da tempo. Ma questo era prima che il misterioso girovago Parker McAvoy diventasse il nuovo chitarrista del gruppo.

Jake può solo negare la sua attrazione per il goffo, dolce Parker, il più a lungo possibile prima che il desiderio di fare qualcosa a riguardo diventi impossibile da ignorare. Il problema è che Parker sa tutto dei modi da dongiovanni di Jake – e oh, sì, non è gay. O questo è quello che pensa Jake, fino a quando una serie di eventi permette una nuova, incoraggiante possibilità. Riuscirà a convincere Parker a superare il suo passato movimentato e a dargli una possibilità? O questa canzone d’amore svanirà prima ancora di cominciare?

Recensione: Un bel romanzo, American Love Songs, che ti prende dal primo momento e ti porta con sè durante il viaggio verso il successo dei suoi protagonisti. Un successo che non arriva all'improvviso, ma che segue delle tempistiche adeguate, risultando quindi molto realistico.
Anche la storia d'amore si evolve lentamente, attraversando i diversi passaggi dovuti ai caratteri e alle esperienze dei protagonisti. Una storia d'amore che matura piano piano, come è giusto che sia in questo caso.
Un'altra cosa che ho apprezzato molto è come Ashylin Kane ci mostra le prove delle canzoni, le registrazioni, la realizzazione del video e dei servizi fotografici e, addirittura, anche i viaggi in bus della band. Con le sue parole ci fa entrare in un mondo che noi non avremmo mai potuto visitare, ci conduce attraverso i diversi momenti della scalata al successo. Ci dà un assaggio anche dei lati positivi e negativi del diventare famosi (vedi articolo di giornale su Jake).
Mi è molto piaciuta la sua scelta riguardo la tecnica narrativa. A volte ci ritroviamo a leggere semplici capitoli, come quelli comuni, in cui vengono narrati gli avvenimenti dal punto di vista di Jake, altre volte i capitoli sono rappresentati da post del blog dei Wayward Sons, per la maggior parte scritti da Jake e un paio di volte da Parker. Altre ancora sono delle interviste fatte ai nostri protagonisti. E proprio tramite questi post o le interviste riceviamo, noi lettori, informazioni sulla scalata al successo della band, su ciò che nel frattempo è accaduto.
La storia prende e intriga molto, i personaggi sono molto ben caratterizzati, Jimmy è forse l'unico che fa/dice poco, ma alla fine, a ben pensarci, anche questo fa parte del suo carattere.

Insomma, sicuramente un romanzo che consiglio di leggere alle amanti del genere, che siano in cerca di qualcosa di diverso da una "semplice storia d'amore", ma che non vogliano qualcosa di troppo pesante.