venerdì 27 dicembre 2013

L'ombra della luna crescente - Fatima Bhutto

Titolo: L'ombra della luna crescente
Autore: Fatima Bhutto
Editore: Cavallo di Ferro
Voto: 4/5


Trama: In una cittadina pakistana vicina al confine con l’Afghanistan, tre fratelli cominciano una giornata come tante altre. Il maggiore, appena tornato dall’America, prende un taxi per andare in moschea; il secondo esce in cerca dell’inquieta moglie, che è sgattaiolata via per andare in visita alla famiglia di uno sconosciuto; il minore, l’idealista, lascia la città a bordo di una moto. Dietro di lui sta in sella una ragazza bella e fragile, stravolta dal pensiero della guerra che ha colpito il posto in cui è nata. A metà della giornata le loro vite saranno ormai devastate dalle conseguenze delle loro piccole scelte. Cinque giovani lottano per la propria sopravvivenza in un mondo in subbuglio, costretti a fare scelte terribili per salvarsi nella spirale che la mattina di un giorno qualunque apre davanti a loro. Romanzo familiare che ha al centro due donne, è una storia eccezionalmente commovente e dal ritmo rapido. (Dal sito dell'editore)

Recensione: L'ombra della luna crescente è un intreccio di almeno cinque storie di altrettanti personaggi. Abbiamo i tre fratelli, figli di Inayat, abbiamo Samarra e Mina, due donne forti, combattenti, che non si lasciano sottomettere da nessuno, nemmeno dai militari. Ma questo romanzo non parla di persone. Parla di molto altro. Parla di uno stato, di una continua guerra civile, di una città che vuole giustizia e libertà e di una forza che vuole opprimere qualsiasi speranza di ottenerle.
I tre fratelli, Aman Erum, Sikandar e Hayat, rappresentano i tre punti di vista maschili della situazione. A parole, spesso con discorsi indiretti o allusivi, con racconti di altri tempi – perché a Mir Ali, anche i muri hanno orecchie – i ragazzi sono stati influenzati dagli ideali del loro padre e di quello di Samarra, una delle donne protagoniste. Ma ogni uomo fa le sue scelte. I tre fratelli rappresentano tre diverse scelte di affrontare la vita a Mir Ali. La prima, quella più coraggiosa, è quella di combattere contro le ingiustizie subite dallo Stato. La seconda, quella di aiutare le persone a vivere in situazioni tanto precarie che il tentativo stesso di soccorerrerle spesso fallisce per via di medicinali scaduti e istituzioni ospedaliere distrutte e malandate. La terza, quella più codarda, ma comprensibile, è di fuggire da Mir Ali, di lasciarsi tutto alle spalle per costruirsi una vita nuova, altrove, lontano, liberi. Ma le scelte più facili, spesso, si rivelano non essere le più corrette. I tre fratelli rappresentano ancora tre aggettivi che possono definire tre modi di vivere: coraggioso, altruista, corrotto. O ancora idealista, realista, codardo. Potrei andare avanti per molto, soffermandomi solo su questi tre personaggi, ma voglio e devo raccontarvi anche delle tre donne presenti nel romanzo. Una madre, una figlia, una moglie. La madre, Zainab, non giudica nessuno dei figli, è una donna forte perché è a conoscenza di quello che sono costretti ad affrontare ogni giorno, ma è anche una donna silenziosa. Lascia fare loro le scelte che desiderano, senza interferire. La figlia, Samarra, è una vera guerriera. Fatima Bhutto parla nelle sue interviste di donne guerriere, di donne che combattono perché se non lo fanno saranno sottomesse per sempre. Ebbene, Samarra è una di quelle che non sta ferma e aspetta che il destino si compia. Samarra combatte con le sue stesse mani, anche dopo aver subito violenza e tortura. Lei combatte, senza mai farsi passare per vittima. Nessuno dei suoi “collaboratori” saprà mai cosa ha subito, perché quel che conta è liberare Mir Ali, fare giustizia. Samarra, sebbene verso la fine sembri quasi una fanatica idealista, è di sicuro il mio personaggio preferito, proprio per la forza che dimostra. E infine Mina, la moglie di Sikandar. Una donna che a causa degli attacchi fra milizia e ribelli ha perso la cosa più preziosa che una donna possa mai avere. Una donna che soffre in silenzio, si rinchiude in se stessa, che passa per pazza, mentre va da funerale a funerale, per essere vicino a chi ha subito la sua stessa sorte, per chiedere informazioni, per rendere omaggio ai poveri bambini innocenti, morti senza saperne nemmeno il motivo. Ma Mina non è debole. Ciò da cui viene assalita, mentre un militante le tiene puntato il fucile alla guancia, non è la paura, ma la rabbia. La rabbia di non poter reagire, la rabbia di vedere il marito mentire per salvarsi. Delle figure femminili nessuna è debole, nessuna ha mai pensato di abbandonare tutto. Non avrebbe potuto farlo in ogni caso, viaggiare all'estero per una donna è ancora più complicato di quanto non lo sia per un uomo. Le donne in Pakistan non possono scappare. Possono decidere di stare zitte. O possono alzarsi e combattere. La loro lotta ha diverse forme, come per esempio quelle descritte nel romanzo.
L'ombra della luna crescente mostra l'altro lato del simbolo ufficiale, di quello che l'estero vede del Pakistan.
È un romanzo corale, che alterna non solo i punti di vista, ma anche diversi salti temporali che pian piano vanno a intrecciarsi per arrivare a un finale che non è la fine, ma il punto d'inizio.
Stile scorrevole e curato, il tutto condito da un viaggio nella realtà pakistana di ogni giorno.
Personalemente ho avuto difficoltà a inquadrare da subito la storia di Aman Erum con il resto, ma ciò che conta delle sue esperienze è arrivato.
Editing piuttosto curato, anche se si presentano di tanto in tanto refusi, tra cui quello più evidente è il nome del fratello maggiore Aman Erum, all'inizio del romanzo scritto a volte come Amar Erum.
Libro consigliato, ma preparatevi a una lettura seria: non è un romanzo da leggere per passare il tempo e nemmeno un romanzo che si divora, perché ogni frase ha bisogno di un attimo per riflettere, per immergersi in un mondo che noi conosciamo solo da fuori.

