domenica 23 febbraio 2014

BTOOOM!

Due sere fa, una mia amica mi ha linkato una pagina su facebook in cui erano citate frasi tradotte un po' alla cavolo dal giapponese. Fra le immagini c'era questa: 



Non so voi, ma in me quest'immagine ha subito destato curiosità. Perché gli scorre quel sangue sul volto? Cosa gli è successo? Che bello come l'hanno disegnato!
Insomma ho chiesto in giro, ho googlato e alla fine ho trovato l'anime: BTOOOM!
Ieri sera stessa, mi sono vista di seguito le prime cinque puntate. E che dire? Finora mi piace davvero tanto! 

È un anime in stile Battle Royale, dove tutti sono costretti a battersi contro tutti e a uccidere gli altri per sopravvivevere. L'unica differenza è che qui, alla base di di questi avvenimenti, c'è un videogame della Tyrannos Japan, che si intitola, appunto "BTOOOM".
Il protagonista è un disoccupato che gioca a BTOOOM molto bene, tanto da diventare l'unico giapponese presente nella classifica mondiale dei primi dieci. 
Per ora ve lo consiglio. Finirò di guardare quest'anime e poi scriverò una recensione per darvi le mie impressioni finali.




Chi di voi lo ha già visto? Cosa ne pensate? (Non spoilerate, però!) 

giovedì 6 febbraio 2014

Tanti auguri a me! E un regalo a voi!

Ebbene sì, oggi divento più vecchia. Non ridete, che già così fa male T_T
Però, però... sto ricevendo un sacco di auguri da persone che ho sempre conosciuto e a cui voglio bene, ma anche da alcune che ho avuto modo di conoscere solo in quest'ultimo anno. Ricevere i loro auguri mi ha fatto molto piacere, perché vuol dire che in qualche modo si è instaurato un certo rapporto con loro che forse non sarà amicizia, ma spero in qualcosa che sia simpatia o stima. Almeno da parte mia è così :)
In più, in quest'ultimo anno, vi siete aggiunti voi, miei cari follower! (*guarda platea vuota* Romy, almeno tu ci sei? XD) Avete letto le mie recensioni, ne abbiamo parlato insieme qui sul blog o su twitter e abbiamo anche riso e scherzato oltre a esserci rifatte gli occhi con qualche bel fusto ;)
Ecco, io non ho altri mezzi per ringraziarvi, se non regalarvi quello a cui tengo tanto. Il "prodotto" della mia passione: la scrittura. 
E siccome so che a molti di voi il romance piace più dell'horror, questa volta non voglio farvi spaventare, ma sorridere e, forse, un po' piangere. 
Oppure mi direte che quello che sto per regalarvi fa schifo e bon, mi dispiace, l'intenzione era buona XD
Insomma, tutta questa introduzione per cosa? Perché voglio ringraziarvi di un anno trascorso insieme con un mio racconto. 
Buona (spero) lettura!



Baciata dalla luna


A mezzanotte sai che io ti penserò
ovunque tu sarai, sei mia
e stringerò il cuscino fra le braccia
mentre cercherò il tuo viso
che splendido nell'ombra apparirà.
Mi sembrerà di cogliere una stella in mezzo al ciel...

