venerdì 30 novembre 2012

Studiare i kana online

Come ho detto nel post precedente, ho ripreso a studiare il giapponese e, nel frattempo, posso dire di aver memorizzato abbastanza bene tutto l'hiragana e di aver imparato a scriverlo, anche se devo esercitarmi di più perché a volte devo pensarci un po' su, prima di scrivere un carattere, e questo non va bene. Anche nella lettura devo portarmi un po' avanti, sono troppo lenta. 
Sono comunque passata a studiare il katakana. E lo sto facendo con lo stesso metodo con cui ho imparato l'hiragana. Qual è? Beh, semplice, mi esercito su questa pagina: http://www.unckel.de/kanateacher/.
Le istruzioni su come usare il kanateacher sono scritte in tedesco, che per me non rappresenta un problema, ma se volete potete scegliere anche l'inglese, nell'angolino in alto a destra. 
Il funzionamento in realtà è molto semplice: scegliere i kana che si vogliono memorizzare e iniziare a scrivere la sillaba in romaji sotto al kana indicato in grande, a sinistra delle tabelle. C'è anche un contatore che indica il numero di errori commessi e, una volta inserito il rispettivo in romaji, nel caso questo sia sbagliato, verrà subito data la risposta giusta (sotto), senza interrompere il "gioco". 
Io mi sono trovata molto bene con questo sistema, non lo trovo noioso e funziona davvero. 
Questa pagina, però, offre anche un altro metodo per imparare i kana in modo rapido: le kanacards, flashcards già preparate e pronte da stampare. Dopo averle stampate, io le ho plastificate e ritagliate et voilà, posso studiare i kana anche offline e senza grandi sforzi. 
Qui potete scaricare le kanacardshttp://www.unckel.de/kanacards/. Vi consiglio di scaricare direttamente il pdf completo dei due sillabari (hiragana e katakana). Sui pdf trovate le istruzioni su come stamparle in modo da avere da un lato il kana e dall'altro la sillaba in romaji. 
Per esercitarmi a scrivere, invece, ho stampato alcune pagine consigliate da studiaregiapponese, ma che si trovano comunque online su altri siti. Questa (link: qui), per esempio, è presa dal sito guidetojapanese.org. Sullo stesso sito si trova anche un esercizio identico per il katakana. Questo esercizio, in particolare, è ottimo anche perché mostra il numero e l'ordine dei tratti da scrivere. Per esempio お (romaji: o) si scrive con tre tratti e nell'ordine mostrato nell'immagine (Stroke Order):


Bene, per ora è tutto. Se trovo qualcos'altro di interessante, scriverò un nuovo post. Se avete voi, invece,  qualcosa da consigliarmi, fate pure nei commenti, sarebbe una cosa molto gradita ^_^

mercoledì 28 novembre 2012

Lontano dagli occhi, lontano dal... cervello

Eh sì, lontano dal cervello. Perché se stai imparando una nuova lingua, l'unica cosa che devi assolutamente evitare è di smettere di studiare per un bel po' di tempo, smettere di ripetere le nozioni imparate. Insomma mettere tutto da parte perché per ora "sono stanca e non mi va, poi più in là riprenderò".
E sì, poi ho anche ripreso, solo che mi sono ritrovata ad aver dimenticato quasi tutto, tranne le nozioni di base, ma proprio solo quelle.
Insomma, per farla corta, ho ripreso a studiare il giapponese. Negli ultimi giorni, finalmente, mi sono messa in testa che se non imparo i kana e qualche kanji, posso continuare a studiarlo per l'eternità, ma non sarò mai in grado di leggerlo (vabbe', mi era già chiaro prima, ma ora ho davvero accettato il fatto che dovrò impegnarmi più di quanto avevo immaginato all'inizio -.-). Quindi eccomi qui, con in testa più o meno tutti i caratteri hiragana e una decina di kanji del livello più basso del JLPT (ossia 10 su 80 dei kanji che i bambini imparano durante il primo anno scolastico. Mi sento un po' un'idiota, ma se si vuole imparare, si deve iniziare da zero).
Tra l'altro, avere in testa tutto l'hiragana non significa saperlo scrivere e questo l'ho capito mentre cercavo di fare un esercizio in cui si dovevano tradurre delle sillabe dal romaji (ka, ko, ku, ecc., usando le lettere del nostro alfabeto) all' hiragana (か、こ、く, ecc.) e, ovviamente, dopo un po' mi sono dovuta bloccare.
Appuntiamo, allora, un po' quello che devo ancora fare:
1. Imparare a scrivere l'hiragana;
2. Continuare a ripetere i dieci, DIECI (10!) kanjii imparati fra ieri e oggi.