lunedì 23 dicembre 2013

Buone Feste!


venerdì 20 dicembre 2013

Eri come sei - Erin E. Keller

Titolo: Eri come sei
Autore: Erin E. Keller
Editore: Triskell Edizioni
Voto: 4/5



Trama: Alex percorre, apparentemente senza scossoni, la strada della vita . Una strada che ha costruito da un certo punto in poi, transennando per bene una parte del suo passato. Ha un lavoro, degli amici, un bell’appartamento e un’amica che soddisfa i suoi bisogni. Una vita lineare per una strada lineare. Quando Daniel si presenta alla sua porta, Alex incontra il primo sassolino – che si rivela essere più simile a un macigno – sul suo tragitto. Un intoppo che lo costringerà a voltarsi indietro e tornare sui suoi passi per affrontare ciò che è successo anni prima e che lo ha portato a essere qualcosa di diverso da ciò che realmente è. E quando finalmente si rende conto che l’unica cosa che ha transennato veramente non è altro che il suo vero io, inizia la parte più difficile del viaggio, quella che potrebbe condurlo a Daniel e alla parte più remota di sé. (Dal sito dell'editore)

Recensione: Erin E. Keller ha dimostrato una volta di più il suo talento nello scrivere romance M/M. Di suo avevo già recensito The Scar (qui) e Jerry è meglio (qui). Fra i tre, il mio preferito continua a essere Jerry è meglio, ma devo dire che Eri come sei mi ha tenuta legata alla lettura per due ore, ossia il tempo che ci ho impiegato a leggerlo dall'inizio alla fine. Ho iniziato a leggerlo a mezzanotte, pensando di riprendere la lettura il giorno dopo, ma non sono riuscita a staccarmi fino alla fine.
Lo stile è scorrevole, la storia coinvolgente e molto dolce.
I personaggi sono ben caratterizzati, e non solo i protagonisti, come spesso accade, ma tutti. A partire da Alex e Daniel, per passare a Gabriel e Kevin, fino a Matt che appare poco ma che risulta molto convincente.
Mi piace l'idea da cui parte il tutto, almeno è così che mi sembra di poter interpretare questo romanzo. La riporto qui, citando le stesse parole dell'autrice:

Il bullismo non deve essere perpetrato in continuazione per ferire. In alcuni casi, una volta sola è sufficiente.