Me lo aveva anche detto, mentre la canzone di Adriano Celentano riempiva la nostra stanza.
Ovunque tu sarai, in qualsiasi luogo, a mezzanotte io ci sarò. Sono tuo per sempre e tu sei mia”
Me lo ripeteva ogni notte, sotto lenzuola e coperte, d’estate e d’inverno, la notte, dopo aver dato libero sfogo alla nostra passione.
Poi morì. Ancora non ho capito il perché. So solo che è stato ritrovato dissanguato un lunedì mattina, in casa sua, la gola squarciata da un’arma da taglio.
Morì, e da allora non venne mai più a trovarmi, non ci furono più notti d’amore e di passione, niente abbracci, niente baci, niente carezze, non lo avrei mai più sentito dentro di me a colmare il mio amore per lui con il fuoco della sua passione. Lui non sarebbe mai più stato mio, ma io ancora ero sua.
Ogni notte, a mezzanotte precisa, mi affacciavo alla finestra e guardavo la luna. Lei mi fissava da lassù, silenziosa. Come una madre, ascoltava la mia disperazione, mi asciugava le lacrime e mi sussurrava di andare avanti. Ma a cosa sarebbe servito, se l’unica persona al mondo che volevo al mio fianco non esisteva più? Una sera glielo chiesi. Lei mi guardò triste, mi parve persino di vedere una lacrima bagnare quello che sembrava quasi un volto umano.
Perché?” sussurrai fissandola. Non ricevetti risposta.
Perché?” urlai allora. Lei doveva rispondermi, doveva. Aveva osservato ogni notte i nostri incontri, sapeva che il nostro legame non era stato solo fisico, che fra di noi c’era molto di più. Conosceva le promesse che ci eravamo fatti, i nostri progetti, i nostri sogni. Volevamo stare insieme per sempre, volevamo pronunciare quelle profonde parole che si dicono davanti all’altare. Finché morte non ci separi. Volevamo invecchiare insieme, invece la morte ci ha separati prima ancora che due anelli ci unissero in quel vincolo che avrebbe dato una dimora alla nostra futura famiglia. E allora perché non rispondeva? Lei sapeva tutto di noi, se ne stava lì e mi guardava soffrire, notte dopo notte, mese dopo mese. Doveva dirmi perché.
Tu perché lo chiedi a me?”
Sentii una voce pronunciare quelle parole, ma il suono, anzi, la melodia di quella domanda echeggiò solo dentro la mia testa.
Ti sei ammutolita ora, mia cara? Perché lo chiedi a me?”
La guardai sbalordita, trattenendo il respiro. Lei stava parlando con me. Mi aveva ascoltata. E ora mi stava chiedendo qualcosa con quella sua voce soave e delicata, una voce così dolce e calda che mi fece piangere senza nemmeno accorgermene.
Io non sono il Dio in cui credi tu. Tu pretendi da me una risposta che solo lui può darti”.
Annuii, fu l’unica cosa che fui in grado di fare. Eppure pian piano mi resi conto di quello che mi stava succedendo. Forse ero diventata pazza o forse lei mi stava davvero parlando. Poco m’importava. Avrei fatto tutto quello che era in mio potere pur di tornare a stare con lui.
Forse ho posto la domanda sbagliata” convenni.
Mi parve di sentirla sorridere nella mia testa. Ero sulla strada giusta, o almeno ancora non l’avevo fatta arrabbiare.
Cosa desideri chiedermi, Cristina”
Vorrei…” cosa volevo davvero? Volevo che Franco tornasse da me, volevo poter continuare a vivere il mio amore con lui.
Non posso realizzare questo tuo desiderio. Solo Lui potrebbe farlo, ma dubito che lo farà.”
Annuii ancora una volta. Dovevo aspettarmelo. Ma ormai una fiammella di speranza si era accesa in me. Dovevo solo trovare la domanda giusta.
Sei perspicace, mia piccina. Ce la puoi fare”
Cosa mi mancava di Franco? Tutto. Mi mancavano lui e i suoi abbracci, le sue coccole. Mi mancava quando cantava la canzone di Adriano Celentano e mi prometteva che sarebbe tornato a trovarmi ogni notte per sempre. Ma lui non poteva tornare da me. Né io…
O sì? Potevo? Era questa la richiesta da fare? Ero sulla strada giusta? Potevo desiderare quello che mi stava appena passando per la testa? C’era un unico modo per scoprirlo.
Luna?”
Hai deciso cosa vorresti chiedermi?”
Tu che ci hai sempre guardati da lassù, tu che hai vissuto con noi il nostro amore, tu che conosci anche i nostri più intimi incontri, sai cosa lui mi ha promesso.”
Certo, mia cara”
Vorrei poter rivivere una notte con lui, vorrei che l’orologio si fermasse per sempre a mezzanotte, il momento in cui lui aveva promesso di tornare a trovarmi per l’eternità. E vorrei che l’eternità iniziasse ora.”
Sai cosa mi stai chiedendo?”
Sì, vorrei poter stare con lui per sempre, rivivere quegli attimi di amore intenso e di intenso desiderio, poter condividere con lui la mia vita. E se non sarà la mia vita, allora sarà…” mi tremò la voce e non riuscii a continuare.
La morte” terminò lei la frase per me.
Annuii ancora una volta.
Se questo è quello che vuoi, lo avrai. Mi hai commossa a tal punto da manifestarmi a te e ora il tuo desiderio sarà avverato. A mezzanotte di oggi il tempo si fermerà e tu rincontrerai il tuo amato. Ti addormenterai tra le tue lenzuola e ti risveglierai fra le sue braccia e lì ci rimarrai per l’eternità, mentre il mondo che conosci ora continuerà a vivere senza di te”.
Il cuore mi si strinse di gioia, ma anche di paura. Ero pronta, sapevo di esserlo, ma dovetti concentrare tutto il mio coraggio per non tirarmi indietro.
Andai ad adagiarmi sul mio letto, mancavano pochi minuti alla mezzanotte. La luna mi osservava dalla finestra spalancata e mi accompagnava verso quello che sarebbe stato il mio sonno eterno. Forse mi addormentai davvero. Perché poco dopo, quando riaprii gli occhi, Franco mi stava abbracciando. I nostri sguardi s’incontrarono e lui mi sfiorò le labbra con un bacio. “Sei pronta per l’eternità?” mi domandò sorridendo. “Sì” risposi, e lo baciai.

