giovedì 22 novembre 2012

Kafka sulla spiaggia - Murakami Haruki

Titolo: Kafka sulla spiaggia (Umibe no Kafuka)
Autore: Murakami Haruki
Editore: Einaudi
Genere: realismo magico

Letto in tedesco:
Titolo: Kafka am Strand
Editore: btb

Trama: (Dalla scheda del libro sul sito di Einaudi)

Un vecchio che capisce la lingua dei gatti e un quindicenne con la maturità di un adulto. Il primo fugge da un delitto sconvolgente, il secondo da una sconvolgente profezia. Inquietante, avvincente e visionario, Kafka sulla spiaggia è il romanzo che consacra Murakami come uno dei più grandi narratori contemporanei. 


La copertina tedesca
Recensione:

Come avevo già accennato nell'ultimo post, non farò una vera e propria recensione di questo romanzo, forse, in un certo senso, non ne sarei in grado. Ho intenzione invece di parlare dell'effetto che l'autore ha su di me. Haruki Murakami ha un modo di scrivere, di strutturare la trama e uno stile che ogni volta mi fanno riflettere. E non parlo delle tante citazioni o dei continui riferimenti a filosofi, compositori o eventi storici che riporta nei suoi romanzi, mi riferisco proprio alla sua scrittura. Di solito, se un libro mi piace e la storia mi intriga, lo leggo in pochi giorni, se è breve anche in un giorno o due. Insomma un libro di seicento pagine, come Kakfa sulla spiaggia (nella versione italiana sono "solo" 522, in quella tedesca 637 e con un font piccolissimo, non mi spiego la differenza di pagine, sinceramente...), con una storia che mi prende lo leggerei più o meno in tre giorni. E invece no. Con i libri di Murakami proprio non mi riesce. Ci metto mesi a leggerli. Questo, per esempio, l'ho letto in due mesi. Ok, sì, nel frattempo ho letto anche altri libri (e manga), ma non ho mai smesso di concentrarmi sulla storia che l'autore mi stava raccontando. Faccio un esempio banale (e magari poi molti vorranno linciarmi per quello che sto per dire): ho letto Madama Bovary quasi un anno fa. Ho iniziato a leggerlo a dicembre del 2011, credo di averlo finito verso metà febbraio del 2012. E no, quel libro non era poi tanto lungo, ma io l'ho trovato di una noia quasi mortale. Mi ero ripromessa, però, di leggerlo fino alla fine e così ho fatto. Ovviamente, trovandolo così noioso da quasi deprimermi, nello stesso tempo ho letto un sacco di altri libri (mi servivano, erano davvero indispensabili per mantenere il mio equilibrio psicologico, credetemi). Qualche mese dopo ho letto i primi due libri di 1Q84, di Murakami. Ci ho messo anche lì, boh, forse uno o due mesi per finirli. E anche allora ho letto altre cose contemporaneamente. La differenza fra Madame Bovary e Kafka sulla spiaggia/1Q84 è che gli ultimi non li ho mai trovati noiosi. Al contrario, mi prendevano sempre di più. Kafka sulla spiaggia è, per ora, il mio preferito.
Tutto questo giro di parole per dire che Murakami e i suoi romanzi mi affascinano. Mi prendono, ma non mi legano, mi lasciano sempre lo spazio e il tempo per riflettere su quello che ho appena letto, non mi mettono pressione lasciandomi in sospeso nel bel mezzo di una scena. Haruki Murakami mi rilassa e allo stesso tempo stimola il pensiero e la fantasia. 
Ci ho riflettuto molto sul perché io non riesca mai a leggere un suo libro dall'inizio alla fine, senza interruzioni e in un periodo di tempo che è il mio usuale. Murakami carica le pagine dei suoi romanzi con un infinito numero di informazioni, a volte utili alla trama, altre volte (spero di non essere linciata per la seconda volta, se lo dico) del tutto inutili (a chi o cosa serve sapere che Hoshino ha cinque fratelli, per esempio? Me ne parla per una mezza pagina, se non ricordo male, e poi svaniscono nel nulla subito dopo). Ma soprattutto carica Kafka sulla spiaggia di spunti di riflessione che non ti mollano per un bel po'. E io mi sono spesso ritrovata ferma su un passaggio appena letto a cercare di capire cosa ci fosse scritto fra le righe. Quando poi ci sono arrivata, o almeno quando sono riuscita a dare loro una mia interpretazione, è arrivato anche l'effetto: OH! E quando poi, più tardi nella storia, ho scoperto che proprio quella frase su cui avevo riflettuto, aveva un ruolo importante per comprendere ciò che stava succedendo, mi sono sentita... semplicemente BENE. 
La prima volta però che ho fatto: AH! O_O seguito da Uh! *_____* (sì, vi ci metto anche le faccine, per rendere meglio l'idea) è stato quando di punto in bianco ho letto di Nakata che stava parlando con un gatto e soprattutto che questo gatto gli rispondeva XD Da lì in poi sapevo che non avrei più mollato quel libro, ma, come ho detto fino a poco fa, ho scoperto tante altre cose e forse è da una vita che non pronuncio questa frase, ma ora è il momento di farlo:
Sono contenta di aver letto questo libro e posso dire con certezza che Haruki Murakami mi ha dato tanto attraverso la sua scrittura. 

In conclusione, sono pronta a leggere il terzo libro di 1Q84 (che però ancora devo acquistare) e non vedo l'ora di leggere Norwegian Wood. Tokyo Blues e After Dark.

Buona lettura!

P. S.: dite quello che volete, ma a me piace molto di più la copertina tedesca! Ha molto più a che fare con la trama :P




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