Non aggiungo altro, solo che sono d'accordo con Erin.
Un'altra frase importante di questo romanzo breve sì, ma che insegna molto e che spero molti giovani (e non solo) leggeranno, è questa:

“Sto dicendo che sì, hai ragione, ma se provi qualcosa per lui... dai, i sentimenti non hanno sesso, no?”

Mi è piaciuta anche la lezione che imparerà Alex: non bisogna farsi rovinare la vita da persone stupide, e spesso un comportamento violento altro non è che la reazione di persone codarde.

Impariamo a vivere e a lasciar vivere. 

Mi chiedo se Erin abbia in mente di scrivere un seguito con protagonisti Kevin e Matt. Non sarebbe male, secondo me.



P. S.: Vi lascio il link alla conversazione con l'autrice, su twitter, dopo che ha letto la mia recensione. Leggete, leggete! Soprattutto se fate parte di quelle che si aspettano il seguito Kevin/Matt! https://twitter.com/Silently_aloud/status/414065540701777920

mercoledì 11 dicembre 2013

Come un libro aperto - Viola Lodato

Titolo: Come un libro aperto
Autore: Viola Lodato
Editore: Triskell Edizioni
Voto: 4/5

Trama: Valerio, voce narrante del romanzo, è gay non dichiarato, non è particolarmente simpatico, ma ha le idee chiare: vuole diventare uno scrittore. Peccato che non abbia altrettanto chiaro come fare. E peccato che sia sordo alle critiche. Quindi, arroccato nella sua torre d’avorio fatta di sicurezze piene di ke e xké, continua per la sua strada, fino a quando la sua omosessualità non viene svelata a tradimento. Ci vorranno una compagna odiosa, un amico paziente, un computer poco collaborativo, un tecnico infingardo, una famiglia un po’ particolare ed Emanuele, un editor a prima vista spietato, per distruggere le sue sicurezze. E sarà proprio grazie a Emanuele che Valerio imboccherà la via giusta nella scrittura e nella vita.

Recensione:Valerio, il protagonista, è un giovane aspirante scrittore che non si prende la briga di andare un po’ in giro per il web a informarsi sulle tecniche narrative e, di certo, non crede che un manuale di scrittura creativa possa essergli utile. Quello che conta per scrivere un buon romanzo, secondo lui, è solo la passione per la scrittura. L’unico a sostenerlo in questo progetto è il suo amico Alex, già la sorella Sara lo stronca invece di brutto. A fargli capire che per scrivere un buon romanzo ci vuole molto di più sarà Emanuele, con i suoi consigli. Questo romanzo breve è raccontato in prima persona al presente dalla voce di Valerio. I due protagonisti sono ben caratterizzati, fra quelli secondari spicca soprattutto Sara. La storia d’amore inizia solo nella seconda metà del libro e ci mette un po’ a prendere il volo, almeno da parte di Emanuele. Emanuele è un personaggio che ha molto da raccontare, un passato tragico. Questo viene accennato nel romanzo, ma purtroppo non approfondito. Avrei voluto leggere di più sulla sua storia, perché davvero meritava di essere raccontata, soprattutto perché mette in risalto i problemi di un coming out con risvolti tutt’altro che piacevoli. Cara autrice, voglio un romanzo dedicato tutto a Emanuele! La tematica LGBT è presente nei problemi con i compagni, con lo zio e, appunto, nella storia di Emanuele, ma anche nel cercare un editore disposto a pubblicare il romanzo di Valerio. Lo stile è scorrevole, tranne per qualche ripetizione, che un lavoro di editing più approfondito avrebbe potuto evitare. Come un libro aperto, più che un romance, è un manuale di scrittura al rovescio. In questo ebook non troverete le regole su come scrivere un romanzo, ma piuttosto dei consigli su come non scriverlo. Quattro stelline, perché come romance, forse, potrebbe un po’ deludere i lettori più appassionati in cerca di una storia d’amore sin dalle prime pagine, ma come romanzo lo trovo utile soprattutto per chi si approccia alla scrittura per la prima volta.