Ma mica finisce qui. Nel frattempo dovrò iniziare a memorizzare tutti i caratteri del katakana, perché senza di quelli non è facile leggere il giapponese. Sapete che il giapponese utilizza un numero altissimo di parole derivate dall'inglese? Tipo doa (ドア), ossia "door", "porta", oppure handobaggu (ハンドバグ), che sarebbe "handbag", ossia "borsetta". E tutte queste parole di origine inglese sono trascritte in giapponese tramite il katakana.
Quindi aggiungiamo un punto in più nella lista di sopra:
3. Memorizzare tutto il katakana.
E subito dopo un'altro ancora:
4. Ovviamente imparare a scrivere il katakana.
Ah beh, ma con tutti quei segni, è facile dimenticare quelli imparati per primi, quindi...
5. Continuare a ripetere l'hiragana. E, per farlo, non sarebbe male leggere qualche testo che utilizzi solo quei caratteri, scritto dunque per chi vuole imparare il giapponese.
E ancora:
6. Aggiungere qualche altro kanji a quelli già imparati e ripetuti più volte.

E così via, inutile allungare una lista che è fatta soprattutto di ripetizioni di ciò che si è già appreso, no?

Da qualche tempo ho trovato un blog che tratta la lingua e la cultura giapponese in modo approfondito. Ho ancora qualche difficoltà a trovare subito quello che cerco, ma trovo che il blogger e chi lo aiuta stiano facendo davvero un buon lavoro. L'ho aggiunto alla lista dei blog che seguo, si chiama "Studiare (da) Giapponese". Se vi va, fateci un salto. Merita.

E ora i dieci...
DIECI (!)
-.-
kanji che ho imparato fra ieri e oggi:

= scrittura, letteratura, lettera 
= paese, via, città
= insetto
= dentro, nel mezzo, attraverso
= bambù
= grande
= uomo, maschio
= risaia, campo di riso
= suolo, terra
= cerchio, rotondo, circolare, yen

E questi almeno li so già anche scrivere XDDD

sabato 24 novembre 2012

"Armageddon - Giudizio finale": passano gli anni, ma l'emozione resta


Stasera ho rivisto, dopo tanto tempo, il film "Armageddon - Giudizio finale" con Bruce Willis e Ben Affleck. 
Ormai si sa quante ne passeranno prima di portare a termine la missione, ormai si sa anche come va a finire. Eppure, davanti alla scena in cui Harry saluta per l'ultima volta sua figlia Grace prima di far saltare in aria tutto, non posso fare proprio a meno di piangere. 
E poi la canzone degli Aerosmith, bellissima già di suo, che acquista ancora più significato, e forse un significato diverso, se ascoltata nel contesto del film stesso. 



giovedì 22 novembre 2012

Kafka sulla spiaggia - Murakami Haruki

Titolo: Kafka sulla spiaggia (Umibe no Kafuka)
Autore: Murakami Haruki
Editore: Einaudi
Genere: realismo magico

Letto in tedesco:
Titolo: Kafka am Strand
Editore: btb

Trama: (Dalla scheda del libro sul sito di Einaudi)

Un vecchio che capisce la lingua dei gatti e un quindicenne con la maturità di un adulto. Il primo fugge da un delitto sconvolgente, il secondo da una sconvolgente profezia. Inquietante, avvincente e visionario, Kafka sulla spiaggia è il romanzo che consacra Murakami come uno dei più grandi narratori contemporanei. 


La copertina tedesca
Recensione:

Come avevo già accennato nell'ultimo post, non farò una vera e propria recensione di questo romanzo, forse, in un certo senso, non ne sarei in grado. Ho intenzione invece di parlare dell'effetto che l'autore ha su di me. Haruki Murakami ha un modo di scrivere, di strutturare la trama e uno stile che ogni volta mi fanno riflettere. E non parlo delle tante citazioni o dei continui riferimenti a filosofi, compositori o eventi storici che riporta nei suoi romanzi, mi riferisco proprio alla sua scrittura. Di solito, se un libro mi piace e la storia mi intriga, lo leggo in pochi giorni, se è breve anche in un giorno o due. Insomma un libro di seicento pagine, come Kakfa sulla spiaggia (nella versione italiana sono "solo" 522, in quella tedesca 637 e con un font piccolissimo, non mi spiego la differenza di pagine, sinceramente...), con una storia che mi prende lo leggerei più o meno in tre giorni. E invece no. Con i libri di Murakami proprio non mi riesce. Ci metto mesi a leggerli. Questo, per esempio, l'ho letto in due mesi. Ok, sì, nel frattempo ho letto anche altri libri (e manga), ma non ho mai smesso di concentrarmi sulla storia che l'autore mi stava raccontando. Faccio un esempio banale (e magari poi molti vorranno linciarmi per quello che sto per dire): ho letto Madama Bovary quasi un anno fa. Ho iniziato a leggerlo a dicembre del 2011, credo di averlo finito verso metà febbraio del 2012. E no, quel libro non era poi tanto lungo, ma io l'ho trovato di una noia quasi mortale. Mi ero ripromessa, però, di leggerlo fino alla fine e così ho fatto. Ovviamente, trovandolo così noioso da quasi deprimermi, nello stesso tempo ho letto un sacco di altri libri (mi servivano, erano davvero indispensabili per mantenere il mio equilibrio psicologico, credetemi). Qualche mese dopo ho letto i primi due libri di 1Q84, di Murakami. Ci ho messo anche lì, boh, forse uno o due mesi per finirli. E anche allora ho letto altre cose contemporaneamente. La differenza fra Madame Bovary e Kafka sulla spiaggia/1Q84 è che gli ultimi non li ho mai trovati noiosi. Al contrario, mi prendevano sempre di più. Kafka sulla spiaggia è, per ora, il mio preferito.
Tutto questo giro di parole per dire che Murakami e i suoi romanzi mi affascinano. Mi prendono, ma non mi legano, mi lasciano sempre lo spazio e il tempo per riflettere su quello che ho appena letto, non mi mettono pressione lasciandomi in sospeso nel bel mezzo di una scena. Haruki Murakami mi rilassa e allo stesso tempo stimola il pensiero e la fantasia. 
Ci ho riflettuto molto sul perché io non riesca mai a leggere un suo libro dall'inizio alla fine, senza interruzioni e in un periodo di tempo che è il mio usuale. Murakami carica le pagine dei suoi romanzi con un infinito numero di informazioni, a volte utili alla trama, altre volte (spero di non essere linciata per la seconda volta, se lo dico) del tutto inutili (a chi o cosa serve sapere che Hoshino ha cinque fratelli, per esempio? Me ne parla per una mezza pagina, se non ricordo male, e poi svaniscono nel nulla subito dopo). Ma soprattutto carica Kafka sulla spiaggia di spunti di riflessione che non ti mollano per un bel po'. E io mi sono spesso ritrovata ferma su un passaggio appena letto a cercare di capire cosa ci fosse scritto fra le righe. Quando poi ci sono arrivata, o almeno quando sono riuscita a dare loro una mia interpretazione, è arrivato anche l'effetto: OH! E quando poi, più tardi nella storia, ho scoperto che proprio quella frase su cui avevo riflettuto, aveva un ruolo importante per comprendere ciò che stava succedendo, mi sono sentita... semplicemente BENE. 
La prima volta però che ho fatto: AH! O_O seguito da Uh! *_____* (sì, vi ci metto anche le faccine, per rendere meglio l'idea) è stato quando di punto in bianco ho letto di Nakata che stava parlando con un gatto e soprattutto che questo gatto gli rispondeva XD Da lì in poi sapevo che non avrei più mollato quel libro, ma, come ho detto fino a poco fa, ho scoperto tante altre cose e forse è da una vita che non pronuncio questa frase, ma ora è il momento di farlo:
Sono contenta di aver letto questo libro e posso dire con certezza che Haruki Murakami mi ha dato tanto attraverso la sua scrittura. 

In conclusione, sono pronta a leggere il terzo libro di 1Q84 (che però ancora devo acquistare) e non vedo l'ora di leggere Norwegian Wood. Tokyo Blues e After Dark.

Buona lettura!

P. S.: dite quello che volete, ma a me piace molto di più la copertina tedesca! Ha molto più a che fare con la trama :P




domenica 11 novembre 2012

Nuovi acquisti, prossime recensioni, novità



Oggi ho acquistato il nuovo romanzo di Cristina Lattaro: Il volo di carta. A dire il vero sono due volumi in formato ebook (La ricerca e La verità) e li ho comprati entrambi per tre motivi principali:
1. Volevo assolutamente leggere altro di Cristina Lattaro;
2. La trama è davvero interessante e mi ha incuriosita molto;
3. Il prezzo è convenientissimo (0,99 € / ebook)
Da aggiungere che la Sesat Edizioni dà la possibilità all'acquirente di scegliere il formato da scaricare (epuB, pdf o Kindle) e soprattutto che gli ebook sono liberi da DRM.  Olè, questa ce inizia a piacermi molto XD

Ho letto un altro paio di titoli che sembrano interessanti. Ma prima mi dedicherò alla lettura de Il volo di carta, così scoprirò anche come sono dal punto di vista dell'editing/della correzione di bozze, ecc.



La prossima recensione invece sarà su Kafka sulla spiaggia, di Haruki Murakami, che però sto leggendo in tedesco (Kafka am Strand). In realtà non sarà una vera e propria recensione, ma solo un paio di riflessioni sull'effetto che questo autore ha su di me e sul mio modo di leggere. Un effetto strano... direi. 








Un'altra novità, che ho scoperto solo ieri o l'altro ieri, è che a dicembre uscirà un nuovissimo capitolo di Koisuru Boukun, di Takanaga Hinako, e di cui ancora non ho scritto la recensione, ma che di sicuro è, insieme a Haru wo Daiteita, uno dei miei manga yaoi preferiti in assoluto. Per la precisione, Koisuru Boukun è stato tradotto anche in italiano e il titolo è Il tiranno innamorato (sì, lo so, in italiano il titolo suona proprio bleah, ma che ci vogliamo fare? XD), pubblicato dalla Magic Press (per ora solo i primi due volumi della serie). 




Uhm... credo che per ora sia tutto. Cia'!