(tutti i diritti restano all'autrice) 

domenica 2 febbraio 2014

Sotto la superficie - Kate Sherwood

Titolo: Sotto la superficie
Autore: Kate Sherwood
Editore: Dreamspinner Press
Voto: 4/5 

Trama: Quando la compagnia lo manda nel sudovest dell’Ontario per persuadere una cittadina ad accettare la proposta di una cava di ghiaia, Peter Carr accetta con piacere la sfida. Tecnicamente è un avvocato, ma in pratica lui risolve i problemi. Solo che non si sarebbe mai aspettato che il problema fosse Caleb Sinclair, l’appassionato ma introverso ebanista che vive vicino al sito scelto per la cava. “Conosci il tuo nemico.” È questa la filosofia di Caleb. E cercare di trasformare del terreno fertile in una miniera di ghiaia fa guadagnare a Peter il titolo di “nemico”. Caleb ama la terra e se deve far pace con i vicini omofobi per combattere Peter, così sia. Conoscere il nemico non si rivela però quello che lui si aspetta. Peter non è il mostro delle fiabe: potrebbe essere invece il primo passo verso un lieto fine. (Dal sito dell'editore)


Recensione: Appena ho saputo che era uscito un nuovo romanzo di Kate Sherwood ho voluto subito leggerlo. Il motivo? La Sherwood mi aveva convinta con "Sfuggente" e non volevo perdermi il suo nuovo lavoro. Mi aspettavo da lei un'altra storia in cui i personaggi non sono tutti sdolcinati o superficiali, mi aspettavo da lei di trovare una trama che mettesse in risalto il lato introspettivo dei protagonisti e la loro crescita interiore fra l'inizio e la fine della storia.
Ed è stato proprio questo che ho trovato.
I personaggi, nei romanzi della Sherwood, subiscono o mettono tutti in moto qualcosa che li farà crescere pian piano verso un nuovo "io" interiore. È stato così per Peter Carr, avvocato che si diverte a osservare le reazioni della gente, e a usarle a suo vantaggio nel lavoro. Ed è stato così per Caleb, che si ritrova a dover affrontare un nemico che lui crede spietato, ma deve ricredersi grazie alle azioni di Peter e Riva.
La trama è molto interessante soprattutto perché non offre il solito scenario di città, né quello solito dei ranch, ma mette a nudo una triste e cruda realtà. Alcuni posti devono essere distrutti per garantire al nostro mondo sempre più sovraffollato di poter costruire edifici e tutto quello che ci serve. Ma a scapito di cosa? In questo romanzo vengono messe in risalto i due lati della medaglia. Uno forse più dell'altro, ma va bene così, perché l'altro lo conosciamo tutti fin troppo bene.
Molto bella la storia d'amore che nasce e si sviluppa lentamente, dando la giusta importanza al fatto che i due protagonisti sono in effetti "nemici" in quel particolare momento delle loro vite. L'attrazione fisica fra i due si fa subito notare, ma la Sherwood ha saputo gestire bene il loro avvicinamento "mentale", tenendo sulle spine il lettore che non vede l'ora che quei due si lascino finalmente andare e ammettano di volersi bene.

È un romanzo che mi è piaciuto molto e che consiglio, alle appassionate, di leggere.