Piccola chicca: stasera, su Facebook, l'autrice sarà online per una chat con i suoi lettori, evento organizzato da Triskell Edizioni. Io ci sarò e voi? L'appuntamento è alle 21:00, la chat la trovate QUI

domenica 8 dicembre 2013

I segreti di Brokeback Mountain - E. Annie Proulx


Titolo: I segreti di Brokeback Mountain
Autore: E. Annie Proulx
Editore: Baldini Castoldi Dalai Editore
Voto: 4/5

Trama: In Gente del Wyoming, E. Annie Proulx, che ormai si è affermata come una delle poche e indiscussi eredi della grande tradizione narrativa nordamericana, è riuscita a fare un piccolo miracolo. Questo libro è composto da meno di cento pagine in tutto. Eppure, a leggerle - e si leggono d'un fiato - si ha l'impressione di trovarsi di fronte a un romanzo ad altissima concentrazione. L'intreccio è una specie di ingranaggio esplosivo. I due personaggi centrali sono uomini semplici, rudi cowboy abituati alle lunghe solitudini delle transumanze e dei pascoli estivi. Nel desolato paesaggio, tra i due gradualmente si accende una passione erotica, una vera pulsione amorosa. Siamo però nel cuore dell'America tradizionale, dove i ruoli sessuali sono rigidi e le identità tagliate a colpi di accetta e di autocensure. Questo sentimento "proibito" è quindi destinato a scatenare conflitti, che sconvolgeranno tutto il loro mondo. Da questo romanzo e' stato tratto il film di Ang Lee "Brokeback Mountain", vincitore del Leone D'Oro alla Mostra del cinema di Venezia 2005. (La Feltrinelli)

Recensione: Gente del Wyoming è un racconto che supera appena le cinquanta pagine, una storia breve, ma sicuramente intensa. Sapevo più o meno cosa aspettarmi, perché prima di leggerlo, avevo visto il film, Brokeback Mountain, e mi era piaciuto molto. Anche il racconto di E. Annie Proulx mi ha colpita. Se cercate una storia d'amore appassionante, ricca di romanticismo, sdolcinata, allora questo libro non fa per voi. Eppure io ve lo consiglio. La storia di Ennis e Jack non parla solo delle difficoltà del loro amore, ma parla di una società e di un tempo, in cui un amore così non sarebbe dovuto mai accadere.
Ho trovato lo stile della Proulx molto asciutto per quanto riguarda i sentimenti. Vengono accennati, e l'intensità degli stessi viene lasciata all'interpretazione del lettore, che la percepisce attraverso i gesti e le parole dei due protagonisti, attraverso le loro reazioni nei confronti di chi li circonda. Se per i sentimenti la Proulx usa uno stile che ho definito asciutto, non lo fa però nelle descrizioni dei paesaggi e dei personaggi, di cui scopriamo ogni piccolo difetto anche fisico. Questa scelta, del tutto voluta, fa in modo di rappresentarli per quello che sono: cowboy rudi, persone reali di quell'epoca. Siamo infatti intorno agli anni sessanta, quando il racconto inizia, e quello che Annie Proulx mette in risalto è il periodo e il luogo in cui Jack e Ennis si incontrano e si innamorano. In poche parole non è tanto la storia d'amore in sé che colpisce il lettore, ma l'ambiente in cui i due sono costretti a viverla. O a tentare di viverla, per quel poco che possono. E qui arriviamo al prossimo punto che mi piacerebbe accennare, prima di concludere la mia recensione.
La storia è raccontata da un narratore onnisciente, che salta da un punto di vista all'altro, entrando nelle teste di tutti i personaggi. Quello che però l'autrice mette in evidenza, sopra ogni cosa, sono i due modi di vedere il futuro da parte dei protagonisti. Da un lato c'è Jack, che crede in una vita migliore, pronto a fare progetti, pieno di speranze. Dall'altro abbiamo Ennis, con il suo attaccamento al modo di vivere di allora, con le sue paure dovute ai vissuti passati e celate sotto spoglie di un falso realismo.
È sicuramente un racconto che merita di essere letto e che induce il lettore a riflettere, senza mai risultare pesante.